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  Recensioni  »  Maigret e i vecchi signori, di Georges Simenon, edito da Adelphi 21/08/2019
 
Maigret e i vecchi signori

di Georges Simenon

Edizioni Adelphi

Narrativa romanzo giallo

Collana Gli Adelphi. Le inchieste di Maigret

Pagg. 143

ISBN 9788845922947

Prezzo Euro 10,00


Un mondo a sé stante


E’ addirittura il Ministero degli Affari Esteri che incarica Maigret di far luce sulla morte del conte Armand de Saint Hilaire, ex ambasciatore in pensione, trovato ucciso da quattro colpi di revolver nello studio della sua abitazione, sita in un quartiere esclusivo di Parigi. Al commissario, accorso prontamente sul luogo del delitto, torna in mente la sua infanzia, allorché a Saint Fiacre, figlio dell’intendente del castello, vedeva la contessa come un personaggio mitico, un essere che viveva in un mondo a sé stante e per lui irraggiungibile. Anche in questa indagine tutto sembra alieno dall’esistenza dei comuni mortali, un qualche cosa che desta invidia, ma anche ribellione. Che si tratti di un mondo a parte è dato dal comportamento dei personaggi interessati, che sembrano superiori a qualsiasi umana emozione. Così, per esempio, il morto nutriva, ricambiato, un amore platonico fin dalla gioventù per una gentildonna sposata a un principe a conoscenza della sia pur spirituale relazione, su cui peraltro nessuno ha da ridire. Anche l’anziana governante, sempre presente nella vita del morto, con cui pure in età più giovane ha avuto dei rapporti sessuali - che in questo strano mondo appaiono come una pura necessità fisiologica, senza imbarazzi e senza che nemmeno sia necessario che scocchi la scintilla dell’amore - ha un contegno di distacco che innervosisce Maigret. Tutto sembra così perfetto, così semplice nella complessità dei rapporti da far pensare che possa essere falso, oppure si può ingenerare il dubbio che si tratti di un’abile messinscena. Ma al più celebre commissario di Francia è pressochè impossibile una presa per il naso e anche questa volta si arriva alla verità, che sarà un’autentica, anche se logica, sorpresa.

Maigret e i vecchi signori è un altro esercizio di stile di Simenon riuscito perfettamente e che stupisce, perché scrivere di un mondo che pare da favola e lontano da quello in cui la maggior parte della gente vive non è da tutti, anzi è da pochi, soprattutto se si vuole che la suspense resti inalterata fino alla soluzione del caso.




Georges Simenon, nato a Liegi nel 1903, morto a Losanna nel 1989, ha lasciato centonovantatre romanzi pubblicati sotto il suo nome e un numero imprecisato di romanzi e racconti pubblicati sotto pseudonimi, oltre a volumi di «dettature» e memorie. Il commissario Maigret è protagonista di 75 romanzi e 28 racconti, tutti pubblicati fra il 1931 e il 1972. Celebre in tutto il mondo, innanzitutto per le storie di Maigret, Simenon è anche, paradossalmente, un caso di «scrittore per scrittori». Da Henry Miller a Jean Pauhlan, da Faulkner a Cocteau, molti e disparati sono infatti gli autori che hanno riconosciuto in lui un maestro. Tra questi, André Gide: «Considero Simenon un grande romanziere, forse il più grande e il più autentico che la letteratura francese abbia oggi»; Walter Benjamin: «… leggo ogni nuovo romanzo di Simenon»; Louis-Ferdinand Céline: «Ci sono scrittori che ammiro moltissimo: il Simenon dei Pitard, per esempio, bisognerebbe parlarne tutti i giorni».



Renzo Montagnoli




 
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