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  Bell'Italia  »  Il lago di Garda, di Renzo Montagnoli 07/07/2015
 

Il lago di Garda

di Renzo Montagnoli

 

 

Das Land wo die zitronen blühen (la terra dove fioriscono I limoni). Così scrive Johann Wolfgang Goethe nel suo famoso libro Viaggio in Italia, un vero e proprio diario di un turista particolare che, necessitando di un periodo di svago e di riposo dopo le fatiche del suo ruolo come ministro di Weimar, decise di scendere in Italia e se le montagne del trentino, che l'accompagnarono dal Brennero fino a Rovereto, gli ricordavano quelle incontrate in Tirolo, quando giunse a Torbole fu per lui come un'illuminazione, uno stupore che traspare netto nelle pagine che tanti alunni tedeschi studiano a scuola, poiché questo libro per loro è un po' quello che è per noi I promessi sposi. Così anche si spiega perché le sponde del lago di Garda siano da sempre affollate da tanti tedeschi, che in pratica se ne sono impossessati. Ma questo specchio d'acqua, che è il più grande lago italiano e assai probabilmente il più bello in Europa, ha sempre costituito una particolare attrattiva fin dall'epoca romana, ed è lì che il grande poeta Catullo aveva una residenza, forse, come indicato senza certezze, sulla punta della penisola di Sirmione. In epoche più recenti è stata l'ultima dimora, a Gardone, di Gabriele D'Annunzio e, per un breve periodo, vi soggiornò, a Villa Feltrinelli di Gargnano, anche Benito Mussolini. Pure Carducci ne rimase estasiato, tanto da scrivere l'ode “Da Desenzano” e un po' prima di lui ci fu un altro visitatore famoso, Stendhal, che ebbe a definirlo il più bel paesaggio del mondo.

Mi sembra quindi che scrivere di questa meraviglia sia più che naturale, ma io di certo non sono un narratore famoso come Goethe o come Stendhal, e allora mi limito a percorrere le sue sponde, in un moto che più che circolare, è ellittico, partendo da dove il bacino lacustre ha termine, vale a dire dalla cittadina di Peschiera.

Ritengo opportuno, tuttavia, fornire dapprima alcune notizie geografiche.  Esteso per circa 370 Kmq il lago di Garda o Benaco è in posizione parallela al fiume Adige, da cui è diviso dal massiccio del Baldo. La sua origine è conseguente alla fine del periodo glaciale; l'innalzamento delle temperature sciolse i ghiacci e restò l'acqua, fermata naturalmente dai rilievi morenici a sud, frutto della attività erosiva del ghiacciaio. La sua profondità, proprio per questo motivo, è considerevole, visto che la massima è di m. 346. È alimentato da un immissario, il Sarca, che scende dai ghiacci dell'Adamello, e ha un emissario, il Mincio, che dopo aver iniziato il suo cammino a Peschiera, procede rapido e con cascate fino a Goito, per allargarsi sino a formare tre piccoli laghi a Mantova, e infine  adagiarsi nella campagna (è il fiume di cui parla Virgilio) per poi terminare il suo percorso nel Po a Governolo.

Iniziami il nostro giro, appunto da Peschiera, ridente cittadina, con un bel porto e le fortificazioni di epoca austriaca (faceva parte del famoso quadrilatero); se teniamo il lago a sinistra, cioè procediamo in senso antiorario, incontriamo subito tutta una serie di ameni paesini, d'estate sempre affollati di turisti. Questa sponda è quella veronese e all'inizio è caratterizzata da un andamento collinare con i terreni ricchi di ulivi e di viti (è lì che si produce il famoso vino Bardolino) e Bardolino è appunto uno di questi centri rivieraschi. Ma prima di arrivarvi troviamo Lazise, con il suo nucleo più antico di chiara impronta medievale. Da vedere senz'altro lo stupendo lungolago che tanto assomiglia a Piazza San Marco di Venezia, una passeggiata del tutto appagante, con squarci da sogno.

Ma è già tempo di andare ed eccoci a Bardolino, con un bellissimo centro storico e con le antiche e pregevoli chiese di San Zeno e di San Severo.

