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  Bell'Italia  »  Il Parco del Mincio, di Renzo Montagnoli 05/11/2012
 

Il Parco del Mincio

di Renzo Montagnoli

 

 

 

 

Istituito dalla Regione Lombardia nel 1984 il Parco del Mincio è una vasta area protetta, estesa su una superficie di circa 16.000 ettari, che va, seguendo il corso del fiume Mincio ( emissario del Lago di Garda), dal comune di Peschiera a quello di Sustinente, passando dai rilievi delle Colline Moreniche alla pianura alluvionale del Po.

Se si scende lungo il corso del fiume si incontrano via via borghi di grande interesse storico e paesaggistico, nonché diverse realtà naturali, ognuna con una sua peculiarità al punto che alcune sono elevate al rango di riserva naturale (Riserva Regionale Valli del Mincio, Riserva regionale Castellaro Lagusello, Riserva Statale Bosco Fontana, e queste sono solo le più note). 

Considerata l'elevata estensione ed il fatto che in esso siano presenti più borghi il Parco è visitabile liberamente.

Se la natura, con il suo paesaggio, la flora e la fauna, è di indubbia attrattiva, vi è anche da considerare il percorso artistico, forse assai più rilevante.

Lungo le rive del fiume Mincio o nelle immediate vicinanze si trovano Ponti sul Mincio, con il suo antico castello del XII secolo, di cui si restano le torri e la cinta merlata,  Monzambano, anche qui con un castello medievale, Volta Mantovana, arroccata sulle ultime propaggini delle colline e rivolta alla pianura, Goito, il paese dei Bersaglieri, testimone del nostro Risorgimento, Rodigo, con la frazione di Rivalta, lambita dalle acque del fiume che poco più a sud si amplia, rallenta la sua corsa e si trasforma in un lago, il primo dei tre laghi di Mantova, e appunto Mantova, una più belle città d'arte del mondo, che merita un articolo tutta per sé che magari scriverò in altra occasione, Virgilio, famoso per aver dato i natali al più grande poeta latino, Publio Virgilio Marone, e senz'altro meno noto per il fatto che qui è la mia residenza, Governolo nel comune di Roncoferraro, luogo di celebri battaglie in tempi piuttosto remoti.

A volte affacciati sul fiume, altre più in dentro ci sono luoghi di grandissimo interesse, magari meno noti di Mantova, ma comunque meritevoli di una visita:

- Il Forte di Pietole, struttura abbandonata, ma di cui è previsto il restauro, opera muraria imponente sorta per volontà di Napoleone Bonaparte; 

- il Santuario delle Grazie, edificato nel 1406;

- i Mulini del Naviglio, di origine medievale;

- il sito etrusco del Forcello, uno dei meglio conservati in Italia;

- i castelli mantovani (a Volta Mantovana, a Governolo, a Castellaro Lagusello, che è uno dei più bei borghi d'Italia, a Curtatone, a Mantova (quello di San Giorgio, dove di trova la famosa Camera degli Sposi, opera di Andrea Mantegna, purtroppo lesionato dal sisma di quest'anno e in attesa di fondi per i restauri).

Ma il Parco è anche flora e fauna e al riguardo quest'ultima è caratterizzata dalle presenze degli aironi bianchi, degli aironi cinerini, degli aironi guardabuoi, dei cigni reali, dei fischioni, delle garzette, dei germani reali, delle nitticore, delle oche selvatiche, dei tarabusini, delle cicogne, dei cormorani. E questi sono solo i volatili, perché poi ci sono mammiferi, come i caprioli, i cervi, i cinghiali, i gatti selvatici, le lepri, le volpi, i ricci, ecc. Non mancano poi i rettili, fra i quali la biscia d'acqua e il biacco; la vipera aspis è invece presente in modo più marcato nel Bosco della Fontana. E poi con tanta acqua ci sono naturalmente i pesci, dalla trota al persico, dal luccio al persico-trota, dalla tinca al pesce gatto. Per quanto riguarda la flora, a parte i maestosi salici piangenti che sovente si rispecchiano nelle acque del fiume, uno dei tre laghi di Mantova, quello superiore, presenta anche i fior di loto, stupendi e caratteristici durante la fioritura.

A girare e a camminare vien fame e queste sono zone dove si mangia bene e in cui si beve altrettanto bene, soprattutto se si ha l'accortezza di ordinare i vini (bianchi, rossi e rosati) dei Colli mantovani, considerati di assoluta eccellenza.

Come arrivare?

La base ideale è Mantova e vicino alla città ci sono le due uscite (Mantova Nord e Mantova Sud) dell'Autostrada del Brennero (A22); inoltre c'è un servizio ferroviario, invero assai modesto, con partenze da Modena, Verona, Milano, Nogara (VR); da ultimo c'è anche il Valerio Catullo, l'aeroporto sito vicino a Villafranca di Verona, da cui dista una quindicina di chilometri, mentre invece da Mantova sono circa 35 chilometri.

Ad ogni buon conto di seguito riporto i link di approfondimento e di utilità, con notizie più ampie sul parco, su dove alloggiare, dove mangiare, dove andare:

 

www.parcodelmincio.it

 

www.turismo.mantova.it/index.php/vivere

 

www.mantovanavigazione.it

 

 

Le fotografie, tutte tratte dal Sito Internet del Parco del Mincio,

rappresentano, nell'ordine dall'alto in basso:

Vista di Mantova dalla sponda del Lago Inferiore;

Villa gonzaghesca di Bosco Fontana;

Vista aerea di un tratto del fiume Mincio;

Airone bianco;

Cicogne;

Tarabusino.

 

 

 

 

 
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