Il futuro
bruciato
come ci stanno incenerendo la salute insieme
al pianeta
di Stefano Montanari
Illustrazioni di Vilfred Moneta
Edizioni Creativa
www.edizionicreativa.it
Collana dissensi
Saggistica
Pagg.178
ISBN: 97888884153
Prezzo: € 12,00
Il filosofo greco
Anassagora scriveva all’incirca 2.500 anni fa “Nulla si crea, tutto si trasforma, nulla si distrugge.” Ci vollero però ben 2.200 anni perché questa
teoria potesse essere dimostrata dal grande chimico francese Antoine Laurent de Lavoisier.
In quelle poche parole,
in quel nulla si crea, tutto si trasforma, nulla si distrugge c’è una verità
assoluta che solo un essere stolto come l’uomo, per vanità e potere, non
riconosce.
Ora Stefano Montanari,
con questo saggio Il tuturo
bruciato, ha svolto un lavoro di grandissima utilità, rivolto soprattutto
ai giovani e alle future generazioni affinché comprendano gli errori compiuti
dagli esseri umani negli ultimi 200 anni della nostra storia, cioè da quando,
nella seconda metà del XVIII secolo è iniziata la rivoluzione industriale e con
essa un consumismo diventato sempre più sfrenato che ha depauperato le risorse
del pianeta e creato una quantità di immondizia tale da superare
abbondantemente tutta quella accumulata dagli albori dell’homo sapiens fino
appunto alla metà del ‘700.
Ma Il futuro bruciato è utile anche per noi, per comprendere quanto
siamo stati turlupinati – e continuiamo a esserlo – da individui solo
apparentemente disinteressati, disposti a tutto per raggiungere i profitti,
anche negando ogni evidenza.
Il percorso tracciato da
Montanari parte dalla scoperta del fuoco, dalla sua lenta applicazione per
migliaia di anni, e poi all’improvviso aumento della richiesta di energia con
l’avvento dell’industrialismo. Fonti energetiche prescelte, sprechi, spazzatura
hanno condizionato un pianeta al punto che ora lo stesso appare agonizzante e
poiché nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, l’uomo è riuscito
in un compito quasi impossibile, cioè rendere invivibile la propria esistenza.
L’analisi dell’autore è impietosa, non si limita a una semplice denuncia, ma
indica anche soluzioni fattibilissime e non campate in
aria, e che proprio per questo non verranno adottate dai governi perché minano
l’interesse dei soliti pochi.
Il ricorso alle
inesauribili energie alternative, quali il solare e l’eolico, porterebbe un
duplice vantaggio: non depauperare ulteriormente il pianeta e non produrre
scorie, sia sotto forma di ceneri che di gas, nell’ottenere energia.
I famosi inceneritori,
pomposamente chiamati termovalorizzatori, producono un’energia ben inferiore a
quella che è stata necessaria per ottenere il combustibile (l’immondizia),
oltre a liberare nell’atmosfera gas tossici, particelle infinitamente piccole, ben
inferiori ai PM10, di notevole pericolosità per la salute umana.
Al riguardo è giusto che
si sappia che nelle vicinanze degli inceneritori, così come nel circondario di
una centrale nucleare, il numero degli abitanti con neoplasie è di gran lunga
superiore alla media nazionale. Le autorità lo negheranno, forniranno dati
addomesticati, ma purtroppo è così.
Se vogliamo poi limitare
la massa delle spazzature dobbiamo rivedere il nostro modello di vita,
comprando solo ciò che è effettivamente necessario, perché con il superfluo
facciamo l’interesse di pochi, danneggiando tutti. Quindi è solo un apparente
arretramento del nostro status economico, dove al concetto di quantità
sovrabbondante si sostituisce quello di qualità della vita. Basta poco per
cominciare, come, per esempio, abolire gli usa e getta, ritornando a quei vuoti
a rendere per il latte, per il vino, per la birra che erano la norma nemmeno
una cinquantina di anni fa.
Il futuro bruciato, quindi, è più di un
libro da leggere, è quasi la
Bibbia dell’uomo consapevole e che desidera ritornare a una
vita migliore. Sarebbe da diffondere in ogni scuola, dovrebbe essere studiato,
ma intacca troppo lo status quo di
chi ci comanda e allora non posso far altro che raccomandarvene la lettura,
gratificata anche dalle riuscitissime vignette di Vilfred
Moneta.
Stefano
Montanari
Dal 1972 è impegnato
nella ricerca medica e nel 1997 è stato protagonista insieme con la moglie
Antonietta Gatti di una scoperta destinata a cambiare la Medicina: le polveri
sottili e ultrasottili prodotte da tante attività umane sono in parte catturate
e trattenute dall’organismo dove causano una serie di malattie
chiamate nano patologie. Montanari non è solo uomo di scienza ma anche
un appassionato divulgatore rivolto soprattutto ai giovani che erediteranno il
mondo.
Vilfred Moneta
Più vignettista che
illustratore, ha collaborato satiricamente per il blog Beppe Grillo, e per lui
ha inoltre realizzato lo storico simbolo del primo V-DAY. Diverse
collaborazioni con periodici e quotidiani nazionali, alcune mostre satiriche
alle spalle, da anni è professionalmente legato al mondo del teatro ragazzi, e,
con rinnovato entusiasmo alla compagnia Il Piede Volante Teatro di cui è
co-fondatore. L’istruzione sportiva e i viaggi non lo hanno ancora abbandonato.
Renzo
Montagnoli