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  Recensioni  »  Il silenzio della collina, di Alessandro Perissinotto, edito da Mondadori; 21/06/2019
 
Il silenzio della collina

di Alessandro Perissinotto

Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.

Narrativa romanzo

Pagg. 245

ISBN 9788804708049

Prezzo Euro 19,00


La ragazza


Di Perissinotto avevo già letto il suo primo romanzo (L’anno che uccisero Rosetta) e che ho trovato alquanto modesto, un guazzabuglio di generi mal combinati, e comunque mi ero ripromesso di leggere almeno un’altra sua opera, posteriore ovviamente alla prima e quindi auspicabilmente migliore per l’esperienza maturata. La mia scelta è caduta su Il silenzio della collina, più che altro perché è di molto successiva alla prima ed è anche la più recente.

Questa volta Perissinotto costruisce un romanzo intorno a una storia realmente accaduta, la scomparsa di una bambina di tredici anni rapita per turpi scopi e rinvenuta poi morta. E’ evidente che c’è un forte richiamo al reato della pedofilia che al tempo d’oggi sembra più diffuso che in passato e la ricerca della verità e del colpevole viene intrapresa da un famoso attore televisivo, Domenico Boschis, incuriosito delle uniche parole (La ragazza) biascicate dal padre morente in un hospice. L’indagine potrebbe sembrare il piatto forte del romanzo, ma non è così, perché preminente diventa il contorno con l’atmosfera particolare delle Langhe, dove si svolge la trama, con gente legata atavicamente alla terra, ma chiusa, mai disposta ad aprirsi, anche perché potrebbero svelare fatti compromettenti e gelosamente nascosti nelle pieghe del proprio intimo. Ci sono personaggi che, in altro luogo e in altra veste, abbiamo trovato in alcune delle opere di Simenon, ma là lo scavo della loro personalità è stato effettuato dalla mano di un maestro, che ha rivoltato il loro animo come un calzino; Perissinotto non ha le pretese di essere un altro Simenon, però è evidente che prova anche lui a raccontare una storia in cui ciò che più conta sono l’ambiente e l’atmosfera. Prova appunto, anche se non è facile, e infatti riesce solo ad abbozzare, così che i protagonisti attirano al momento il lettore, ma poi finita la storia scompaiono, non resta dentro nulla di loro, diventano ombre o degli sconosciuti che abbiamo incontrato una volta del tutto casualmente. Peraltro anche la trama, che pure riesce avvincente fino a un certo punto del libro, porta a una conclusione a mio parere affrettata e non del tutto logica, insomma ho ricavato l’impressione che l’autore abbia voluto concludere perché stanco della scrittura, e infatti il finale non è proprio uno di quelli indimenticabili. Peccato, perché l’idea dei festini di questi signorotti, che alternano il gioco con la bramosia sessuale per una bambina, accompagnata dalla relazione fra un padre morente, che si era sempre comportato da padre-padrone, e un figlio, che non può per questo amarlo, erano ottime idee, ma non sono state sfruttate al meglio.

Comunque Il silenzio della collina è sicuramente leggibile e in ogni caso è più riuscito di L’anno in cui morì Rosetta.



Alessandro Perissinotto nasce a Torino nel 1964. Pratica vari mestieri e, intanto, si laurea in Lettere nel 1992 con un tesi in semiotica. Inizia quindi un’intensa attività di ricerca, occupandosi di semiologia della fiaba, di multimedialità e di didattica della letteratura. È docente nell'Università di Torino.
Collabora inoltre con il quotidiano "La Stampa", per il quale scrive articoli e racconti che appaiono sul supplemento "TorinoSette", e con "Il Mattino" di Napoli. Approda alla narrativa nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), al quale fanno seguito La canzone di Colombano e Treno 8017 (Sellerio, 2000 e 2003). Nel 2004 pubblica per Rizzoli il noir epistolare Al mio giudice (Premio Grinzane Cavour 2005 per la Narrativa Italiana), seguito nel 2006 da Una piccola storia ignobile (Rizzoli), un’indagine della psicologa Anna Pavesi, che torna anche in L’ultima notte bianca L’orchestra del Titanic. Nel 2008 la riflessione sul poliziesco si sviluppa anche in forma saggistica con La società dell’indagine (Bompiani), mentre la sua produzione narrativa evolve verso il romanzo politico con Per vendetta (2009). Le sue opere sono state tradotte in numerosi paesi europei e in Giappone. Con Piemme ha pubblicato Semina il vento (2012), Le colpe dei padri (2013, secondo classificato al Premio Strega), Coordinate d'Oriente (2014) e Quello che l'acqua nasconde (2017). Con Mondadori ha pubblicato Il silenzio della collina (2019).


Renzo Montagnoli

 
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