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  Bell'Italia  »  La basilica palatina di Santa Barbara, di Renzo Montagnoli 26/07/2014
 

La basilica palatina di Santa Barbara

di Renzo Montagnoli

 

 

Corre l'anno 1562 quando Guglielmo Gonzaga (1538 – 1587), terzo duca di Mantova, decide di far costruire una chiesa di corte, attigua al Palazzo Ducale,. Incaricato dell'opera è un architetto mantovano, Giovan Battista Bertani (1516 – 1576), già allievo di Giulio Romano e Prefetto delle fabbriche ducali. Il progetto è del tutto particolare, visto che presenta un impianto centrale, con in mezzo un tiburio quadrato, seguito da un profondo presbiterio in posizione sopraelevata, coperto da un altro tiburio assai simile al primo e seguito da un abside di ampio respiro caratterizzata dalla decorazione a cassettoni intersecantisi.  Ne risulta una costruzione originale, che può essere considerata il capolavoro dell'architetto.

Viene naturale chiedersi perché il duca desiderasse questa basilica, visto che in fondo il Duomo si trovava a due passi da palazzo. I motivi sono diversi e anche di peso non uguale: era uso, all'epoca, che le famiglie nobili di alto lignaggio non si accontentassero di una cappella privata, bensì, a maggior distinzione del loro ceto, era significativa la presenza di una chiesa privata, e i Gonzaga non potevano farne a meno, considerato che se il titolo di duca non era regale, pur tuttavia  la consolidata stretta parentela con l'imperatore, di cui erano possibili eredi, anche se non in prima linea, li designava ad alto rilievo in campo europeo, tante da poter vantare di venir appellati come loro altezze reali; inoltre la chiesa palatina non era soggetta al controllo vescovile, così che la famiglia ducale poteva assistere a cerimonie religiose celebrate con rito diverso da quello canonico; e infine, scopo non ultimo tuttavia, l'edificio doveva essere destinato anche a sede di fastose cerimonie liturgiche, con musiche sacre di elevatissimo livello ed eseguite con un organo di eccelse qualità, per il duca un'autentica passione.

Il tempio fu costruito in due fasi: una che andò dal 1562 al 1567, l'altra che occupò il periodo dal 1569 al 1572. Originalità nell'originalità è poi il caratteristico campanile, tutto in mattoni rossi, ben a contrasto con la facciata che assomiglia più a quella di un teatro che di una chiesa.

Per certi aspetti, a fronte di tanto e variato sfoggio architettonico, l'interno può sembrare povero, ma a ben guardare non è così. Infatti se i dipinti sono pochi, la qualità degli stessi compensa abbondantemente il numero, e così troviamo, nei due altari laterali, due ampie tele di Lorenzo Costa il Giovane, raffiguranti, rispettivamente, Il battesimo di Costantino e Il martirio di Sant'Adriano.

Ma se il tempio è dedicato a Santa Barbara, non c'è nulla che la riguardi?

C'è e sono due chicche; infatti se nel presbiterio è situata una pala con Il martirio di Santa Barbara, dipinta da Domenico Brusasorci, valente artista, tanto da essere considerato un precursore di  Paolo Veronese, su un lato delle ante dell'organo, insieme a San Pietro c'è Santa Barbara, opera ingegnosa e d'effetto  dovuta alla mano di Fermo Ghisoni, più conosciuto come Fermo da Caravaggio, pittore di eccelse qualità, al punto da essere citato e osannato nel famoso trattato delle Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architetti italiani, da Cimabue insino tempi nostri pubblicato nel 1550 (editato nuovamente con opportune integrazioni nel 1568) da Giorgio Vasari.

Un discorso a parte merita l'organo, realizzato da Graziadio Antegnati nel 1565, secondo le indicazioni di Girolamo Cavazzoni, che ne fu l'organista fino al 1577.

Il costruttore ha una notorietà almeno pari a quella del grande liutaio Antonio Stradivari.

Purtroppo, nel tempo, si apportarono modifiche che arrecarono più danni che vantaggi allo strumento, unico al mondo per alcune sue caratteristiche, e solo il restauro concluso nel 2006 ha permesso di ripristinare quasi totalmente le qualità originarie. Non è facile poterne udire il suono perché purtroppo  a Mantova si tengono raramente  concerti per organo, tuttavia chi ha avuto la fortuna di assistervi riferisce che le note, se pur sembrano salire al cielo, scendono veloci fino al cuore.

La visita è piuttosto veloce e rappresenta il completamento di quella a Palazzo Ducale, da cui tuttavia non è possibile accedere al tempio; ci si può arrivare, invece, in pochi passi da Piazza Sordello. Ancora oggi purtroppo l'edificio presenta i danni del terremoto del 2012, in quanto la cupola, per le scosse, perse il caratteristico cupolino, che non sarà facile rimpiazzare. Anche gli orari di visita sono particolari come è possibile rilevare di seguito:

da sabato 5 aprile 2014 la Basilica di Santa Barbara è riaperta alle visite turistiche dai Volontari del Touring con i seguenti orari: Nei mesi di Aprile, Maggio, Giugno e Settembre, Ottobre SABATO E DOMENICA 10.00 - 18.00 continuato; Nei mesi di Luglio, Agosto e Novembre DOMENICA 10.00-18.00 continuato Pasqua chiuso.  

Un ultima curiosità: trattandosi della chiesa di palazzo, la stessa ospita le spoglie di numerosi Gonzaga e fra questi non poteva mancare il suo committente, il duca Guglielmo.

 

 

Fonti:

Terre di Mantova 

Campanologia.org

Wikipedia

 

Nota: la fotografia a corredo dell'articolo, rappresentante il famoso organo, nonché i preziosi dipinti sulle ante, è stata reperita sul sito di Mantova Turismo.

 

 
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