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  Letteratura  »  Le api di Paulette, di Sandro Orlandi, edito da Il Filo e recensito da Rosella Rapa 22/10/2010
 

Le Api di Paulette

di Sandro Orlandi

Editore il Filo

Collana Confini: nuove voci

ISBN 978-88-6185-766-7

Pubblicato 2008

Pagine       105

Prezzo      15,00 €

 

 

 

 

Quando si legge una raccolta, (una silloge, scriverebbe un letterato) la prima domanda che ci pone è: “cosa” avrà spinto l'autore a riunire insieme questi brani? Ed ognuno dà una sua risposta. In questo caso la mia potrà apparire strana: i racconti sono accomunati dalla Magia, dal Mistero. Insieme a temi sociali oggi fortemente sentiti. Un abbinamento niente affatto facile, riuscito a Sandro con perfetto stile.

 

La magia si mostra chiarissima nel racconto centrale, che dà il titolo alla raccolta: “Le Api di Paulette”. Le api infatti appaiono stregate, indemoniate, sotto l'influsso d'un malefico essere: la spiegazione infine sarà razionale e comprensibile, ma il senso del mistero rimane. Qualcosa di impalpabile, che avvolge luoghi e persone, e ci fa pensare: è una fiaba? una metafora, o è accaduto realmente? Perché tutto è possibile. Spesso la vita “reale” mostra fatti che superano oggi immaginazione. Il tema sociale non manca: c'è l'uomo solo, l'uomo rifiutato dalla società, che lo ritiene un mostro. Anche questo, sarà vero? Non posso proprio svelarlo.

 

Nel primo racconto, “il vestito rosso”, la magia è rappresentata proprio dal vestito, che per la protagonista, una donna dalla vita difficile, diventa un simbolo. Il racconto accompagna la donna dalla giovinezza alla prima maturità, parla di amori sbagliati delle loro conseguenze,del desiderio di maternità quando è ormai troppo tardi.  I drammi che si susseguono sono molti, forse troppi per una donna sola: ma chi non è mai stata sfiorata da almeno uno dei tanti avvenimenti che si susseguono nella vita di questa persona? Può essere l'uno, o l'altro, ma qualcosa è avvenuto. La psicologia della protagonista è resa come se l'autore stesso l'avesse provata: è questo è tanto più notevole, quando è narrato da un uomo. Io stessa ho provato alcuni dei conflitti che travagliano la protagonista, subito qualcuna di quelle stesse drammatiche prove: perciò, credo di parlare con cognizione di causa. Vorrei aggiungere che molti scrittori, grandi scrittori, hanno narrato vicende al femminile immedesimandosi nella protagonista, ma al momento non ne ricordo uno che si sia proposto in prima persona. Ne ho trovato uno moderno, Piemontese come me, su una antologia: non c'è proprio paragone. Si sente la menzogna, la finzione. Sandro, invece, non ci racconta la storia di un'altra persona, diventa questa persona: è quanto di meglio uno scrittore possa fare.

 

Il secondo racconto, “Fortunata”, ci parla del diritto alla vita, alla libertà, e al diritto di por fine alla vita quanto si ritiene che non meriti di essere vissuta. La dignità di una persona va rispettata: di questo, molti famigliari non si rendono conto, presi da un affettuoso egoismo che vuole a tutti i costi ancora accanto a sé la persona amata, a qualunque costo.

In questo racconto la magia è data da un sogno, un sogno rivelatore. Ed anche qui, ogni interpretazione è aperta.

 

Nel quarto, “La Cornice” la magia pervade tutto il racconto, imperniata proprio su questa cornice, che farà nascere l'amicizia tra un venditore ambulante clandestino e un vecchio troppo solo. Ma questa cornice… cos'avrà mai di tanto speciale?

 

L'ultimo racconto, Il Carro, ci fa balzare d'improvviso nell'atrocità di una guerra, una guerra civile dei giorni nostri, di quelle combattute strada per strada, casa per casa, senza tregua e senza pietà. Poco importa dove si svolga fisicamente: nei Balcani, o più a Est, siamo sempre alle porte di casa nostra, e chiudiamo gli occhi per non vedere, ci tappiamo le orecchie per non sentire. Sandro ci costringe a sentire, a vede, e, soprattutto, ad ascoltare col cuore: e d'improvviso non siamo più indifferenti, siamo un tutt'uno con il protagonista, lottiamo con lui, soffriamo con lui.

Il finale è magia… o miracolo? E' un sollievo: ciascuno, anche qui, pensi a ciò in cui crede.

 

 

Ho divorato questo libro, senza quasi fermarmi. La narrazione è coinvolgente, il ritmo veloce, i colpi di scena imprevedibili: eppure li aspetti, sai che ci saranno, perché il Mistero deve trovare una spiegazione, l'Intrigo deve risolversi. Tuttavia è un libro che vien voglia di rileggere, due volte, anche tre, o più: perché molto su cui riflettere. Passioni, sentimenti, amore, odio, vendetta, solitudine, disagio, paura… tutto ciò che ci tormenta oggigiorno è in qualche modo vissuto dai protagonisti, che proprio per questo non restano figure indistinte, o poco credibili. Sono essere umani, veri, vivi, che potrebbero muoversi accanto a noi ogni giorno, portando nel cuore il loro dramma, invisibile ai più, ma non a Sandro.

 

Come conclusione consiglio questo libro a tutti, proprio a tutti, purchè già adulti, o in età di esserlo. Nonostante la serietà dei temi, la Magia di Sandro lo rende gradevole alla lettura, che scivola via veloce. Sperando che il lettore comprenda… cos? Dovrete scoprirlo.

 

Complimenti a Maristella Angeli per il disegno in copertina: bello, azzeccato, e vagamente inquietante: una promessa per il lettore.

 

 

Rosella Rapa

 

 
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