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  Recensioni  »  Maigret e il libanese, di Georges Simenon, edito da Mondadori 10/09/2019
 
Maigret e il libanese

di Georges Simenon

Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.

Narrativa romanzo giallo

Pagg. 155

ISBN 9788804375814

Prezzo Euro 9,99


Conclusione poco convincente


Parte bene, con Maigret che in piena notte viene svegliato da una telefonata del suo amico dottor Pardon e che prega il commissario di correre da lui, nonostante ci sia una vera e propria tempesta di neve. Arrivato al suo ambulatorio, si sente raccontare una strana storia, di una giovane donna e di un suo accompagnatore che hanno richiesto il suo aiuto in quanto lei è stata ferita da un colpo d’arma da fuoco sparato da un auto in corsa. Il buon medico presta le cure del caso e, mentre si lava le mani, si accorge che i due si sono eclissati. Comincia così Maigret e il libanese, un romanzo in cui non mancano i personaggi che sembrano mentire con un’innocenza da bambini, che sono tutti ugualmente sospettabili al punto che i loro alibi si sostengono l’un con l’altro. In questo frangente, ormai perso un po’ il filo del racconto, quando è il momento di individuare il colpevole ne viene scelto uno a caso, sulla base di illazioni ben poco plausibili, ma che consentono di chiudere un romanzo in cui sembra che Simenon, nel fervore della scrittura, si sia un po’ perso per strada. E’ un peccato, perché è come se avesse costruito una struttura importante e poi l’avesse fatta rovinare togliendole un puntello.

Quindi, non è il miglior Simenon quello che ha scritto questo romanzo che, a parte la delusione finale, si lascia tuttavia leggere.




Georges Simenon, nato a Liegi nel 1903, morto a Losanna nel 1989, ha lasciato centonovantatre romanzi pubblicati sotto il suo nome e un numero imprecisato di romanzi e racconti pubblicati sotto pseudonimi, oltre a volumi di «dettature» e memorie. Il commissario Maigret è protagonista di 75 romanzi e 28 racconti, tutti pubblicati fra il 1931 e il 1972. Celebre in tutto il mondo, innanzitutto per le storie di Maigret, Simenon è anche, paradossalmente, un caso di «scrittore per scrittori». Da Henry Miller a Jean Pauhlan, da Faulkner a Cocteau, molti e disparati sono infatti gli autori che hanno riconosciuto in lui un maestro. Tra questi, André Gide: «Considero Simenon un grande romanziere, forse il più grande e il più autentico che la letteratura francese abbia oggi»; Walter Benjamin: «… leggo ogni nuovo romanzo di Simenon»; Louis-Ferdinand Céline: «Ci sono scrittori che ammiro moltissimo: il Simenon dei Pitard, per esempio, bisognerebbe parlarne tutti i giorni».



Renzo Montagnoli




 
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