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  Il cerchio infinito  »  L'intervista di Cristina Bove 18/09/2008
 

Intervista a Renzo Montagnoli, autore della raccolta poetica Il cerchio infinito, edita da Il Foglio.

A cura di Cristina Bove

La tua prima raccolta, di poesie suggestive attinenti ad un passato mitico e misterioso ma anche ben trasposte nell’oggi, pare sia andata molto bene. La tua nuova silloge Il cerchio infinito a che cosa si ispira? Com’è nata?

Come ho scritto nell’introduzione all’opera,  la vita, nel suo mistero, il tempo, nella sua incertezza, la distanza, nella sua imperfezione, sono il tema di questa silloge ed è un tema unico, perché nell’universo tutto è infinito e nulla è lasciato al caso: il tempo, lo spazio, e, lasciamelo credere, anche la vita.

Il tutto nasce dall’osservazione del mondo che ci circonda ed alle legittime domande che ci poniamo in ordine al perché della nostra esistenza. Non è tuttavia una poesia religiosa, ma è l’espressione di un’opinione di un laico che pur senza essere credente secondo le regole della chiesa non è nemmeno ateo, né agnostico.

In poche parole desidero credere che la nostra vita, il nostro mondo non siano dovuti al caso, ma facciano parte di un ordine perfetto a cui sovrintende un’entità superiore di cui non abbiamo conoscenza e che assai probabilmente non ci sarà mai possibile determinare con certezza.

 

Che cosa ha portato di nuovo nella tua vita la poesia?

Se per nuovo intendiamo la necessità di trasporre in versi le intuizioni che balenano all’improvviso, beh, in questo senso, la poesia mi permette di sfogare idee che prima anche esistevano, ma che stavano letargicamente immobili. Sulla scia di queste idee e di conseguenza anche di una mia visione personale dell’esistenza, il sorgere di emozioni finisce con il lasciare una traccia incanalata nel solco del mio pensiero. Successivamente, a volte anche a distanza di giorni, l’emozione si ripresenta come necessità di emergere, quasi come uno sfogo, e in quel caso nasce la poesia.

 

Se tu dovessi definire la poesia:

 

Per me la poesia è un flusso di emozioni che provengono direttamente dall’anima e che si trasformano in parole. Come ho risposto prima,  normalmente i versi non nascono in contemporanea con ciò che avverto dentro di me, ma ciò è evidentemente dovuto solo a un fenomeno di lenta assimilazione, al punto che poi scrivo senza nemmeno leggere.

Quindi, se volessi definire la poesia in poche parole, potrei dire che è lo specchio dell’anima. 

 

 

Da che cosa dipende la tua scelta di fedeltà all’Editore della tua prima silloge “I canti celtici”?

 

E’ da ancor prima che scrivessi Canti celtici che conosco Gordiano Lupi e nel tempo è nata un’amicizia perché ci sono indubbiamente punti di contatto, anche esterni al campo letterario, come la contrarietà a qualsiasi regime totalitario.

In campo editoriale ha una Casa che riesce anche a proporre cose nuove, campo in cui non osano nemmeno i grandi gruppi, oltre alla disponibilità, per opere giudicate di eccellenza, a pubblicare senza il contributo dell’autore.

Quest’ultimo aspetto è proprio di pochissimi editori e non solo quindi gli fa onore, ma dimostra la sua imprenditorialità, che lo porta anche a rischiare. In un mondo in cui il denaro è tutto,  per Gordiano Lupi ci sono anche altre cose altrettanto importanti, come la fiducia in chi crede che la cultura non sia basata solo sui best seller.

 

 

Potendo scegliere,  quale forma preferiresti per esprimere il tuo amore alla donna amata: la prosa o la poesia? E perché?

 

Una domanda che nel complesso è difficile, perché in genere sono parole frutto di un forte stato emotivo. Però, considerato quanto ho scritto prima su cosa intendo per poesia, è assai probabile che del tutto naturalmente il mio sentimento possa trovare una manifestazione in versi, magari poca cosa, purché chiaramente sincera e spontanea.

 

 

Da che cosa è stato ispirato  il titolo di questa tua nuova silloge, “Il cerchio infinito” ?

 

La silloge prende il titolo da quello di una delle poesie che la compongono e che nel libro è la prima. (…../  Un cerchio infinito / di albe e tramonti, /di nascite e di perdite, / in cui tutto mai termina. /…). Ho scelto questi versi perché di per sé mi sembrano idonei a formulare la risposta.

 

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro in campo letterario?

 

Al momento, ho intenzione di dedicarmi alla narrativa, tanto che sto scrivendo un romanzo con la speranza di arrivare all’ultima pagina e di cui almeno io possa essere soddisfatto. Non anticipo nulla al riguardo, ma posso dire che come tematica si inserisce idealmente nel percorso tracciato da Canti celtici e Il cerchio infinito. Non tralascerò di scrivere poesie, ma senza l’obiettivo di un tema prefissato.

 

Grazie, Renzo di aver risposto esaurientemente alle mie domande.

 

 

Il cerchio infinito

di Renzo Montagnoli

Introduzione dell’autore

Prefazione di Fabrizio Manini

In copertina “Galassia M 104”

fotografata dal telescopio spaziale Sptitzer della NASA

Elaborazione grafica di Elena Migliorini

Edizioni Il Foglio

www.ilfoglioletterario.it

ilfoglio@infol.it

Poesia silloge

Pagg. 70

ISBN: 978-88-7606-196 – 7

Prezzo: € 10,00

 

 

 
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