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  Bell'Italia  »  Gallipoli, di Renzo Montagnoli 18/03/2022
 
Gallipoli

di Renzo Montagnoli



A volte mi chiedo perché scrivo questi articoli, tanto più che ormai non faccio più viaggi lunghi, a differenza di un lontano passato, e la risposta sta proprio in questo, cioè sollecitare la memoria per illudersi, almeno, di rivivere quella gita che tanto mi era piaciuta. E’ questo il caso di un itinerario fatto una ventina di anni fa in Puglia e che mi ha condotto fino alla punta estrema del tacco al Capo Santa Maria di Leuca e che mi ha consentito di visitare diversi luoghi, fra i quali Gallipoli, questa cittadina che sorge sulla costa occidentale del Salento ed è bagnata dal mar Ionio. La planimetria di questo abitato è singolare, perché è presente un centro storico su un’isola collegata alla terraferma con un ponte in pietra che risale al XVII secolo, in testa a quale sorge la parte nuova di Gallipoli. L’origine è sicuramente greca, ma poi divenne romana, poi ostrogota, poi bizantina, insomma tutta una serie di dominazioni che si conclusero solo con la spedizione dei Mille che la condussero all’egemonia del Regno d’Italia; del resto lo stivale è sempre stato territorio di conquista, in mancanza di quell’unità che avvenne solo nella seconda metà del XIX secolo. A lungo famosa per l’olio d’oliva, utilizzato prevalentemente in tutta Europa come olio lampante per l’illuminazione delle città, subì gli inevitabili contraccolpi economici derivanti dal ricorso al più economico petrolio, così che nel XIX secolo gli intensi traffici preesistenti scemarono e le attività si ridussero alla pesca, a cui si unì già il secolo scorso il ben più redditizio turismo. Al riguardo, è indubbio che le bellezze della costa salentina siano un irresistibile richiamo, ma è anche vero che la particolare conformazione di Gallipoli e i suoi monumenti costituiscano una notevole attrattiva.

Rammento, come ancora fosse davanti ai miei occhi, il bel castello, circondato dal mare e sito a un capo del ponte seicentesco che collega il nucleo antico alla terraferma e al borgo nuovo; ha una base quadrata, con una torre in ogni angolo, più una quinta torre circolare in posizione avanzata, il cosiddetto rivellino, in funzione di avamposto; all’interno ci sono vaste sale con volte a botte, nonché numerosi cunicoli e camminamenti; edificato nel corso del XIII secolo ha subito poi diversi interventi volti a migliorarne l’efficienza difensiva. Altrettanto interessante è poi la cinta muraria, eretta a partire dal XIV secolo, che fa dell’isola su cui sorge il borgo antico un’autentica fortezza, integrata da bastioni atti a migliorarne le capacità difensive. Ci sono poi altri numerosi monumenti civili, di cui purtroppo ho meno memoria, essendo stata fugace la mia visita, ma mi piace rammentare il Palazzo Specolizzi, una splendida residenza signorile del XIV secolo sita al centro del borgo antico, con un bell’aspetto esterno, mentre per l’interno nulla posso dire non avendolo visto.

Non mancano poi gli edifici religiosi, con numerose chiese, fra le quali spicca la Basilica Concattedrale di Sant’Agata, una costruzione del XVI secolo, barocca e a croce latina, sita al centro e nel punto più elevato dell’isola, il che costituisce un’immagine di potenza, un faro vero e proprio visibile da ogni punto della cinta muraria. Se l’esterno è bello, non è da meno l’interno a tre navate, dove sono presenti numerosi altari barocchi e quadri di pregevole fattura. Così come esistono altri edifici civili di interesse, ci sono altre chiese meritevoli, ma in questa sede mi limito a evidenziare ciò che in una visita è indispensabile vedere e quello che ho indicato vi rientra. Del resto per visitare tutto non è sufficiente una giornata perché c’è da camminare, o meglio ancora, per dare un’idea della particolarità del percorso, c’è da scarpinare non poco.

Per quanto possa sembrar strano, Gallipoli non ebbe da temere, a differenze delle altre località costiere del Salento, le incursioni dei pirati saraceni o della marina turca, così che gli unici danni che ebbe a subire furono quelli provocati da un’incursione della Serenissima che la occupò nel corso della guerra condotta contro il Regno di Napoli.

E infine ci sono le belle spiagge adiacenti la località, varie, in parte sabbiose, in parte con scogli e calette, un’altra gioia per gli occhi.

Sono dell’idea che il turista che si rechi nel Salento, in genere lungo la bella costa, dovrebbe ritagliarsi un po’ di tempo, minimo una giornata – che è quanto necessario per vedere quanto ho descritto – per un salto a Gallipoli, perché sicuramente non avrà da pentirsene.


Fonti: Wikipedia; Gallipoli online; Turismo in Puglia


Nota: Le fotografie a corredo dell’articolo sono state reperite in diversi Siti Internet

 
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