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  Bell'Italia  »  L'antica Placentia, di Renzo Montagnoli 12/12/2014
 

L'antica Placentia

di Renzo Montagnoli

 

 

 

Posta sul confine fra Emilia e Lombardia, distesa sulla riva destra del Po, tra le foci del fiume Trebbia a Ovest e del torrente Nure a Est, sorge la città di Piacenza, l'antica Placentia, fondata dai Romani  nel 218 a.C.. Di questa lontana origine la traccia più evidente è la planimetria del centro storico, diviso da assi viari ortogonali in una scacchiera regolare di isolati. Benché località di estrema importanza strategica per la sua vicinanza anche alla Liguria non riuscì mai, nei suoi vari stadi evolutivi, a diventare un preciso punto di riferimento nell'ambito degli stati e staterelli che fino all'unità d'Italia caratterizzarono la penisola. Certo, fu sede di un ducato longobardo, poi libero comune dal 1126 partecipando, fra l'altro, alla famosa Lega Lombarda sorta per contrastare il Barbarossa, per poi finire nelle mani dei Visconti e da questi passare nella prima metà del XVI secolo prima alla Francia e poi allo Stato Pontificio, allorché divenuto papa, con il nome di Paolo III, Alessandro Farnese insediò il figlio maggiore Pierluigi nel neonato Ducato di Parma e Piacenza. Correva l'anno 1545 e i nuovi sudditi non si dimostrarono d'accordo, tanto che il 10 settembre 1547 i signori locali, capeggiati da Giovanni Anguissola e con l'appoggio di Ferrante I Gonzaga, vicere di Milano in nome di Carlo V di Spagna, ordirono una congiura che si concluse con la morte di Pierluigi. L'azione, però, fu del tutto inutile, poiché subentrò il figlio, Ottavio Farnese. L'imponente palazzo ducale rappresenterà il simbolo del potere dei Farnese, che regnarono fino al 1731, pur trasferendo, per motivi precauzionali, la sede e capitale a Parma. A loro subentrarono i Borbone, che resteranno fino al 1859, allorchè, nell'ambito del nostro Risorgimento e a seguito degli esiti favorevoli della Ii Guerra d'Indipendenza, Piacenza si unirà al Regno di Sardegna.

La città, senza avere edifici di rilevante pregio, pur tuttavia ha monumenti e palazzi che meritano una visita, visita effettuabile in tempi abbastanza brevi poiché i luoghi d'interesse sono quasi tutti raccolti nel centro storico, a cominciare dal Palazzo Gotico, edificato a partire dal 1281, affacciato su Piazza Cavalli, chiamata così per due enormi monumenti equestri in bronzo, effigianti, rispettivamente Alessandro Farnese e il figlio Ranuccio; spostandosi di poco si giunge a un'altra piazza, ove sorge il Duomo, in stile architettonico romanico, edificato fra il 1122 e il 1233, imponente e pregevole. Sempre fra gli edifici religiosi è consigliata una visita sia alla basilica di Sant'Antonino, a tre navate, con un prezioso portale, risalente al IV secolo, ma poi implementata e praticamente rifatta nell'XI secolo, sia alla Chiesa di Santa Maria di Campagna, più recente (metà del XVI secolo), con dei bellissimi affreschi di Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone.

Fra gli edifici civili è assolutamente indispensabile visitare il palazzo Farnese, la cui costruzione venne avviata nel 1568 da Ottavio Farnese e da sua moglie Margherita d'Austria, figlia di Carlo I di Spagna. Si tratta di un edificio imponente, i cui lavori impegnarono per molti anni; attualmente ospita il Museo Civico, nei cui sotterranei c'è una rassegna di carrozze fabbricate fra il XVIII - XX secolo. Infine, meritano almeno uno sguardo le mura farnesiane, che circondano buona parte della città e che, ancora in discreto di conservazione,  risalgono al XVI secolo.

 

Come arrivare

 

In treno: è situata sul più importante asse ferroviario italiano, cioè quello che da Milano porta a Bologna;

In auto: assai vicino alla città corre l'Autostrada A1, cioè quella del Sole, con uscite previste anche a Piacenza.

 

 

Dove dormire

 

C'è l'imbarazzo della scelta e al riguardo un ampio ed esauriente elenco di Alberghi e Agriturismi si trova sul sito dedicato della Provincia di Piacenza

(http://turismo.provincia.pc.it/it/ospitalita/dove-dormire.html)

 

Dove mangiare

 

Siamo in Emilia e quindi la cucina è particolarmente valida. In proposito vi rimando al sito dedicato della Provincia di Piacenza (http://turismo.provincia.pc.it/it/ospitalita/dove-mangiare.html).

In questa sede mi preme ricordare alcune autentiche leccornie:

benché gli insaccati siano tutti buoni, la pancetta e la coppa piacentine non sono solo eccellenti, sono divine. Inoltre, grazie anche alle vicine colline, cìè una produzione vinicola di ottima qualità e fra questa mi piace segnalare un vino rosso, frizzante, ma più corposo del lambrusco: il Gutturnio.

 

 

Fonti:

-     Comune di Piacenza;

-     Provincia di Piacenza;

-     Wikipedia.

 

 

Le fotografie, scattate dallo scrivente, rappresentano, dall'alto in basso, la facciata del Duomo e Piazza Cavalli, con il Palazzo Gotico.

 

  

 

 

 

 

 
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