Ancora pochi chilometri e si arriva a Garda, la cittadina da cui prende il nome il lago. La passeggiata lungo lo specchio d'acqua è un'altra delle meraviglie che non possono, né devono sfuggire al visitatore, ma anche addentrarsi nel centro storico è un'esperienza senz'altro appagante, perché sembra di tornare indietro nel tempo di diversi secoli.

Indi, si riprende il viaggio con meta Torri del Benaco, non senza aver fatto prima una sosta alla stupenda e idilliaca Punta di San Vigilio.

A Torri si deve visitare la zona del porto con il castello scaligero della fine del ‘300 e la serra dei limoni rimasta immutata da quando fu costruita dai francescani nel XIV secolo.

E' già tempo però di avviarsi per raggiungere Malcesine, passando da Brenzone, noto anche per le belle chiese delle sue frazioni.

Malcesine presenta la caratteristica di essere un paese non in piano, ma che degrada verso il lago lungo le iniziali propaggini del Baldo su cui si può salire grazie a una funivia a due tronchi, di cui il secondo è a cabine rotanti in modo da poter godere il magnifico panorama del Garda. Anche qui c'è un bel centro storico con il Castello Scaligero e il Palazzo dei Capitani.

Dopo aver percorso alcune gallerie, ci avviamo verso l'estremità nord del lago e lì troviamo Torbole del cui passato è rimasto ben poco. Piegando ora ad ovest si incontra Riva, ricca del suo glorioso trascorso sotto la Serenissima, con i porticati medievali, la torre, il bastione che alto domina la città, un centro ricco di fiori e giardini, con un'immancabile affascinante passeggiata lungo il lago. A pochissimi chilometri meritano di essere viste le cascate del Varone, che si trovano in grotta, un vero e proprio spettacolo della natura.

E' giunto il momento di intraprendere il ritorno lungo la strada gardesana occidentale, caratterizzata da numerose gallerie (causa le pareti montuose strapiombanti), alcune delle quali moderne e altre più obsolete, più strette, da percorrere quindi con attenzione.

Il primo grosso centro abitato che si incontra è Limone, il cui nome va a pennello con le numerose colture del benefico frutto; anche qui bel lungolago e un centro storico, meno antico degli altri, ma comunque interessante. Ripartiti, merita una deviazione, lungo una strada tortuosa in salita, a Tremosine, che è una vera e propria balconata sul lago, infatti caratterizzata dalla famosa Terrazza del Brivido, sospesa a 350 metri sul Garda, con una vista unica, ma con un certo brivido appunto che provano anche quelli che non soffrono di vertigini.

Si ritorna a valle, per così dire, e dopo un po' troviamo Campione, con le sue belle spiaggette. Ancora pochi chilometri e una deviazione, consigliata, con bella strada in salita porta a un altro balcone, quello di Tignale, paese che consente delle belle escursioni nel parco naturale in cui è inserito.

Scendiamo nuovamente e la prossima tappa è Gargnano, con le sue belle limonaie, il suo ben conservato centro storico e una passeggiata sul lago, in parte sospesa; da lì a Toscolano Maderno il passo è breve e può essere utile sapere che in questo paese c'è un lido ampio e attrezzato come una spiaggia romagnola.

Poi i centri rivieraschi si susseguono, senza che a volte sia possibile accorgersi di essere passati dall'uno all'altro: fra questi spiccano Gardone e Salò, entrambi ricchi di ville ottocentesche immerse in parchi ubertosi ed entrambo noto, il primo per il Vittoriale (la villa museo di D'Annunzio),  il secondo per aver ospitato, durante la seconda guerra mondiale, la Repubblica di Salò. Porticcioli, cale e calette punteggiano la costa, caratterizzata dal grande golfo di Salò; i paesini sono quasi appiccicati (Moniga, Padenghe) e infine si arriva a Desenzano, forse il centro rivierasco più grande del lago, con la cinquecentesca piazza Malvezzi e tutta una serie di vie ricche di storia e di negozi. Andiamo avanti, si passa Rivoltella e, prima di arrivare nuovamente a Peschiera è d'obbligo una deviazione per Sirmione e la sua penisola. Il castello scaligero, le grotte di Catullo, il lungolago, le viuzze antiche fanno di questo centro, a mio parere, il più bello del lago e, in assoluto, uno dei più bei borghi d'Italia. Quindi, è impossibile rinunciare a una sua visita.

