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  Canti celtici  »  La recensione di Miriam Ballerini 19/10/2007
 

Canti celtici

di Renzo Montagnoli

Prefazione di Patrizia Garofalo

Immagine di copertina e fotografie

all’interno di Renzo Montagnoli

Elaborazione Grafica di Elena Migliorini

Edizioni Il Foglio

http://www.ilfoglioletterario.it/

ilfoglio@infol.it

Collana Autori Contemporanei Poesia

Diretta da Fabrizio Manini

Poesia – poema

Pagg. 90

ISBN: 978-88-7606-162-2

Prezzo: € 10,00

 

 

Il libro di Montagnoli è una raccolta di canti delicati che anche là dove gridano per farsi sentire,

sono acquietati da quel senso nostalgico che li pervade.

Montagnoli ci vuole comunicare il senso dei valori che si è via via smarrito nella nostra odierna società; ci interroga, chiedendoci cosa lasceremo ai “posteri già nati senza memoria”.

I suoi scritti sono liriche anticheggianti che meglio si addicono al popolo celtico che ha popolato anche la pianura padana, dove l’autore risiede, rifacendosi a esso e ai suoi valori: la famiglia, la comunità e la spiritualità. Sentimenti di cui Montagnoli avverte l’assenza o l’estinzione.

Per far questo si fa attento osservatore della natura, l’unica essenza ancora vera che ci è rimasta, ma anche lei vittima della mano dell’uomo.

Affida alla natura e ai suoi fenomeni la sua voce.

 

IL MORMORIO DEL VENTO

E' il vento che porta le voci,

sommessi mormorii,

quasi salti di ruscelli,

una nenia lontana

che invoca un ricordo,

che non placa la sete di gole

serrate dalla polvere del tempo.

Erano genti che cavalcavano

quest’umida terra,

una brughiera coperta d’erica.

Erano uomini vissuti prima di noi,

il seme di queste piante

che troppo presto dimenticano le radici

e vogliono correre verso il nulla.

Non uomini,

oggi,

ma spettri.

 

E ripercorre ricordi di un vissuto dove c’era meno, ma nel quale l’uomo aveva modo di trovare ancora lo scopo del suo vivere.

 

LA FAMIGLIA

Nella magia del tramonto,

lasciati i lavori del giorno,

il ritorno alla casa,

al riposo di un desco,

a chiacchierare con mogli e figli.

Fra le ombre del fuoco

che lento si spegne nel camino

l’ascolto della voce del nonno

che racconta storie e leggende

di un tempo che fu.

…………………………………..

 

Le liriche sono gradevoli e si lasciano leggere e assaporare, lasciando di sé interrogativi e proponimenti ai quali una persona sensibile non può restare indifferente.

Alcuni termini li troviamo più frequentemente di altri in vari testi; non li definirei ripetizioni, ma sottolineature del pensiero dell’autore.

Condivido i sentimenti che hanno mosso Montagnoli a scrivere questi versi, ed è anche grazie a poeti e scrittori che nel loro piccolo tentano di mostrarci le ferite della nostra società che si può fare breccia nella coscienza degli uomini.

 

Miriam Ballerini

 

 

 

 
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