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  Bell'Italia  »  Il più bel borgo d'Italia, di Renzo Montagnoli 16/11/2011
 

Il più bel borgo d’Italia

di Renzo Montagnoli

 

 

 

 

Ci sono delle località che, da sempre, sono delle autentiche perle, incanti che, visti più volte, continuano a stupire e a sciogliere il cuore.

Una di queste è indubbiamente Borghetto sul Mincio, non più di una trentina di abitazioni, fra una sponda e l’altra del fiume, inserite in un contesto di incomparabile bellezza.

Benché abbastanza vicino all’affollatissimo lago di Garda questa meta è assalita dai turisti solo al sabato pomeriggio e la domenica. Nel corso della settimana le sue viuzze paiono sonnecchiare, cullate dal mormorio del fiume che qui scende ancora con cascatelle, una lingua d’azzurro fra il verde delle colline.
Per chi viene da Ovest o da Est, l’autostrada Brescia – Padova – Venezia rappresenta il percorso più breve, con uscita al casello di Peschiera, da dove, seguendo l’indicazione Valeggio sul Mincio, in una quindicina di chilometri di strada un po’ tortuosa si arriva a Borghetto. Per chi viene da nord, ma anche da Sud, percorrendo l’A22 (Brennero), all’incrocio con l’Autostrada Serenissima dovrà seguire le indicazioni per Brescia e dopo una decina di chilometri troverà appunto il casello di Peschiera.

Il nome Borghetto deriva da un toponimo di origine longobardo che significa “insediamento fortificato” e in effetti in origine era un luogo attrezzato per difendere il punto di guado del fiume Mincio. Tracce di insediamenti umani evidenziano che la località era abitata già nel IX secolo a. C.; nei tempi si succedettero gli Etruschi, i Galli, i Romani, i Longobardi e, nel 1202, dopo continue tensioni fra Mantova e Verona, fu quest’ultima a prevalere. Così gli Scaligeri costruiscono un primo ponte di legno e iniziarono a erigere fortificazioni in muratura, trasformando Borghetto e la vicina Valeggio, in piazzeforti militari. Poi, alla fine del XIV secolo arrivarono i milanesi di Gian Galeazzo Visconti che avviò un’opera ciclopica, cioè un ponte-diga che modificò il percorso del Mincio, rendendo impossibile il guado a Borghetto. 

Nel 1405 ci fu un nuovo padrone, la Repubblica di Venezia, che sviluppò l’attività molitoria costruendo numerosi mulini ad acqua, alcuni dei quali oggi ancora esistenti.
La calata in Italia di Napoleone causò tutta una serie di distruzioni di cui fecero le spese anche le fortificazioni. Nel 1814 Borghetto diventò territorio austriaco e nel 1866 venne annesso al Regno d’Italia.

Questa è la nota storica, tanto per comprendere il perché di un lungo ponte antico sul quale una sera d’estate gli abitanti di Borghetto e di Valeggio si ritrovano a banchettare. Per il resto Borghetto è Borghetto, cioè la grazia di un mondo piccolo, perfettamente in equilibrio, pronto a stupire, sia chi si soffermi a guardare le cascatelle del fiume, sia chi, passeggiando per le viuzze, voli con la fantasia a un tempo lontano di dame e cavalieri.

Da rilevare che sul paesino, arroccato in cima a una collina fa bella figura un castello Scaligero che sembra quasi messo lì per proteggere questo piccolo angolo di paradiso.
E’ uno di quei posti che è quasi impossibile descrivere e anche le fotografie non riescono a dire tutto, non permettono di sentire l’aria che scende dal Garda verso sera e rinfresca le colline, non consentono di avvertire dentro di noi quella dolce malinconia che prende di fronte a spettacoli in cui l’equilibrio fra la natura e le realizzazioni dell’uomo si manifesta con una magica armonia.

L’Italia ha tante stupende piccole realtà, ovunque, ma questa è del tutto particolare e infatti recentemente Borghetto è stato dichiarato il più bel borgo della nostra nazione.

Andateci, la visita può essere piuttosto breve, a seconda dei percorsi. Si va da un’ora circa a tre ore, a seconda che si “pascoli” fra le viuzze del paese, oppure che si voglia passeggiare sul lungo ponte-diga. Non ci sono antiche vestigia da visitare, ma le antiche case, riattate nel rispetto dell’impianto d’origine, ospitano alcuni negozi, bar e ristoranti; vi potrà anche capitare, seduti a tavolino a gustare un gelato o a pranzare, di restare stupiti nel vedere nell’acqua che vi scorre vicino diversi esemplari di trote, per nulla paurose e che sembrano godere anche loro di quel senso di pace che questo posto riesce a dare.   

Nelle vicinanze ci sono altri punti d’interesse che consiglio vivamente:

-         il Parco Giardino Sigurtà, ad appena 2 Km. da Borghetto, che è considerato uno dei parchi più belli al mondo; è visitabile dal 7 marzo al 7 novembre, tutti i giorni, con orario continuato e con ingresso dalle 9 alle 18; il prezzo del biglietto non è proprio popolare, ma vi assicuro che vedrete qualche cosa di unico;

-         Castellaro Lagusello, un altro piccolo borgo, con caratteristiche diverse e che costituisce una rarità per come è strutturato; dista da Borghetto circa 10 Km.;

-         il lago di Garda è piuttosto vicino, come anche le città di Verona (una ventina di KM.) e Mantova (25 Km.), ricche di tesori d’arte e di monumenti;

-       le colline moreniche mantovane e veronesi, tutta una serie di rilievi coperti per lo più da vigneti da cui si ottengono vini di straordinaria qualità; qui ci sono il luoghi delle grandi battaglie risorgimentali, celebrate con steli e sacrari pieni di povere ossa (Solferino, San Martino, Custoza).

Un’ultima annotazione: a Borghetto e dintorni si mangia bene e si beve anche meglio.

 

 

 

N.B.: Le fotografie che seguono e che riportano alcuni scorci del borgo sono state scattate da me.

 
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