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  Bell'Italia  »  Il biotopo di Ecchen, di Renzo Montagnoli 23/02/2017
 

Il biotopo di Ecchen

di Renzo Montagnoli



Già il termine biotopo lascia pensare a chissà che cosa e invece si tratta semplicemente di un ecosistema, costituito da una superficie di modeste dimensioni (una torbiera, uno stagno, un altipiano anche) che dà luogo a un ambiente in cui vivono organismi animali e vegetali della identica specie o di specie anche diverse che nel complesso formano una biocenosi , che non è altro che una comunità.

Ciò premesso, i biotopi non sono rari, ma ognuno presenta particolari caratteristiche, così come quello di Ecchen. Ci si chiede dove possa essere, con questo nome che ha assonanze con la lingua tedesca; ebbene il biotopo di Ecchen si trova a Costa di Folgaria, sull’omonimo altopiano. Questo piccolo angolo di natura incontaminata sopravvive fra questa frazione del comune di Folgaria e il campo da golf di Maso Spilzi. É costituito da una torbiera, che però ha una caratteristica particolare, e cioè è un rarissimo caso di una zona torbosa sita in un’area carsica. Detto così farebbe pensare a un ossimoro scientifico e invece non lo è, perché lo strato sottostante é costituito da rocce calcaree ricoperte da depositi morenici; c’è una vera e propria conca in cui è situata la torbiera, e che ha avuto origine sia da fenomeni glaciali sia da processi di erosione di tipo carsico. Al centro del biotopo c’è una zona di raccolta dell’acqua il cui livello non è mai costante e varia moltissimo durante l’anno in relazione all’andamento delle condizioni atmosferiche. In questo ambiente che resiste in precario equilibrio proliferano diverse e tipiche varietà vegetali, nonché specie animali, che pur non essendo esclusive, sono però presenti sull’altipiano solo lì (la biscia d’acqua, la rana rossa e il tritone alpino).

Mentre le specie vegetali sono facilmente osservabili, quelle animali normalmente si celano agli occhi del visitatore, ma con un po’ di fortuna e soprattutto con molta pazienza qualche esemplare potrà entrare nel nostro campo visivo. Peraltro, nell’adiacente complesso settecentesco di Maso Spilzi in luglio e agosto è possibile visitare un percorso didattico dedicato ai biotopo e alle foreste.

Ma quel che più conta è che esiste un sentiero, ben segnato e per nulla difficile che corre intorno alla torbiera, parte in un fitto bosco, parte allo scoperto e in pieno sole. É questo itinerario che deve interessare il turista, tanto più che lasciata l’auto in un piccolo, ma comodo parcheggio, prima di iniziare l’escursione gli consiglio una visita al Santuario della Madonnina, un luogo di pace di grande bellezza ed effetto; si tratta di una piccola chiesa la cui costruzione si fa datare al XVI secolo, semplice e povera, ma in cui chiunque, credente o no, ritrae la consapevolezza di essere vicino al mistero della creazione.

Poi si può iniziare il percorso che è di circa quattro chilometri e mezzo fra andata e ritorno con un modesto dislivello di un centinaio di metri, insomma un itinerario che può essere coperto tranquillamente da famiglie con bambini e con anziani in non più di due ore. Ogni tanto si trovano rustiche panchine e una sosta quindi è consentita e si presenta corroborante e più che gradita.

Insomma, al di là della curiosità per sapere cosa è un biotopo, resta tutto il piacere di una sana passeggiata in montagna, in una località non troppo alta (1.250 metri) e in un incantevole scenario, verdeggiante di boschi e disseminato di borghi che sanno ben celarsi per non impattare in modo devastante sulla natura circostante. A meno che non abitiate a oltre duecentocinquanta chilometri, è una gita che si può fare in giornata, considerato che il percorso per arrivare a Folgaria è soprattutto in autostrada e che la strada di montagna, peraltro piuttosto ripida e tortuosa, non è più lunga di una quindicina di chilometri. Il biotopo è visitabile tutto l’anno, ma i periodi migliori sono quelli primaverili, estivi e d’inizio autunno; d’inverno il paesaggio si presenta uniforme per via della neve, ma comunque conserva un suo fascino particolare, reso tanto più marcato dalla possibilità di fare una parte del percorso del biotopo su una slitta trainata dai cavalli.

I ristoranti nelle vicinanze, soprattutto a Costa, non mancano e vi si mangia per lo più bene.



Nota: La fotografia a corredo dell’articolo, relativa al biotopo di Ecchen in un periodo di abbondanza d’acqua, è stata scattata dall’autore dello stesso.



 
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