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  Bell'Italia  »  Il parco archeologico del Forcello, di Renzo Montagnoli 07/02/2016
 

Il Parco archeologico del Forcello

di Renzo Montagnoli

 

 

 

Gli Etruschi sono un popolo ben conosciuto, visto che hanno lasciato tante testimonianze e che era insediato in quasi tutta la Toscana, in parte dell'Umbria e nell'alto Lazio. Nel corso dei secoli (la loro civiltà si è sviluppata fra il IX e il I secolo avanti Cristo) ampliarono la loro zona di influenza con una lenta espansione che al sud toccò la zona litoranea della Campania e al nord tutta l'Emilia fino al Po, con qualche insediamento anche oltre questo fiume nella Lombardia Sud-Orientale e nel Veneto meridionale. Se è incerta la loro origine (la lingua per esempio non era indo-europea), si conosce tutto della loro fine, in quanto furono lentamente assimilati dai Romani.

Certo il valicare il Po non rappresentava un ostacolo naturale, perché erano in grado di farlo con le loro imbarcazioni; il problema principale, invece, era la convivenza con le popolazioni ivi insediate di origine celtica, i Galli Senoni, piuttosto battaglieri e poco disposti a cedere parte del loro territorio. Comunque, per quanto scarsi, gli insediamenti durarono abbastanza a lungo, a riprova che con i nuovi vicini gli Etruschi dovevano essere venuti a patti, e poi in ogni caso si trattava di presenze sporadiche e non massicce, di villaggi, per lo più rurali, e non di città.

Le tracce tuttavia di questi insediamenti sono scarse, perché non si trovano le famose necropoli, e del resto il ridotto numero dei presenti non avrebbe giustificato opere funerarie monumentali come per esempio quelle di Populonia.

Qualcosa si trova, però, tanto che a circa 7 chilometri da dove abito, in un terreno agricolo, una cinquantina di anni fa, durante dei lavori di aratura profonda, emersero dei reperti che interessarono subito degli archeologi dilettanti locali che interessarono anche chi di dovere al punto che nel 1981 furono avviati su impulso del Prof. De Marinis degli scavi sistematici che piano piano hanno portato alla luce un villaggio, con un'estensione di circa 100.000 mq. e con una lunga sequenza stratigrafica con diverse fasi di insediamento databili fra la metà del VI e gli inizi del IV secolo a.C.. Questo lavoro di esplorazione non è stato ancora ultimato e si procede con lentezza anche per carenza di fondi; comunque a oggi è stata portata alla luce solo una piccola porzione, però di grande importanza e interesse scientifico. Non abbiate l'aspettativa di vedere un edificio come la Domus Aurea e un complesso urbano come quello che sorge lungo la Via dell'Abbondanza a Pompei, perché di case in piedi non ce ne sono. Ma se la visita può rivestire comunque un motivo di interesse (la si effettua su una passerella sopraelevata), l'importanza del Forcello è per le attività didattiche; infatti è necessario avvicinare i giovani a questa testimonianza della nostra storia (ma lo stesso discorso vale anche per gli adulti) unendo informazioni di carattere storico-geografico a dimostrazioni pratiche di come si viveva in una certa epoca. Operatori specializzati spiegano, nei diversi laboratori didattici,  come è il lavoro dell'archeologo, quale era l'alimentazione degli etruschi, come fabbricavano i vasi, come si tesseva, come esaminare il terreno, come si costruivano all'epoca gli edifici e come si restaurano, per quanto possibile, i reperti trovati. Addirittura, all'esterno delle aule, che sono coperte, è possibile vedere come cuocevano la ceramica, poiché sulla base di poche tracce rinvenute si sono potute costruire due fornaci.

Insomma, se avete ben compreso, il Forcello è un sito unico e con un'archeologia sperimentale che riesce a dare un'idea ben precisa delle giornate dei suoi abitanti, di cui non restano nemmeno le ossa. L'area, inserita nel Parco Naturale del Mincio, è un posto particolarmente ameno, a poca distanza dal fiume Mincio e abbastanza vicina alla strada che, dal casello autostradale di Mantova Sud della A22,  porta a Mantova. Comprendo che, date le finalità, possa interessare maggiormente le scuole, tanto che per le stesse vengono attivati laboratori, previa prenotazione, ma quel che si può vedere, per quanto ricostruito, può risultare valido anche per noi adulti e se una visita da lontano solo per il Forcello non appare giustificata, credo comunque che inserirla, per chi viene a visitare Mantova, fra i monumenti da vedere sia un'ottima idea.

 

Come arrivate

 

Uscita autostrada A22: Mantova sud
Seguire le frecce di colore marrone "Parco archeologico Forcello" in direzione Mantova città.
Passare la frazione San Biagio
Dopo la rotonda girare a destra in Via Valle.

 

Per contatti

 

Parco Archeologico del Forcello
SS 413 (Strada statale Romana), incrocio via Valle
Fraz. San Biagio - Bagnolo San Vito (Mantova)
Telefono Pro Loco 340 8806468

Comune di Bagnolo San Vito
Via Roma, 28
46031 Bagnolo San Vito (MN)
Ufficio Cultura - Dott.ssa Paola Amabiglia
tel 0376/414121 fax 0376/252422

info@parcoarcheologicoforcello.it

Servizi Didattici
Dott.ssa Claudia Fredella

claudia.fredella@parcoarcheologicoforcello.it

 

Orario di apertura 

 

Da Marzo a Ottobre su prenotazione e secondo il calendario degli eventi per visite guidate e laboratori (minimo 15 persone) è necessario prenotare con almeno due giorni di anticipo.

 

Fonti:

Parco Archeologico del Forcello (www.parcoarcheologicoforcello.it).

 

Nota:

La fotografia a corredo dell'articolo relativa alle due fornaci per la cottura della ceramica è stata  reperita  sul sito Gesti Ritrovati (www.gestiritrovati.com)

 

 

 

 
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