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  Letteratura  »  Un altro giro di giostra, di Tiziano Terzani, edito da Longanesi e recensito da Arcangela Cammalleri 08/11/2010
 

Un altro giro di giostra
Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo
di Tiziano Terzani
Ed. Longanesi
Autobiografia

 

 

L'autore ricorda quando un'immagine attraversò la sua mente: gli parve che tutta la sua vita fosse stata come su una giostra: su un cavallo bianco a girare a piacimento, senza che qualcuno mai gli avesse chiesto il biglietto. Ora passava il controllore e pagava il dovuto e se gli andava poteva fare ancora …un altro giro di giostra.
Quando lessi su L'ESPRESSO del libro di Terzani, rimasi colpita dalla recensione e lo comprai leggendolo con grande partecipazione. A distanza di qualche anno mi è ricapitato tra le mani e l'impulso irresistibile di rileggerlo è stato istantaneo. Come la prima lettura, questa seconda ha affondato nelle radici dell'essere ed ha lasciato una scia indelebile nell'animo. Terzani come giornalista fu un viaggiatore di paesi, profondo conoscitore di angoli del mondo lontani, in questo libro il viaggio verso la ricerca di una risoluzione del suo male diventa anche un'introspezione dentro e fuori di . Con speranza e con perseveranza inizia un pellegrinaggio che lo porta dagli Stati Uniti all'India alla Cina in una spasmodica ricerca e sperimentazione di medicina alternativa, tibetana, ayurveda, reiki, yoga, omeopatica, pozioni, erbe, diete…Alla fine quello ch'era stato un percorso esterno, ricco di contatti umani, tra città affollate e villaggi sperduti si volge in un percorso interno: nel silenzio immanente di paesaggi solitari ritrova un contatto diretto con la natura in un'armonia e un equilibrio tra il mondo e se stesso. Quando un problema sembra senza una soluzione, improvvisamente compare fuori della logica delle soluzioni a cui si è abituati. La domanda che Terzani si pone negli ultimi tre mesi : “Io, chi sono”? cerca risposte nelle varie religioni orientali; spesso, non si conclude con una risposta, la risposta sta nel porsi la domanda, la risposta è senza parole, è nell'immergersi silenzioso dell'Io nel Sé. La prolungata solitudine e il silenzio creano un vuoto, la mente si concentra, si ha l'impressione di capire tutto. Il tempo è solo presente, perché solo al presente se ne fa esperienza. Gli esercizi per impratichirsi a morire alla maniera dei sufi, non cambiano nulla dentro di lui. La lezione dei Vedanta: tutto ciò che nasce muore, tutto ciò che muore rinasce.. Solo il Sé, la coscienza pura che non è mai nata, che è fuori del tempo, resta.
“Come il grano
L'uomo matura,
Come il grano
Egli di nuovo rinasce”

La morte non è negativa, grazie a lei ci poniamo le grandi domande sulla vita.
Però dopo mesi di isolamento, il ritorno alla vita normale lo spaventa, capisce che dipendere dalla solitudine per essere in pace non è la soluzione. Ritorna nel suo eremo, nell'Himalaya, dove aveva sì trovato il silenzio fuori, ma non aveva fatto pace con se stesso, in quanto la lontananza dal mondo è ancora una condizione necessaria del suo stare in equilibrio. Compie degli esercizi che i sufi, i tibetani e altri hanno fatto per secoli: disteso a guardare il cielo e le nuvole e come una nuvola vagare, aleggiare fino a disfarsi e scomparire. La nuvola non c'è più, lui non c'è più. Resta solo la coscienza, libera, senza legami, una coscienza che si espande. Lavora su se stesso per trovare pace in qualsiasi luogo si trovi. Forse, riflette, senza questo malanno che lo ha colpito non avrebbe fatto il viaggio che ha fatto e non si sarebbe posto le domande che contavano. Aspira a raggiungere quel distacco che un grande poeta ha descritto con questo famoso haiku:
L'ombra del bambù spazza gli scalini di pietra
Ma la polvere resta.
La luna si riflette sul fondo dello stagno
Ma non tocca l'acqua.

Terzani non ha trovato nessuna medicina per guarire, ma il malanno l'ha spinto a rivedere le sue priorità, a riflettere, a cambiare prospettiva e cambiare vita. Cambiare vita per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi. I libri sacri, i maestri, i guru, le religioni servono, dice, come gli ascensori per risparmiare le scale, ma l'ultimo pezzo del cammino va fatto a piedi, da soli. Non aspettarsi risultati, senza sperare in ricompense. Terzani vive con la sensazione che l'universo è straordinario, che niente mai ci succede per caso e che la vita è una continua scoperta. Si sente fortunato perché, ora più che mai, ogni giorno è davvero un altro giro di giostra. Dopo poco tempo Terzani muore, come le sue parole lasciano presagire, probabilmente in pace con se stesso.
Questo libro oltre ad essere un testamento spirituale, è la testimonianza di una vita vissuta fino alle radici dell'esistenza, intensamente e profondamente in un continuo lavoro su se stessi. Una straordinaria vita nella sua ordinaria umanità.

L'autore: Tiziano Terzani nasce a Firenze nel 1938 e per trent'anni vive con la moglie e i due figli in Asia. Come corrispondente del settimanale tedesco Der Spiegel risiede a Singapore, Hong Hong, Pechino, Tokyio, Bangkok e Nuova Delhi, da dove collabora anche a La Repubblica, L'Espresso e Il Corriere della Sera. Nel corso della sua  vita asiatica pubblica molti libri, tutti editi dalla Longanesi e tradotti in altre lingue, sulle grandi storie di cui si trova a essere testimone: Pelle di leopardo e Giai Phong! La  liberazione di Saigon sulla guerra in Vietnam; La porta proibita, sulla Cina del dopo Mao; Buona notte, signor Lenin, sul crollo dellUnione Sovietica. Il volume In Asia raccoglie le sue migliori corrispondenze dai paesi d'Oriente. Sono del 1995 le riflessioni su dove va il mondo contenute in Un indovino mi disse; del 2002 Le lettere contro la guerra, mettono in guardia contro il pericolo dell'uso della violenza per la sopravvivenza dell'umanità. In Un altro giro di giostra, Tiziano Terzani si pone le domande finali sul senso della vita dell'uomo. Muore ad Orsigna nel luglio del 2004. Dalle conversazioni avute con il figlio negli ultimi mesi di vita è nato il libro La fine è il mio inizio, pubblicato nel 2006.  

 

Arcangela  Cammalleri

 
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