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  Bell'Italia  »  Le terme di Caracalla, di Renzo Montagnoli 14/07/2014
 

Le terme di Caracalla

di Renzo Montagnoli

 

 

 

Per gli antichi Romani le terme avevano non solo una funzione igienico-sanitaria, ma anche di luogo deputato alle socializzazione. Presenti in quasi tutte le città, spesso gratuite o accessibili a un prezzo assai modesto, costituivano un vero e proprio punto di ritrovo, aperto sia agli uomini che alle donne, peraltro in locali e orari opportunamente separati. Simili solo per alcune caratteristiche agli attuali centri natatori, prevedevano ambienti ad acqua fredda, ad acqua tiepida e ad acqua calda, gli ultimi due grazie a un ingegnoso sistema di riscaldamento a serpentina; inoltre erano presenti anche i natationes, cioè vasche adibite alla pratica del nuoto. Come è possibile comprendere, quindi, non erano poche le ore del giorno trascorse alle terme, anche perché li, abbastanza di frequente, si avviavano o si concludevano affari. Proprio per questo erano strutture spesso di pregio, con servizi accessori di massaggio, di barbiere e di ristorazione. Andare alle terme non significava solo andare a rinfrescarsi dalla calura dell'estate, ma anche in inverno finiva con l'essere il principale polo d'attrazione subito dopo gli spettacoli circensi.

A Roma, capitale dell'impero, queste strutture erano numerose, poiché a quelle pubbliche si aggiungevano anche quelle private. Erano complessi sovente di notevole bellezza architettonica e non sfiguravano quindi con le vicine ville patrizie o o con i limitrofi templi. Fra queste terme è ancor oggi possibile ammirare quelle grandiose di Caracalla, in parte diroccate, ma comunque in grado di dare un'idea ben precisa di come fossero costruite e di come funzionassero tali strutture.

Furono fatte costruire, fra il 212 e il 217 d.C., dall'imperatore Caracalla, su una superficie prossima al Circo Massimo, pure esso grandioso (poteva ospitare 250.000 spettatori) e destinato alle corse dei cavalli.

Benché regali, per non dire sontuose, venivano frequentate prevalentemente dal popolino, in quanto le classi sociali più elevate preferivano servirsi di quelle di Agrippa, oppure di quelle di Traiano.

Date le rilevanti dimensioni e il previsto elevato numero di utilizzatori necessitavano di ingenti volumi d'acqua e fu così che si rimediò con la costruzione di un ramo speciale dell'acquedotto dell'Acqua Marcia.

Soggette nel tempo a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria mantennero la loro funzione per diversi secoli, almeno fino al 537 d.C,, quando venne a mancare l'acqua, per il taglio degli acquedotti disposto da Vitige, re dei Goti. Tuttavia, non furono demolite, ma adibite ad altri scopi. Così la parte centrale divenne uno xenodochio, cioè una sorta di ostello in cui potessero sostare e riposare i pellegrini, e questo almeno fino al secolo successivo. La zona circostante, invece, fu utilizzata come cimitero.

Nel corse dei secoli le terme di Caracalla conobbero anche altre destinazioni, come cava di materiali di pregio destinati a nuovi edifici, fra i quali, per esempio, il Duomo di Pisa. Le spogliazioni, i flagelli del tempo, l'abbandono portarono a un accentuato degrado, così che dell'imponenza iniziale non sono restati che ruderi, per quanto in misura tale da poter comprendere come la struttura originaria funzionasse e soprattutto quali fossero le sue caratteristiche costruttive. Misuravano, comprendendo il recinto, metri 337 x 328, di cui metri 220 x 114 erano rappresentati dal corpo centrale. Erano, pertanto, imponenti e infatti potevano ospitare ben 1.500 persone. Una cura particolare fu dedicata all'aspetto estetico e infatti erano abbellite con sculture di grande pregio, ritrovate con gli scavi effettuati nel corso dei secoli, ma soprattutto nel XVI.

In ogni caso, meritano senz'altro una visita; se per caso andate a Roma non mancate di includerle nella lista dei monumenti da vedere. Inoltre, come altre costruzioni antiche, si presta bene a ospitare eventi artistici, fra i quali opere liriche e balletti.

Si accede alle terme di Caracalla nei giorni e negli orari riportati di seguito:

 

9.00–16.30 dal 2 gennaio al 15 febbraio
9.00–17.00 dal 16 febbraio al 15 marzo
9.00–17.30 dal 16 marzo all'ultimo sabato di marzo
9.00–19.15 dall'ultima domenica di marzo al 31 agosto
9.00-19.00 dal 1 settembre al 30 settembre
9.00–18.30 dal 1 ottobre all'ultimo sabato di ottobre
9.00–16.30 dall'ultima domenica di ottobre al 31 dicembre
Lunedì ore 9.00-14.00
La biglietteria chiude un'ora prima

I sotterranei sono chiusi il lunedi

Chiuso 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre

Il costo del biglietto è di € 6 (ridotto € 3)

 

 

Fonti:

Soprintenda Speciale per i Beni Archeologici di Roma

 

Roma Sito Turistico Ufficiale

 

Teatro dell'Opera di Roma

 

Wikipedia

 

 

Nota: La fotografia a corredo dell'articolo è stata reperita su Roma Sito Turistico Ufficiale.

 

 
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