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  Recensioni  »  L'estate alla fine del secolo, di Fabio Geda, edito da Dalai 19/11/2019
 
L’estate alla fine del secolo

di Fabio Geda

Dalai Editore

Narrativa romanzo

Pagg. 285

ISBN 9788866202127

Prezzo Euro 17,50


Un’estate insieme


A forza di sentir parlar bene di Fabio Geda mi sono convinto di leggere qualcosa di suo e la mia scelta è caduta, anziché sul più famoso Nel mare ci sono i coccodrilli, su L’estate alla fine del secolo, solo perché mi ha incuriosito un brano, tratto dal romanzo, riportato nell’ultima di copertina. Benchè fossero poche righe, sono state sufficienti per infondermi una sensazione di serenità e, si badi bene, non sapevo ancora chi fossero i due soggetti di cui si parla nelle stesse.

Agli inizi il libro ci presenta Zeno, un ragazzino che vive in Sicilia e il cui padre, colpito da una grave forma leucemica, deve farsi curare in un ospedale di Genova. E’ una famiglia raccolta, tanto che la madre decide di andare pure lei a Genova, portandosi dietro il ragazzino. Ma a chi affidarlo, perché stante la giovane età ci deve sempre essere l’occhio attento di un adulto? Non trova di meglio che consegnarlo a suo padre, che vive in un paesino di montagna, sempre in Liguria, e con cui i rapporti sono freddi da anni, tanto che Zeno non sa nemmeno di avere un nonno materno. L’incontro fra l’anziano, ebreo che ha dovuto penare durante la guerra per il solo fatto di appartenere a una razza perseguitata, e il giovane Zeno sarà foriero di grandi sviluppi, tanto che il primo riuscirà a rivedere la vita con quella gioia che l’assurdo odio nazifascista gli aveva impedito, e il secondo, conoscendo le sue radici, grazie ai racconti del nonno, potrà affacciarsi nel mondo degli adulti consapevole e senza paure. Grosso modo è questa la trama del libro, suddiviso in capitoli in cui si alternano il racconto della vita trascorsa del vecchio e l’esperienza che va maturando il ragazzino: l’amicizia, il primo amore, la paura di perdere il padre, la vita misteriosa del nonno che, svelandosi, gli fa apparire da un’ottica diversa quell’uomo che, di primo acchito, gli era sembrato scostante nel suo quasi totale silenzio.

Il romanzo è interessante, non c’è dubbio, e l’idea è azzeccata, anche se il suo sviluppo non è scevro da difetti, perché il raccordo fra presente e passato a volte non è ben calibrato e si corre il rischio di confondersi, evidenziando così una struttura non studiata a priori con la dovuta attenzione; ci sono inoltre lungaggini che non trovano giustificazione, come la passione del nipote per disegnare i fumetti, di cui si fa ben di più di un cenno; il ritmo, costante e tutto sommato idoneo al filo narrativo, a un certo punto rallenta non poco e le ultime pagine possono provocare anche qualche sbadiglio, soprattutto perché, in base a quel che è stato prima scritto, la conclusione della vicenda diventa del tutto prevedibile. Quel che però mi è piaciuto di meno è stata la mancanza di un’analisi psicologica approfondita del nonno e della figlia, personaggi chiave nel loro rapporto. Se è vero poi che ci sono delle ingenuità, delle omissioni, è altrettanto certo che in alcune pagine l’autore riesce a ricreare un’atmosfera quasi magica, con pennellate poetiche che impreziosiscono la narrazione.

Per concludere, il romanzo è di piacevole lettura, anche se il mio giudizio nell’insieme è solo discreto; per esprimere un’opinione invece sul narratore dovrò leggere altre sue opere, il che mi riprometto di fare abbastanza a breve.



Fabio Geda (1972, Torino), si è occupato per anni di disagio giovanile, esperienza che ha spesso riversato nei suoi libri. Ha scritto su «Linus» e su «La Stampa» circa i temi del crescere e dell'educare. Collabora stabilmente con la Scuola Holden, il Circolo dei Lettori di Torino e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Esordisce nel 2007 con Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani; segue L'esatta sequenza dei gesti (2008) e Nel mare ci sono i coccodrilli (2010) che ha avuto uno straordinario successo sia in Italia che all'estero. Nel 2011 esce L'estate alla fine del secolo, mentre del 2014 è Se la vita che salvi è la tua (Einaudi). Nel 2015 esce il primo volume della serie per ragazzi Berlin (Mondadori) scritta insieme con Marco Magnone, del 2017 Anime scalze (Einaudi). Nel 2019 pubblica per Einaudi Una domenica.


Renzo Montagnoli

 
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