Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
 

  Recensioni  »  Memorie di Adriano, di Marguerite Yourcenar - Edizioni Einaudi 07/03/2007
 

Memorie di Adriano

di Marguerite Yourcenar

Edizioni Einaudi

Narrativa – romanzo storico

Pagg. 350

ISBN: 88-06-17408-8

Prezzo: € 11,50

 

“Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…”

 

Con i versi della poesia che Adriano scrisse lo stesso giorno della morte termina lo stupendo romanzo di Marguerite Yourcenar.

Frutto di un lavoro di ricerca durato anni, di un’indagine attenta e laboriosa, rappresenta un ritratto di fulgida bellezza di questo imperatore.

Come raccontare la storia di un uomo, del suo modo di vedere, di ascoltare, di sentire, dando un quadro della sua grandezza? Come riconoscergli l’immortalità, una vita oltre la morte?

L’autrice parte da dati storici, da tracce, da scritti anche autografi e, anziché narrare la sua vita, fa parlare lo stesso Adriano, che ripercorre le tappe della sua esistenza, in una sorta di monologo interiore, per mezzo di una lunga lettera che scrive a Marco Aurelio.

E’ un uomo vecchio, malato, ormai incapace di sopportare i pesi di governo quello che ci viene rappresentato, in una sorte di poema d’amore alla vita.

E così Adriano racconta della sua ascesa agli alti gradi militari, le campagne di guerra condotte con capacità nonostante lui ami la pace, il rispetto per l’avversario mai definito nemico, il desiderio di conoscenza che non lo abbandonerà poi, il matrimonio di convenienza che lo lascerà insoddisfatto, le astuzie e gli intrallazzi per arrivare al trono, l’amore per il giovane Antinoo, il dolore disperato per la sua morte, sentimenti, emozioni e passioni di un uomo per il quale tuttavia il senso del dovere e dello stato vengono sopra ogni cosa, in quella responsabilità,  che avverte sempre presente, della bellezza del mondo.

E lui è uomo in tutto, anche nel vivere la sua morte, nelle profonde riflessioni del suo ultimo scorcio di vita, nell’accettazione rassegnata del destino, consapevole della gravità del suo stato, nei suoi sentimenti di riconoscenza per chi gli è sempre stato vicino e che non l’abbandonerà fino al momento fatale.

In questo contesto l’autrice ha il merito di essersi messa al servizio del personaggio, quasi nella veste del messaggero che porterà la lettera; sempre fedele ai fatti, tutto il resto è affidato alla sua grande sensibilità.

Ne esce un Adriano di grandissimo spessore, ma uomo come noi, alla  continua ricerca di un modo per conciliare dovere e felicità, sentimenti e intelligenza, sogni e realtà. 

Così, mentre consegna le sue spoglie mortali all’Ade, l’autrice ne immortala il ricordo in un autentico capolavoro della letteratura, un libro da leggere e rileggere, un raro esempio del felice incontro di due grandi:  Publio Elio Traiano Adriano e Marguerite Yourcenar.

 

Seguono poi i Taccuini di appunti, con i quali si può verificare l’accurata meticolosità del lavoro intrapreso, nonché l’interessante resoconto della traduttrice Lidia Storoni Mazzolani.

 

Marguerite Yourcenar, pseudonimo di Margherite de Crayencour, nasce a Bruxelles l’8 giugno 1903 e muore a Mount Desert il 17 dicembre 1987, dopo una vita avventurosa ed errabonda. Le sue opere principali sono Alexis o il trattato della lotta vana (1928), Il colpo di grazia (1939), L’opera al nero (1968) e, soprattutto, Memorie di Adriano (1951). 

 

 

 

 
©2006 ArteInsieme, « 08409632 »