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  Recensioni  »  Maigret, di Georges Simenon, edito da Adelphi 02/07/2019
 
Maigret

di Georges Simenon

Edizioni Adelphi

Narrativa romanzo giallo

Collana Gli Adelphi. Le inchieste di Maigret

Pagg. 134

ISBN  9788845913983

Prezzo Euro 10,00


Maigret in pensione


<<“Con questa ho chiuso” annuncia Simenon al suo editore esterefatto consegnandogli la diciannovesima inchiesta del commissario che, scritta a Porquerolles nel corso dell’estate 1933, ha intitolato semplicemente Maigret.>> Ma non è che l’autore belga si sia stancato del personaggio che fino a ora gli ha dato notorietà e ricchezza, tutt’altro, perché gli frullano per la testa tantissime idee che vedono all’opera il massiccio investigatore francese; e allora che senso può avere parlare di un Maigret in pensione per raggiunti limiti di età? Il motivo è più sottile e in parte anche edonistico, è che Simenon si sente in grado di scrivere romanzi ben più complessi, roba di un certo peso per la quale occorre anche un editore di un certo peso e in Francia allora, ma anche oggi, quale è se non Gallimard il sogno di tutti i narratori? Così accade, e quindi Maigret è un’opera che non rappresenta la fine di una fortunata serie, ma una sua brevissima sospensione, per lo scopo che ho detto, sospensione talmente breve che Simenon in tutta la sua vita scriverà la bellezza di 76 romanzi e 26 racconti dedicati alle inchieste del celebre commissario.

Fatta questa doverosa premessa, devo rilevare che un Maigret in pensione, ritiratosi in provincia, induce a un sentimento incerto fra la tenerezza e la compassione. Lontano dal suo mondo, dalle sue indagini, è uno che cerca di adattarsi alla nuova situazione, ma anche lì provvidenziale arriva una sua richiesta d’intervento, per fare luce sull’omicidio di un poco di buono di cui viene incolpato un giovane poliziotto, che è figlio della sorella di sua moglie e quindi suo nipote. Le indagini non possono procedere come quando era in servizio, ma l’acume, la capacità di analisi psicologica sono rimasti inalterati e con l’aiuto anche di alcuni suoi collaboratori, tuttora in servizio, riuscirà a venire a capo di un caso complicato e pericoloso, tanto che rischierà lui stesso di essere ucciso. Il nipote, scagionato, tornerà al paesello, come anche il nostro commissario, ormai dedito a catturare altre prede, fra i quali i lucci del vicino fiume.

Una lettura che è senz’altro gradevole.



Georges Simenon, nato a Liegi nel 1903, morto a Losanna nel 1989, ha lasciato centonovantatre romanzi pubblicati sotto il suo nome e un numero imprecisato di romanzi e racconti pubblicati sotto pseudonimi, oltre a volumi di «dettature» e memorie. Il commissario Maigret è protagonista di 75 romanzi e 28 racconti, tutti pubblicati fra il 1931 e il 1972. Celebre in tutto il mondo, innanzitutto per le storie di Maigret, Simenon è anche, paradossalmente, un caso di «scrittore per scrittori». Da Henry Miller a Jean Pauhlan, da Faulkner a Cocteau, molti e disparati sono infatti gli autori che hanno riconosciuto in lui un maestro. Tra questi, André Gide: «Considero Simenon un grande romanziere, forse il più grande e il più autentico che la letteratura francese abbia oggi»; Walter Benjamin: «… leggo ogni nuovo romanzo di Simenon»; Louis-Ferdinand Céline: «Ci sono scrittori che ammiro moltissimo: il Simenon dei Pitard, per esempio, bisognerebbe parlarne tutti i giorni».



Renzo Montagnoli




 
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