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  Racconti  »  Narrativa generica  »  Seguendo la Cometa 21/12/2019
 
Seguendo la Cometa

di Renzo Montagnoli



Più di duemila anni fa, negli ultimi giorni di dicembre, sui cieli della Palestina apparve una stella che si muoveva e sembrava indicare agli uomini una direzione. Ci fu chi gridò che si trattava di un funesto presagio, sacerdoti fecero sacrifici, re e ricchi si affidarono invano agli astrologi, ma, nel villaggio in cui in una casupola di paglia e di fango abitavano Ester e David, il decano, il vecchio a cui tutti si rivolgevano per chiedere un consiglio, all’apparire dell’astro cadde in ginocchio, alzò le braccia al cielo e disse semplicemente: “Tu sia lodato, o Dio degli ebrei e di tutta l’umanità. Il Messia è arrivato! “

E a chi gli chiedeva chi fosse questo Messia rispondeva solo che era il figlio Dio, sceso sulla terra per indicare a chi vi abitava una via d’amore e di pace. Aggiungeva, poi, che se si fosse seguita la stella era inevitabile il suo incontro con lui. Partirono in molti dal villaggio, poveri pastori, contadini che a malapena traevano dalla terra quanto necessario per non morir di fame e anche Ester e David, due trovatelli che la pietà di una donna povera, ma pia, aveva strappato alla morte sicura nel deserto in cui vagavano, di sicuro abbandonati dai rispettivi genitori perché David era cieco ed Ester zoppicava vistosamente.

Lei andò davanti, con un occhio fisso sulla cometa e il braccio destro proteso all’indietro a cui si era attaccato David, ma procedevano lentamente, per colpa di quelle disgrazie che li accompagnavano dalla nascita. Parlottavano con lei che diceva che un mondo d’amore era il suo sogno e lui che annuiva, aggiungendo che con la pace dentro ognuno di noi non ci sarebbero state più guerre. “Pensa, Ester, un mondo in cui il ricco divide con i poveri, in cui questi si aiutano l’un l’altro a percorrere la strada che li porta alla vita eterna” diceva lui e lei rispondeva:” Non ci saranno più re, non avremo più nulla da temere dai ricchi borghesi che fino ad adesso ci hanno fatto penare, ma anche loro avranno i benefici di un’esistenza senza odio, né paure, perché ognuno avrà il nrcessario, nulla di più. “ Intanto andavano, si fermavano a riposare di giorno e proseguivano di notte, fra le pietraie, le sabbie ardenti, il fischio della vipera del deserto e le ossa di qualcuno che tanto prima aveva fatto lo stesso percorso. Passarono alcuni giorni e infine la cometa si fermò, un punto fisso nel cielo, una luce calda che scendeva sulla terra. David ed Ester arrivarono infine dove l’astro proiettava i suoi raggi e lì videro una moltitudine: pastori con le loro greggi, pescatori con i loro pesci, contadini con i frutti della terra e tutti erano in fila, procedevano piano fino a una capanna, lì si fermavano, si inchinavano, lasciavano un dono, chi un agnello, chi un pesce, chi un frutto, e tornavano indietro con una strana luce negli occhi. Anche Ester e David fecero la fila, anche se non avevano nulla dare, perchè nulla possedevano, e così quando arrivarono alla capanna e videro un paffuto bambino in un giaciglio di paglia si gettarono in ginocchio, dicendo:” Messia, non abbiamo nulla, perché non possediamo nulla, ma vogliamo tanto darti un omaggio, anche se non siamo in grado. Possiamo darti solo ciò che abbiamo, noi stessi, la nostra esistenza.”. Il bambino li guardò con occhi dolci e sorrise, alzando una mano, e fu allora che tutti seppero che quello era il figlio di Dio, perchè Ester risanata, con le gambe lunghe uguali, saltava all’intorno, mentre David per la prima volta vedeva, osservava felice e stupito quel bimbo che lo aveva guarito. “Grazie, grazie, Messia, ma non possiamo contraccambiare.” E il Messia rispose: “Voi mi avete dato più di quello che ho dato a voi, mi avete offerto l’unico bene che possedete, un bene di incommensurabile valore, la vostra esistenza, e così mi avete manifestato con la massima sincerità il vostro amore.”. La gente intorno cantava, la cometa sembrava contenta, Ester e David ripresero la via di casa, consapevoli che ora conoscevano la strada, non solo per tornare, ma per andare avanti nella vita.

 
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