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  Bell'Italia  »  La basilica di San Giovanni in Laterano, di Renzo Montagnoli 16/08/2014
 

La Basilica di San Giovanni in Laterano

di Renzo Montagnoli

 

 

Proseguo i miei articoli sulle Basiliche Maggiori di Roma, meta obbligata di ogni pellegrino. Ho iniziato con la Basilica di San Paolo fuori le mura e ora passo a quella che è unanimemente considerata la prima Basilica della cristianità a Roma e nel mondo, più antica di tredici anni di quella Vaticana.

Questa chiesa ha un titolo del tutto particolare: Sacrosanta laternensis ecclesiae Urbis et Orbis ecclesia rum mater et caput, cioè Sacrosanta chiesa lateranense, madre e fondamento di tutte le chiese di Roma e del mondo.

In effetti, è stata la prima e quindi la più antica, ma la sua storia non è stata per nulla semplice e infatti questa splendida basilica è cambiata più volte nei secoli.

Secondo alcuni studiosi, nel IV secolo dopo Cristo ove ora sorge il tempio in questione esisteva una domus ecclesia, vale a dire un luogo di preghiera in cui si riunivano i cristiani, ricavato dalla casa di Fausta, moglie dell'imperatore Costantino. Costui, che era entrato in ottimi rapporti con la nuova religione, donò l'immobile al pontefice Melchiade affinché lo utilizzasse, ovviamente con gli ampliamenti e le ristrutturazioni del caso, come primo tempio del cristianesimo. Fu una mossa accorta, poiché la località era allora periferica, prossima alle Mura Aureliane, e ciò al fine di non entrare in aperto contrasto con buona parte della popolazione romana, ancora non convertita. Secondo poi una leggenda, e come tale tutta da provare, Costantino si ammalò di lebbra e una notte in sogno gli apparvero San Pietro e San Paolo che gli assicurarono la guarigione, ma solo se si fosse fatto battezzare. L'imperatore, allora, mandò a chiamare il pontefice dell'epoca, Silvestro, che provvide alla bisogna. Costantino guarì e in segno di riconoscenza fece costruire la basilica.

Comunque sia stato, il tempio fu eretto ed era assai simile, in pianta, a quello odierno: cinque navate, divise da splendide colonne di marmo, con il transetto limitato alle tre centrali, e con le due esterne più corte.   

Nel 455 d.C. i vandali di Genserico, calati su Roma, devastarono la basilica, sottraendole il prezioso tesoro che vi era conservato. Papa Leone Magno, però, provvide a restaurarla; purtroppo, alla fine del IX secolo, venne sinistrata da un grosso terremoto, il che rese necessario porvi nuovamente mano.  Poi, nei secoli successivi, non si contano i numerosi interventi di abbellimento e di restauro, vanificati da un incendio che nel 1308 la semidistrusse, ma venne subito ricostruita da Papa Clemente V. La tregua durò poco, perché già nel 1361 divampò un altro incendio, che impose un lavoro di ricostruzione e di abbellimento protrattosi fino alla fine del XVI secolo. Seguì un periodo di abbandono, poiché i papi trasferirono la loro sede dal Laterano al Quirinale, probabilmente per motivi strategici. Occorrerà arrivare all'incirca alla metà del XVII secolo per vedere di nuovo all'opera architetti, muratori e artisti, volti a riportare il tempio allo splendore originario e il risultato è quello che oggi è sotto i nostri occhi. In particolare, nella prima metà del XVIII secolo fu rifatta la facciata, non nello stile barocco così imperante all'epoca, bensì in quello classico e più semplice proprio del tardo Rinascimento. Ed ecco allora la presenza della bella scalinata e una sorta di galleria d'accesso al tempio,  a cui si accede da una porta centrale, con magnifica vista sulle sue cinque navate, di cui quella centrale è lunga 87 metri e larga 16 (la chiesa nel complesso è lunga 130 metri). Di particolare interesse si presentano nelle navate laterali esterne le Cappelle, fra le quali la Torlonia, la Massimo e la Corsini. Inoltre, spiccano le tombe dei papi e dei cardinali, già presenti nella Basilica e ricostruite in quella rinnovata per opera del famoso architetto di origine svizzera Francesco Borromini. 

L'edificio è artisticamente decorato, pur non raggiungendo l'opulenza riscontrabile nelle altre basiliche, e presenta affreschi di pittori di varie scuole, senza che tuttavia gli autori, pur bravi, siano nomi noti.

In sé la Basilica di San Giovanni in Laterano si fa soprattutto apprezzare come monumento architettonico, fronteggiata da un obelisco egiziano che svetta nella piazza antistante e che è il più antico e il più alto (47 metri con il basamento) dei 13 che si trovano a Roma. L'edificio a fianco, sulla destra guardando la facciata, è il palazzo in cui a lungo dimorarono i papi e in cui peraltro nel 1929 vennero sottoscritti i Patti Lateranensi. A titolo di curiosità, il complesso risulta assai più articolato e, oltre alla basilica e al Palazzo dei Papi, uno addossato all'altro ci sono anche altri tre edifici (il Palazzo dei Canonici, il Pontificio Seminario Romano Maggiore e la Pontifica Università Lateranense. Benché tutti si trovino all'interno dello stato italiano, beneficiano dell'extraterritorialità, in quanto enclavi del Vaticano.    

 

 

Fonti:

Le Basiliche Maggiori, di Niccolò Costa, Carmelo Dotolo, Luca Mariani, Danilo Mazzoleni e Gianfranco Ravasi – Libreria Editrice Vaticana

 

Nota: La fotografia a corredo dell'articolo e rappresentante la facciata della basilica é stata scattata  da me.

 

 
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