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  Recensioni  »  Frecce e pugnali, di Nicola Vacca, edito da Il Foglio Letterario 02/07/2008
 

Frecce e pugnali

di Nicola Vacca

Introduzione di Giordano Bruno Guerri

In copertina “Spaziale” di Lucio Fontana

Edizioni Il Foglio

www.ilfoglioletterario.it

ilfoglio@infol.it

Collana Autori Contemporanei Poesia

Diretta da Fabrizio Manini

Poesia Aforismi

Pagg. 90

ISBN: 978 - 88 - 7606 - 185 – 1

Prezzo: € 10,00

 

 

 

L’aforisma (o aforismo) è una frase breve che, tuttavia, riesce a concentrare un sapere di carattere filosofico o morale.

Per quanto creati anche in passato, la loro diffusione si è incrementata in modo notevole a partire dalla seconda metà del XX secolo, con numerose pubblicazioni di raccolte di aforismi di autori diversi, insomma delle vere e proprie antologie.

Più raro è il caso di libri costituiti da queste massime a opera di un solo autore e fra questi rientra Frecce e pugnali di Nicola Vacca, già conosciuto come poeta e come critico letterario.

Come precisa giustamente l’autore, nel corso dell’intervista che gli ho fatto in concomitanza con l’uscita di quest’opera, l’aforisma è un modo efficace per essere ironici e divertenti, ma è anche, nel caso specifico, un mezzo per scuotere e far pensare una società che sembra vivere in una sorta di limbo, avulsa da una concreta realtà, prigioniera di un’illusione propinatale e che ha recepito volentieri: vivere senza esistere.

E così Vacca ci trascina in un vortice di punzecchiature mentali sulle quali pare impossibile non sentire la necessità di riflettere, mettendo in discussione le nostre convinzioni, frutto di anni di martellanti lobotomie tese al nostro annullamento, volte a toglierci quella innata capacità di raziocinio.

 

Perché vi ostinate a pregare un Dio che non porge mai l’altra guancia quando deve  diffondere nel mondo il bene? Che è poi il motivo fondamentale  per cui l’essere umano gli è ciecamente devoto.

 

 

Oppure

 

In ognuno di noi c’è un ribelle. Abbiamo talmente paura di credere nelle nostre potenzialità, che amiamo  contaminarci  con il mito dell’uguaglianza.

 

Oppure ancora una stilettata come questa:

 

L’imbecillità  incontra sempre il favore degli dei. Dio incontra il favore degli imbecilli.

 

Non c’è che dire, perché ci troviamo di fronte a delle vere e proprie perle di saggezza e quel che è più interessante è che scavano dentro, incidono fino in fondo, pongono immediatamente dei quesiti che fanno vacillare teoremi che crediamo innati, ma che ci sono stati subdolamente imposti.

 

L’ avvento di un dio è un luogo comune che impedisce di pensare.

 

Ce n’è poi una che mi trova concorde al 100% perché è da tanto tempo che vado ripetendo certe cose, tanto da metterle anche in poesia, ed è questa:

 

Il ventesimo secolo è morto sotto i colpi dell’Utopia. Il ventunesimo lo sta assassinando una decadenza che non ha eguali nella Storia.

 

 

Bruciante, nella sua verità, è poi la seguente:

 

 Nella  società della comunicazione  l’unico dialogo fecondo è quello con la nostra solitudine.

 

Diviso in una sorta di capitoli, o meglio ancora di oggetti (Alfabeto della crudeltà, La perfezione del male, Allegria del terrore, Dio e lo scettico) questo libro è tutto da meditare e se anche solo dovesse farvi sorridere sarebbe la prova che ha comunque raggiunto il suo scopo.

 

 

Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in giurisprudenza vive  a Roma . È  scrittore, opinionista , critico letterario, collabora alle pagine culturali di quotidiani e riviste. Dirige le pagine culturali del mensile www.confronto.it. Svolge, inoltre, un’intensa attività di operatore culturale, organizzando presentazioni ed eventi legati al mondo della poesia contemporanea.  Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: Nel bene e nel male(1994), Frutto della passione (Manni, 2000), La grazia di un pensiero(Prefazione di Paolo Ruffilli, Pellicani, 2002), Serena musica segreta(Manni, 2003),  Civiltà delle anime(Book editore, 2004), Incursioni nell’apparenza (Prefazione di Sergio Zavoli, Manni, 2006), Ti ho dato tutte le stagioni(prefazione di Antonio Debenedetti, Manni, 2007)

 

 

 

 

 

 
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