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  Bell'Italia  »  Il percorso nella roccia, di Renzo Montagnoli 02/10/2013
 

Il percorso nella roccia

di Renzo Montagnoli

 

 

Ho già scritto del Santuario di San Romedio (La chiesa sulla roccia), a cui si arriva dall'abitato di Sanzeno lungo una carrozzabile, ben tenuta, che si insinua nella stretta gola fiancheggiando il torrente. C'è tuttavia, da qualche tempo, un altro accesso che ha caratteristiche piuttosto interessanti e che consente di giungere a destinazione lungo un percorso di particolare bellezza. Mi riferisco all'itinerario nella roccia sul tracciato di un antico canale irriguo risalente al 1800 e che parte dal Museo Retico di Sanzeno, dove è anche possibile parcheggiare la propria auto.

Io, in verità, sono partito dalla chiesa del paese, dove esistono tre posti macchina, normalmente liberi in bassa stagione e nei giorni feriali. Ho fiancheggiato, percorrendo una stradicciola ben tenuta, il retro di alcune case, ho attraversato alcuni meleti ricchi di frutti quasi maturi (ma non ho percepito lo straordinario profumo caratteristico fino a non molti anni fa, il che mi induce a dubitare delle qualità organolettiche di ciò che mangiamo), ho incontrato il sentiero che scende appunto dal Museo Retico, proseguendo in un bosco di faggi e arrivando infine all'inizio del sentiero nella roccia. Il percorso si sviluppa in parte proprio nella roccia e in parte su passerella in legno, più o meno a metà altezza di una delle due ripide pareti che danno origine alla gola, con scorci panoramici di straordinaria bellezza.  In pratica si procede in piano o in leggera ascesa su una cengia abbastanza larga da poter procedere affiancati, del tutto sicura, essendo dotata di un robusto parapetto in legno, tale da rendere superfluo il cavo di sicurezza in acciaio che corre lungo la parete più o meno all'altezza della testa. Poiché si procede in un corridoio di roccia, non sono infrequenti sporgenze, più o meno pronunciate, contro le quali, se non si usa un minimo di attenzione, si finisce con lo sbattere, soprattutto con il capo. Ecco, questa è l'unica vera, e peraltro modesta, difficoltà di questo tracciato, che è adatto a tutti, bambini compresi Per quanto si incontrino due diramazioni che consentono, con ripida discesa, di raggiungere la sottostante carrozzabile, il sentiero termina  in vicinanza dell'VIII stazione della suggestiva Via Crucis che da Sanzeno porta al Santuario, ormai vicino e a cui si arriva lungo un ripido sentiero di ciottoli.

Dal Museo Retico sono in tutto circa 2,5 chilometri (solo andata), per un tempo di percorrenza di 45-50 minuti, mentre da dove sono partito io sono circa 3 chilometri (circa 60 minuti).

È una passeggiata che mi sento di consigliare in quanto veramente bella, facile e che permette poi di visitare lo stupendo Santuario, unico al mondo nel suo genere.

A Sanzeno si arriva abitualmente dal Casello di San Michele all'Adige dell'autostrada del Brennero, lungo una strada che attraversa alcuni centri abitati, non molto larga, un po' tortuosa e in continua ascesa, ma la Val di Non in generale merita una visita, con il suo lago di Tovel, con Castel Thun e la diga di Santa Giustina a Cles, alta ben m. 152,50 e dalla cui sommità la vista del sottostante letto del torrente Noce è tale da togliere il fiato.

 

Le fotografie che accompagnano questo servizio sono state scattate da me.

 

 
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