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  Recensioni  »  Di Ilde ce n' una sola, di Andrea Vitali, edito da Garzanti 14/07/2019
 
Di Ilde ce n’è una sola

di Andrea Vitali

Garzanti Editore

Narrativa romanzo

Pagg. 151

ISBN 9788811688518

Prezzo Euro 9,90


E meno male che ce n’è una sola!


Tanto vale dirlo subito, senza inutili preamboli: Andrea Vitali non è un artista, ma un artigiano della penna che confeziona romanzi atti a far trascorre qualche ora senza necessità di spremersi le meningi, insomma la sua è una narrativa di evasione, basata sugli equivoci, un po’ come certe commedie francesi del XIX secolo a cui attingono spesso e volentieri gli autori di opere dialettali. Si sorrise, si ride anche, ma alla fine, stringi stringi, ci si accorge che sono buone solo per trascorrere un po’ di tempo in spensieratezza. Vitali ha compreso bene cosa desidera un pubblico che non vuole impegnarsi più di tanto e ha fatto la sua fortuna; tuttavia, se mediamente la qualità dei suoi romanzi è discreta, talvolta sembra svagato, poco interessato alla scrittura ed è allora che nasce un libro men che mediocre, come questo Di Ilde ce n’è una sola, imperniato su un fatale scambio di carte di identità fra un uomo e una donna, equivoco su cui si sarebbe anche potuto costruire qualche cosa di esilarante, ma che deve essere rimasto solo nelle intenzioni dell’autore, che ha dato vita a tre personaggi stereotipati (il cassa integrato che non ha voglia di far niente, la segretaria tesa verso un’improbabile carriera, il geometra tutto occupato a far soldi e che ogni tanto si concede un’evasione); sono solo tre e purtroppo, un po’ perché hanno una personalità anonima, un po’ perché Vitali li fa giostrare secondo un copione scritto non so quante volte, non sono nemmeno simpatici. Così la lettura si trascina stancamente e si desidera che la fine arrivi alla svelta, tanto che, arrivati all’ultima pagina e chiuso il libro, sono stato tentato di buttarlo nel cestino.



Dopo aver frequentato «il severissimo liceo Manzoni» di Lecco, Andrea Vitali si laurea in medicina all'Università Statale di Milano ed esercita la professione di medico di base nel suo paese natale. 
Scrittore molto prolifico, ha esordito nel 1990 con il romanzo breve Il procuratore, ispiratogli dai racconti di suo padre; nel 1996 ha vinto il Premio letterario Piero Chiara con L'ombra di Marinetti, ma il grande successo lo ha ottenuto nel 2003 con Una finestra vistalago (Premio Grinzane 2004). 
Nel 2006 ha vinto il Premio Bancarella con il romanzo La figlia del Podestà; nel 2009 il Premio Boccaccio e il Premio Hemingway. 
Tra i numerosi romanzi, ricordiamo: nel 2011 La leggenda del morto contento Zia Antonia sapeva di menta. Nel 2012 Galeotto fu il collier Regalo di nozze. L'anno successivo escono Le tre minestre, lungo racconto autobiografico edito da Mondadori-Electa e Di Ilide ce n'è una sola. Nel 2014 Quattro sberle benedettePremiata ditta Sorelle Ficcadenti Biglietto, signorina!; nel 2015 La ruga del cretino, scritto con Massimo Picozzi, Le belle Cece, La verità della suora storta, Quattro schiaffi benedetti, Un amore di zitella (tutti editi da Garzanti). Nel 2016 Nel mio paese è successo un fatto strano (Salani), Le mele di Kafka (Garzanti), Viva più che mai (Garzanti). Nel 2019 esce Certe fortune. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò (Garzanti) e Documenti, prego (Einaudi).
Da ricordare che con il romanzo Almeno il cappello (edito nel 2009 da Garzanti) Andrea vitali ha vinto il Premio Casanova, il Premio Isola di Arturo Elsa Morante, il Campiello sezione giuria dei letterati ed è stato finalista al Premio Strega.
I suoi libri, pubblicati in Italia da Garzanti, sono stati tradotti in molti paesi, tra cui la Turchia, la Serbia e il Giappone. 


Renzo Montagnoli

 
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