Memorie di Adriano
di Marguerite
Yourcenar
Edizioni Einaudi
Narrativa – romanzo storico
Pagg. 350
ISBN: 88-06-17408-8
Prezzo: € 11,50
“Piccola
anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in
luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un
istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non
vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…”
Con i versi della poesia che Adriano
scrisse lo stesso giorno della morte termina lo stupendo romanzo di Marguerite Yourcenar.
Frutto di un lavoro di ricerca durato
anni, di un’indagine attenta e laboriosa, rappresenta un ritratto di fulgida
bellezza di questo imperatore.
Come raccontare la storia di un uomo,
del suo modo di vedere, di ascoltare, di sentire, dando un quadro della sua
grandezza? Come riconoscergli l’immortalità, una vita oltre la morte?
L’autrice parte da dati storici, da
tracce, da scritti anche autografi e, anziché narrare la sua vita, fa parlare
lo stesso Adriano, che ripercorre le tappe della sua esistenza, in una sorta di
monologo interiore, per mezzo di una lunga lettera che scrive a Marco Aurelio.
E’ un uomo vecchio, malato, ormai
incapace di sopportare i pesi di governo quello che ci viene
rappresentato, in una sorte di poema d’amore alla vita.
E così Adriano racconta della sua
ascesa agli alti gradi militari, le campagne di guerra condotte con capacità
nonostante lui ami la pace, il rispetto per l’avversario mai definito nemico,
il desiderio di conoscenza che non lo abbandonerà poi, il matrimonio di
convenienza che lo lascerà insoddisfatto, le astuzie e gli intrallazzi per
arrivare al trono, l’amore per il giovane Antinoo, il
dolore disperato per la sua morte, sentimenti, emozioni e passioni di un uomo
per il quale tuttavia il senso del dovere e dello stato vengono sopra ogni
cosa, in quella responsabilità, che avverte sempre presente, della
bellezza del mondo.
E lui è uomo in tutto, anche nel
vivere la sua morte, nelle profonde riflessioni del suo ultimo scorcio di vita,
nell’accettazione rassegnata del destino, consapevole della gravità del suo
stato, nei suoi sentimenti di riconoscenza per chi gli è sempre stato vicino e
che non l’abbandonerà fino al momento fatale.
In questo contesto l’autrice ha il
merito di essersi messa al servizio del personaggio, quasi nella veste del
messaggero che porterà la lettera; sempre fedele ai fatti, tutto il resto è
affidato alla sua grande sensibilità.
Ne esce un Adriano di grandissimo spessore, ma uomo come noi, alla continua ricerca di un modo per conciliare
dovere e felicità, sentimenti e intelligenza, sogni e realtà.
Così, mentre consegna le sue spoglie
mortali all’Ade, l’autrice ne immortala il ricordo in
un autentico capolavoro della letteratura, un libro da leggere e rileggere, un
raro esempio del felice incontro di due grandi: Publio Elio Traiano
Adriano e Marguerite Yourcenar.
Seguono poi i Taccuini di appunti,
con i quali si può verificare l’accurata meticolosità del lavoro intrapreso,
nonché l’interessante resoconto della traduttrice Lidia Storoni
Mazzolani.
Marguerite Yourcenar,
pseudonimo di Margherite de Crayencour, nasce a
Bruxelles l’8 giugno 1903 e muore a Mount Desert il 17 dicembre 1987, dopo una vita avventurosa ed
errabonda. Le sue opere principali sono Alexis o il
trattato della lotta vana (1928), Il colpo di grazia (1939), L’opera al nero
(1968) e, soprattutto, Memorie di Adriano (1951).