Ecco il Garda in poche succinte parole, ma si potrebbe scrivere ancora molto, dei tramonti che inteneriscono il cuore, delle albe dorate, delle sue acque cristalline, dei venti che soffiano, a volte forte, incrociandosi nello specchio d'acqua davanti a riva, dei profumi dei fiori, dei buoni piatti che si possono gustare insieme a vini di eccellenza, quali il Bardolino e il Lugana.   Ma non ci sono parole che possano sostituire la visione diretta di uno spettacolo come quello offerto da questo giustamente famoso lago.

L'intero percorso è lungo 160 Km. e può anche essere fatto in una giornata, a patto di non sostare in ogni centro abitato, perché vi è anche da tener conto del traffico, piuttosto intenso, e dei frequenti attraversamenti degli abitati, che limitano di molto la velocità.

Per quanto ovvio, un giorno è appena sufficiente per farsi un'idea e per far venire la voglia di tornarci; per una visita più completa è necessaria almeno una settimana, perché, oltre ai centri rivieraschi, il retroterra presenta attrattive di grande rilievo. Infatti, nel basso lago, dietro a Desenzano, Sirmione e Peschiera ci sono le colline moreniche, dolci, ricche di vigneti, di borghi incantevoli (Castellaro Lagusello e Borghetto)  e di storiche località del nostro risorgimento (Solferino, San Martino e Custoza); sempre nel basso lago, vicino a Bardolino poi ci sono i famosi parchi tematici per grandi e piccini Gardaland e Movieland, nonché lo zoo e parco zoo di Pastrengo. Nel medio lago, sulla sponda orientale c'è appunto il monte Baldo, con numerose passeggiate naturalistiche; sulla parte occidentale, invece, si può salire, per una strada un po' stretta, in Valvestino, dove c'è l'omonimo lago creato grazie a una diga, una zona in qui la quiete è pressoché assoluta. Nell'alto lago, bacino preferito da chi pratica la vela e il windsurf per la presenza di numerosi venti che soffiano in diverse direzioni, alle spalle di Riva del Garda è possibile arrivare al passo del Ballino e al grazioso laghetto di Tenno, oppure risalire la montagna incombente su un percorso tortuoso, ma con magnifici scorci sul Garda, per arrivare all'amena Val di Ledro (in alternativa esiste un tragitto più veloce, caratterizzato da una lunghissima galleria).

Un altro modo per visitare il Garda è di avvalersi del ben organizzato sistema di navigazione, con corse di linea regolari su battelli di grande capienza, ma necessariamente poco veloci, e su aliscafi. E' un'esperienza, questa, che merita, poiché la vista della costa al largo è quanto mai suggestiva.

Per arrivare al lago, se si viene dal Nord (per intenderci dal Brennero) c'è l'ottima autostrada A22, con uscite specifiche a Rovereto Sud e Affi; per chi viene dal sud va bene la stessa autostrada con le medesime uscite. Chi proviene da Ovest troverà comoda l'autostrada Brescia – Verona – Padova, con uscite a Desenzano, Sirmione e Peschiera (stessa cosa per chi viene da est).

Problemi di alloggio non ve ne sono, tranne nei periodi di maggior afflusso, poiché sono moltissimi gli alberghi; la stessa cosa dicasi per i ristornati.

Di seguito comunque riporto i link di siti che possono essere utili:

 

 http://www.lagodigardahotels.it/

 

http://www.lagodigarda.it/Comunita-del-Garda/1012-1.html

 

http://www.gardanotizie.it/

 

http://www.gardaweb.com/

 

http://www.navlaghi.it/ita/g_illago.html

 

Ci vorrebbe un intero album di foto, il che non è possibile e pertanto ne metto solo una, che rappresenta la bellezza, la dolcezza e l'armonia di questo lago. Vi è immortalato un luogo magico, la Baia delle Sirene ed è stata tratta dal sito

http://www.navlaghi.it/ita/g_illago.html

 

 

 

 

 

 
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