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  Bell'Italia  »  Il Pantheon, di Renzo Montagnoli 02/06/2015
 

Il Pantheon

di Renzo Montagnoli

 

 

Se c'è una costruzione a Roma di particolare valore e ispiratrice dei maggiori architetti rinascimentali questa è il Pantheon. Peraltro è l'unico edificio che è rimasto praticamente intatto fino ai nostri giorni e di tempo ne è passato tanto, da quando fra il 27 e il 25 a.C. fu fondato da Agrippa, come Tempio dedicato ai dodici dei e al sovrano vivente. In verità fu poi oggetto fra il 118 e il 125 d.C. di una corposa ricostruzione promossa dall'imperatore Adriano, che volle farne un edificio sacro per tutti gli dei, passati, presenti e futuri, il che la dice lunga sulla libertà religiosa che vigeva a Roma, tanto da insinuare più di un dubbio sulle persecuzione patite dai Cristiani, forse fatti episodici, opportunamente ingranditi dalla Chiesa che aveva bisogno di un po' di martori per potersi diffondere più capillarmente.

Ma la fama di questo momento a cosa è dovuta? A parte la sua perfezione e l'armonica bellezza dell'insieme ciò che risalta è il metodo di costruzione della cupola, che con i suoi m. 43,44 di diametro è la più grande del mondo e costituì il modello di tutte le cupole costruite successivamente, sia nelle chiese cristiane che nelle moschee mussulmane. Il peso è considerevole e la realizzazione dell'impresa fu resa possibile ricorrendo all'uso di materiali sempre più leggeri man mano si procedeva verso l'alto. Si dovette così ricorrere a cinque diversi tipi di calcestruzzo e al muro esterno, particolarmente profondo, in funzione di contrafforte, in modo da opporsi alle spinte centrifughe, oltre ad ulteriori accorgimenti di minor portata, ma che nel loro insieme riuscivano a vincere la forza di tensione. All'epoca non esistevano computer e quindi i calcoli e le simulazioni dovevano essere fatte a mano, un motivo in più per farci comprendere la straordinaria abilità degli ingegneri romani, abili in matematica, ma anche profondi conoscitori delle leggi della fisica.

Sulla sommità si trova il grande oculo, la cui funzione era molteplice: illuminare il locale, consentire ai fumi di uscire e infine rappresentare un'ideale porta sul cielo in cui appunto si trovavano gli dei. L'apertura però aveva un inconveniente, perché in caso di pioggia questa sarebbe entrata, allagando la base dell'edificio. E infatti  i tecnici provvidero a un sistema di svuotamento e di convogliamento delle acque piovane, ancor oggi rapido e funzionale..

Ma perché il nome Pantheon? L'etimologia è greca e significa Tempio di tutti gli dei. Anche in epoca imperiale l'opera fu considerata una meraviglia, ma probabilmente non sarebbe arrivata fino a noi se nel 608 l'imperatore bizantino Foca non ne avesse fatto dono a papa Bonifacio IV che, dal canto suo, la trasformò in chiesa cristiana con l'attuale nome di Sancta Maria ad Martyres, proprio perché vi furono subito inumate ossa di anonimi martrti cristiani, prima ospitate bella catacombe.  Fu il primo caso di un tempio pagano trasformato in tempio cristiano, fatto che poi capitò molto più tardi alla moschea di Cordoba, diventando la celebre Mezquita Catedral.

Il Pantheon, oltre a ospitare le spoglie del grande pittore Raffaello Sanzio, è pure l'ultima dimora dei reali d'Italia, fatta eccezione per Vittorio Emanuele III, e oltre a presentare affreschi di pregio eseguiti in un lungo arco di tempo ha la caratteristica di essere dotato di un grande e pregevole organo elettrico, realizzato nel 1926.

Quando vi si accede è possibile assistere, nel caso di bel tempo, a uno spettacolo di grande effetto, con il fascio di luce che entra dall'oculo di 9 metri e illumina l'interno.  

Il Pantheon è di libero accesso e gli orari per le visite sono i seguenti:

Tutti i giorni ore 9.00-19.30 
Domenica ore 9.00-18.00; 
Festivi infrasettimanali 9.00-13.00 
Chiuso 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio

Durante lo svolgimento delle S. Messe (Festivi ore 10.30- Sabato ore 17.00) l'ingresso è consentito solo per assistere alla celebrazione della Messa.

 

 

Fonti:

Pantheon Basilica di Santa Maria ad Martyres (www.pantheonroma.com)

Wikipedia

 

 

Nota: La foto a corredo dell'articolo è stata reperita sul sito dell'hotel Pantheon (www.hotelpantheon.com)

 

 

 

 

 

 

 
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