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  Bell'Italia  »  La basilica di Sant'Andrea a Mantova, di Renzo Montagnoli 25/09/2013
 

La basilica di Sant'Andrea a Mantova

di Renzo Montagnoli

 

 

 

 

Si sa che i potenti vogliono sempre lasciare un segno della loro presenza con qualche cosa che vada oltre il ristretto tempo naturale della loro vita. In genere commissionano un'opera che nel rifulgere il loro splendore terreno rappresenti anche un simbolo di una caducità protesa a essere sconfitta da una diversa forma di vita che vada oltre la quotidiana razionalità, ed ecco allora le piramidi dei faraoni e in epoca successiva le chiese cristiane, templi non solo destinati per raccogliersi a pregare, ma per rendere gloria a quel Dio che a tutto presiede.

Non c'è da meravigliarsi, quindi, se all'incirca nel 1460 Ludovico III Gonzaga, Signore di Mantova, unitamente al figlio cardinale Francesco, decise di affidare a Leon Battista Alberti, uno dei più grandi architetti rinascimentali, l'incarico di progettare la ristrutturazione di un edificio religioso preromanico, sito nel centro della città di Mantova e sorto a seguito del ritrovamento del sangue del Cristo avvenuto nell'anno 804. 

I lavori si sarebbero dovuti svolgere in un tempo relativamente breve, ma poi, per cause varie (in primis la scomparsa dell'Alberti, poi guerre e pestilenze diverse) si protrassero oltre ogni ragionevole termine, tanto che vennero ultimati solo nel 1732 (e poi si ironizza, a sproposito quindi, sui tempi biblici occorsi per erigere il Duomo di Milano!).

In realtà, il corpo vero e proprio della basilica fu realizzato abbastanza velocemente e fu solo il completamento con la cupola che richiese un così lungo periodo di tempo.

L'edificio, a croce latina, è caratterizzato dall'unica navata, che si espande in profonde cappelle laterali e da una maestosa volta a botte, nell'insieme una novità per l'epoca, tanto che costituì il modello per analoghe opere successive.

L'Alberti, ispirandosi all'architettura romana, realizzò una facciata, comprendente un arco di trionfo associato a un frontone di tempio classico, una soluzione artisticamente pregevole e che ha il pregio di attirare immediatamente l'attenzione del visitatore, che una volta varcata la soglia e alzato lo sguardo non potrà che restare estasiato dalla volta a botte, con decorazione a cassettoni, un insieme di linee geometriche che oltre a conferire una maggiore profondità, richiamano inconsciamente al senso del Trionfo.

È tale la maestosità dell'interno da far avvertire una quarta dimensione, quasi una trascendenza che s'impossessa di chi vuole osservare e ammirare con animo critico positivo, e ciò indipendentemente che si tratti di credente, di ateo o di agnostico.

Si è quasi proiettati in uno spazio senza limiti che gli occhi cercano invano di trovare, finendo con il perdersi in una moltitudine di linee che portano all'ammirazione per un progetto così unico e peraltro ben realizzato.

Oltre alle cappelle laterali è giusto che si sappia che l'interno ospita anche le spoglie mortali del grande Andrea Mantegna, venuto a mancare in Mantova nel 1506.

E a proposito di cappelle mi limito a citarne due: la seconda di sinistra, l'Immacolata, con delle sculture, fra le quali una raffigurante San Longino, il centurione romano che raccolse il sangue di Cristo, la terza di destra, detta Boschetti, che contiene l'urna di S. Longino e i due grandi affreschi laterali (Giulio Romano e aiuti) che rappresentano la Crocifissione con la raccolta del Sangue e il secondo ritrovamento della reliquia del Sangue (1048) suggerito da S. Andrea.     

Ulteriori apporti architettonici e decorativi sono dovuti a Giulio Romano e la sua scuola, Antonio M. Viani, Giorgio Anselmi, Felice Campi e altri artisti, attivi dal XV al XIX secolo.

Chi pensa di trovare affreschi e quadri di grande valore rimarrà un po' deluso, ma lo scopo originario era proprio di affascinare chi entrava con la tipica e straordinaria struttura architettonica. Grande è quindi stato il merito di Leon Battista Alberti, ma non si possono dimenticare altri due architetti: Luca Fancelli, che diresse i lavori e anche Filippo Juvara che progettò ed eresse la cupola, ora purtroppo danneggiata dai terremoti della primavera del 2012 (per fortuna sono in corso i lavori di ripristino).

Da segnalare un grande organo a canne, costruito nel 1850, dal suono limpido e maestoso, un'opera di grande pregio, particolarmente adatta per concerti.   

Da ultimo i Sacri Vasi, contenenti il sangue di Cristo, sono conservati in una suggestiva cripta.

Per arrivare a Mantova la ferrovia non è molto consigliabile, perché poco servita e con non infrequenti disservizi. Resta l'autostrada A22 o del Brennero, e l'uscita suggerita, sia per chi viene da Sud che da Nord è quella di Mantova Nord.

Per dormire e mangiare non ci sono problemi e comunque è possibile avere più riferimenti cliccando sui link che seguono.

 

http://www.turismo.mantova.it/index.php/hotel/lista/slot/vivere

 

http://www.turismo.mantova.it/index.php/ristoranti/lista/slot/vivere

 

 

 

Le fotografie, esterno e interno della Basilica, sono state reperite sul sito della Concattedrale di S. Andrea Apostolo in Mantova (www.santandreainmantova.it) e rappresentano nell'ordine, dall'alto in basso, la facciata vista dal basso, la navata con il transetto, la navata e l'abside, la cripta, i Sacri Vasi.

 

Fonti:

 

-         Lombardia Beni Culturali;

-         Provincia di Mantova Turismo;

-         Concattedrale di S,Andrea Apostolo in Mantova;

-         Wikipedia.

 

 

 

 

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