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  Recensioni  »  Racconti di Provincia, di Vincenzo D'Alessio, edito da Fara 14/07/2018
 

Racconti di Provincia

di Vincenzo D’Alessio

Copertina di Giacomo Ramberti

Fara Editore

www.faraeditore.it

Narrativa racconti

Pagg. 72

ISBN 978 88 94903 44 7

Prezzo Euro 10,00



Le prose del cantore del Sud



Vincenzo D’Alessio è nato a Solofra in provincia di Avellino, un paese, non una grande città, e come tale è in grado di parlare di una piccola realtà più a misura d’uomo, dove ancora i rapporti e le conoscenze hanno il sapore delle relazioni non impersonali di un’antica comunità. Ma Vincenzo è anche uomo del Sud, che osserva, che cerca di capire e che lancia il suo, se pur sommesso, grido di dolore per una condizione sociale che da anni cerca inutilmente il suo riscatto. Non a caso ha scritto una silloge poetica come La valigia del meridionale e altri viaggi, nonché la successiva Dopo l’inverno, raccolte indubbiamente tipiche di un poeta stanziale, ma anche veri e propri atti di accusa a un sistema che condanna il meridione a un perenne immobilismo. D’Alessio, però, non è solo poeta, ma è anche capace di misurarsi positivamente con la narrativa, come dimostra questa raccolta intitolata Racconti di Provincia. Si tratta di storie di epoche diverse, che l’autore ha opportunamente suddiviso in due parti, di cui la prima ha chiamato Scritti su carta di Amalfi. Al riguardo è apprezzabile l’escamotage adottato per parlarci di fatti di moltissimi anni fa, presumibilmente del XVIII secolo, inventando il reperimento di alcuni articoli scritti da un anonimo cronista dell’epoca sulla pregiata e ormai quasi introvabile carta di Amalfi. Sono storie sapientemente strutturate con un linguaggio arcaico tanto che il lettore si convince che possano essere vere. Di epoca più recente e anche quasi attuale sono le prose della seconda parte intitolata Nei paesi del sud; cambia lo stile, cambia il periodo, ma sempre rimane un atto di accusa per quanto nei secoli ha dovuto patire la povera gente, una dolorosa rivelazione di un cristiano che cerca per i suoi conterranei la possibilità di un Paradiso anche in terra, integrando così perfettamente le già succitate sillogi. In ogni caso da questi racconti emerge il Sud che un osservatore non superficiale ben conosce, fatto di tribolazione quotidiana, ma con latente o anche esplicita voglia di riscatto, di ingiustizie che fanno piegare il capo, ma non spezzano la schiena, di un mondo che, nonostante tutto, si affanna non solo per non restare troppo indietro, ma per portarsi alla pari con la parte dell’Italia più avanzata, di un sogno per un mondo più giusto e più equo che non muore mai, perché il Meridione è così, un insieme di superstizioni e di genialità, di miseria e di nobiltà.

Da leggere, pertanto.





Vincenzo D’Alessio è nato a Solofra nel 1950. Laureato in Lettere all’Università di Salerno è stato l’ideatore del Premio Città di Solofra, nonché il fondatore del Gruppo Culturale “Francesco Guarini” e dell’omonima casa editrice. Acuto e attento critico letterario, ha pubblicato anche saggi di archeologia e storia (v. bibliografia Polo SBN di Napoli). Diverse le raccolte poetiche che hanno ricevuto premi e riconoscimenti, fra le più recenti: La valigia del meridionale ed altri viaggi (Fara 2012, seconda edizione 2016). Nel 2014 con Il passo verde si classifica II al concorso Pubblica con noiLa tristezza del tempo è inserita nell’antologia Emozioni in marcia (Fara 2015). Con Alfabeto per sordi è tra i vincitori del concorso Rapida.mente ed è stato inserito nell’omonimo volume (Fara 2015). Queste ultime sillogi sono riproposte anche in appendice alla raccolta Immagine convessa(Fara 2017), opera finalista al concorso Versi con-giurati. A fine 2017, sempre con Fara, è uscita la raccolta premio Dopo l’inverno, II classificata al concorso Faraexcelsior, che ha già ricevuto nel 2018 il III premio del Concorso Terra d’Agavi(Gela, AG), la segnalazione al Premio Civetta di Minerva (Summonte, AV) ed è risutata finalista al Premio Tra Secchia e Panaro (Modena).


Renzo Montagnoli

 
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