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  Recensioni  »  Le vacanze di Maigret, di Georges Simenon, edito da Adelphi 19/11/2019
 
Le vacanze di Maigret

di Georges Simenon

Edizioni Adelphi

Narrativa

Collana Gli Adelphi. Le inchieste di Maigret

Pagg. 174

ISBN 9788845914720

Prezzo Euro 10,00


Una corsa contro il tempo


Maigret e consorte sono in vacanza al mare alle Sables d’Olonne, ma un improvviso attacco di appendicite costringe la signora a essere ricoverata in ospedale, dove viene operata e dove trascorre i previsti giorni di convalescenza. Già di per sé poco propenso a oziare il commissario imposta la giornata in modo monotono, con la visita alla moglie ogni pomeriggio, alla stessa ora, diventata ormai un’abitudine, ma di ritorno dalla clinica si ritrova in tasca un biglietto anonimo che lo invita a far visita alla paziente della camera n. 15, una giovane donna caduta da un’auto in corsa per l’improvvisa apertuta della porta a cui era appoggiata. La paziente, con grave trauma cranico e in coma, muore e da lì Maigret inizia un’indagine, non ufficiale trovandosi fuori zona, e che costituisce il fil rouge di uno dei più bei gialli scritti da Simenon. Ed è tanto più bello perché i sospetti si addensano fin dall’inizio su un uomo dall’apparenza imperturbabile, un signore in tutti i sensi, il dottor Bellamy, illustre medico e personaggio di spicco non solo a livello locale. Inizia così una sorta di tenzone fra questi e Maigret, un commissario che questa volta è scorbutico più del solito e meno disposto a essere indulgente, perché quando c’è di mezzo l’omicidio di una ragazzina, poco più di una bambina, non si può essere clementi, ma si deve andare fino in fondo senza tanti riguardi. Come avrete capito, non c’è un solo omicidio, anzi ce ne sono diversi e ce ne sarebbero ancora di più se Maigret, mosso dal suo straordinario intuito, non accelerasse le indagini, in una corsa contro il tempo, per fermare il colpevole.

Le vacanze di Maigret è indubbiamente un romanzo ben costruito, in cui i pochi personaggi, dipinti con la consueta abilità, si incontrano a perfezione, come le rotelle di un ingranaggio.

Da leggere senz’altro.


Georges Simenon, nato a Liegi nel 1903, morto a Losanna nel 1989, ha lasciato centonovantatre romanzi pubblicati sotto il suo nome e un numero imprecisato di romanzi e racconti pubblicati sotto pseudonimi, oltre a volumi di «dettature» e memorie. Il commissario Maigret è protagonista di 75 romanzi e 28 racconti, tutti pubblicati fra il 1931 e il 1972. Celebre in tutto il mondo, innanzitutto per le storie di Maigret, Simenon è anche, paradossalmente, un caso di «scrittore per scrittori». Da Henry Miller a Jean Pauhlan, da Faulkner a Cocteau, molti e disparati sono infatti gli autori che hanno riconosciuto in lui un maestro. Tra questi, André Gide: «Considero Simenon un grande romanziere, forse il più grande e il più autentico che la letteratura francese abbia oggi»; Walter Benjamin: «… leggo ogni nuovo romanzo di Simenon»; Louis-Ferdinand Céline: «Ci sono scrittori che ammiro moltissimo: il Simenon dei Pitard, per esempio, bisognerebbe parlarne tutti i giorni».



Renzo Montagnoli




 
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