Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
 

  Recensioni  »  Intervista a Claudio Magris, di Sergio Sozi, edito da Historica 14/06/2010
 

Intervista a Claudio Magris

di Sergio Sozi

Historica Edizioni

www.historicaweb.com

Saggistica letteraria

Pagg. 43

ISBN 9788896656112

Prezzo € 5,00

 

 

E’ indubbio che i libri di Sergio Sozi, fatta eccezione per il romanzo Il menù, presentino caratteristiche del tutto particolari, ricomprendendo forme espositive diverse. E’ accaduto con Ginnastica d’epoca fredda, con un bel racconto intitolato appunto così, accompagnato da un breve, ma esaustivo saggio sulla Storia della Letteratura degli italiani d'Istria, Quarnaro e Dalmazia.

In Intervista a Claudio Magris, un vero e proprio dialogo culturale avvenuto nel 2006, è ricompresa l’analisi di una lettera, pubblicata nell’estate del 2009 sul Corriere della sera, e indirizzata dallo stesso Magris al Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, epistola che fra l’ironico e il satirico è una decisa presa di posizione sull’unità linguistica e sull’identità nazionale, .

Ora, le interviste possono magari incuriosire, ma è meno frequente il caso che possano veramente interessare e quella presente in questo libro è una di quelle, rare, che veramente costituiscono un’occasione da non dimenticare. I motivi della pregevolezza di questo scambio di domande e di risposte risiedono da un lato nella capacità di Sozi di formulare quesiti che, pur nell’ambito della cultura, sono di portata ampia e tale da essere considerati imprescindibili nell’attuale contesto sociale, e dall’altro nell’elevato livello intellettuale di Claudio Magris, disponibile a un dialogo schietto, sincero, non dogmatico e, soprattutto, non politicizzato.

E’ fuor di dubbio che l’autore triestino rappresenti ormai da tempo un faro per la cultura non solo italiana, ma mondiale; in lui convivono, interagendo, un profondo senso etico che tende a restituire alla conoscenza il valore di accrescimento spirituale dell’uomo, e la capacità di analizzare i fenomeni mettendo a frutto la corposa cultura assimilata con spirito critico nel corso della sua esistenza.

Magris è certamente un nome conosciuto, ma ritengo opportuno brevemente sintetizzare chi sia veramente. Triestino, laureato in Lingua e Letteratura tedesca, che insegna nell’università di Trieste, saggista di primo piano (suoi sono i Tre studi su Hoffmann, Lontano da dove, Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale, ancora Tre saggi su Hoffmann, Utopia e disincanto), è anche narratore (Un altro mare, Le voci, Microcosmi, con cui ha vinto il Premio Strega). Figura di assoluto rilievo in campo letterario, è sovente nella rosa dei papabili per il Premio Nobel.

Per quanto concerne Sergio Sozi mi permetto di rimandarvi alla breve biobibliografia esposta in calce.

Ritorno all’intervista, un vero e proprio dialogo, fra un uomo di frontiera come Magris e un italiano proiettato nella complessa realtà di quella frontiera come Sozi; la stessa inizia prendendo spunto da Microcosmi, il romanzo dell’autore triestino che ha avuto come riconoscimento il Premio Strega, e in particolare dalle pagine riguardanti il Monte Nevoso (Sneznik). Non ho letto questo libro, ma sono dell’opinione che quel rapporto-conflitto tra uomo e natura non possa che suscitare il mio più pressante interesse. Credo che Magris abbia saputo cogliere quel problema esistenziale che, nel mentre ci porta a fuggire da una vita convulsa e irrazionale, ci pone di fronte anche a un dilemma, un dubbio amletico sui motivi della nostra presenza e sull’accettazione di essere umili parti di un caos perfetto.

Non vado oltre, evitando anche di riferirmi alle successive domande, perché l’interesse diretto e immediato che può offrire solo la lettura del libro finirebbe inevitabilmente con il disgregarsi, tentando un lezioso e tutto sommato inutile riassunto.

Il breve saggio invece sulla citata lettera al Corriere della sera è l’occasione, ghiotta, per Sozi, che ovviamente condivide i contenuti di quest’epistola, per rivendicare la nostra italianità, tema a lui sempre caro, al punto da costituire l’oggetto delle sue opere di narrativa, e che si tratti di un uso corretto della nostra lingua, oppure della riaffermazione di una comune nazionalità, le cose non cambiano.

Bella, ironica, anche sarcastica è la lettera di Magris, puntuale, esauriente e senza retorica ne é il commento di Sozi.

Quindi ci troviamo di fronte a un libro strano, senz’altro di estremo interesse, parole distillate per compendiare concetti e forme in modi più che corretti, decisamente comprensibile, l’ideale per una lettura gradevole, ma che induce a frequenti riflessioni. Gli antichi romani, ma anch’io, lo definirebbero con una semplice, ma efficace locuzione: jucunde docet.

 

 

 

 

 

 

Sergio Sozi è vissuto in Umbria e in Slovenia. Giornalista culturale per testate italiane e slovene, poeta e narratore, già Premio Scritture di Frontiera di Trieste e Primorska Srecanja, ha pubblicato colloqui con Dacia Maraini, Sebastiano Vassalli, Diego Marani e Claudio Magris.

Il suo primo libro fu la raccolta poetica ''Oggetti volanti'' (Perugia 2000, segnalato dal Premio Sandro Penna 1999), seguito da ''Il maniaco e altri racconti'' (Roma 2007, racconto eponimo segnalato dal Concorso Scritture di Frontiera).

Il racconto ''Ginnastica d'epoca fredda'', prima di essere pubblicato nel 2009 in Italia da Historica Edizioni, è stato segnalato e antologizzato in Croazia nel 2008 a cura del Premio Fulvio Tomizza – Lapis Histriae.

Interessato alla conservazione dell’autentica lingua italiana e dell’identità nazionale ha pubblicato nel 2009 per i tipi delle Edizioni Historica il romanzo “Il menù”.

 

 

Renzo Montagnoli

 

 
©2006 ArteInsieme, « 08992806 »