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  Recensioni  »  La camera dello scirocco, di Ben Pastor, edito da Mondadori 15/03/2020
 
La camera dello scirocco

di Ben Pastor

Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.

Narrativa romanzo

Pagg. 320

ISBN 9788804662433

Prezzo Euro 12,00



L’ultimo, per fortuna, di questa breve serie



Ben Pastor, visti i buoni risultati di I misteri di Praga, si deve essere detta per quale motivo non avrebbe dovuto riprovarci e allora ha scritto questo romanzo, che in pratica è un seguito del precedente, con gli stessi protagonisti, vale a dire il medico ebreo Solomon Meisl e il primo tenente dei lancieri, ora diventati ulani, Karel von Heida; la struttura è analoga con cinque capitoli, che corrispondono ad altrettanti racconti legati da una consecutio temporis, e con una ambientazione che cambia perché a guerra scoppiata i militari vanno al fronte e in questo caso i due personaggi principali, entrambi soldati (Meisl si è arruolato ed è maggiore della sanità) si recano in Galizia, dove le cose per l’imperial regio esercito non sono messe tanto bene. Se I misteri di Praga era una novità con più di un pregio e l’unico difetto consistente nella soluzione non logica dei casi, La camera dello scirocco risulta decisamente inferiore per qualità. Fermo restando che le soluzioni dei cinque casi, di cui ai rispettivi capitoli La morte e la fanciulla, La morte e San Giorgio, La morte all’Arcivescovado, La morte in Galizia e La camera dello scirocco, sono per così dire campate in aria, quello che appare carente, e che invece prima era di rilievo, è l’ambientazione e finché i fatti delittuosi avvengono a Praga bene, ma quando ci sposta all’estrema regione orientale dell’impero, teatro di battaglie, c’è una evidente approssimazione, e poi, spiace dirlo, l’atmosfera di mistero è forzata, artefatta, insomma l’opera, a mio parere, è poco avvincente, anche perché irrealistica negli accadimenti, con la guerra che dovrebbe contribuire al pathos e invece ha toni smorzati, è un palcoscenico lontano, benché i protagonisti vi siano dentro fino al collo. E’ un peccato, e mi spiace, però deve essersi accorta anche Ben Pastor che in questa serie la penna si era spuntata, tanto è vero che successivamente a questo, uscito in Italia nel 2007 per i tipi della Hobby & Work e poi ripubblicato da Mondadori nel 2016, non ha provveduto a scrivere un seguito, forse perché i romanzi con protagonista von Bora incontravano e incontrano un gradimento indubbiamente superiore.

Non ho altro da aggiungere, se non che nulla osta a leggere questo romanzo, che nonostante colpi di scena a effetto finisce con il non interessare più di tanto, perché manca di quegli aspetti positivi di cui ho accennato.



Ben Pastor, scrittrice italoamericana, all'anagrafe Maria Verbena Volpi, nata a Roma ma trasferitasi ben presto negli Stati Uniti, ha insegnato Scienze sociali presso le università dell'Ohio, dell'Illinois e del Vermont. Oltre a Lumen, Luna bugiarda, Kaputt Mundi, La canzone del cavaliere, Il morto in piazza, La Venere di Salò,  Il cielo di stagno, - ovvero il ciclo del soldato-detective Martin Bora (pubblicati da Hobby&Work a partire dal 2001 e poi da Sellerio) - è autrice di I misteri di Praga (2002), La camera dello scirocco, omaggi in giallo alla cultura mitteleuropea di Kafka e Roth (Hobby &Work), nonché de Il ladro d'acqua (Frassinelli 2007), La voce del fuoco (Frassinelli 2008), Le vergini di pietra La traccia del vento (Hobby & Work 2012), una serie di quattro thriller ambientata nel IV secolo dopo Cristo. 
Nel 2006 ha vinto il Premio Internazionale Saturno d'oro come migliore scrittrice di romanzi storici. Le sue opere sono pubblicate negli Stati Uniti e in numerosi Paesi europei.
Un suo racconto è incluso nell'antologia Un Natale in giallo (Sellerio 2011).
Nel 2014 esconoe La strada per Itaca, nel 2016 I piccoli fuochi e nel 2018 La notte delle stelle cadenti. 


Renzo Montagnoli



 
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