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  Editoriali  »  Politici, vil razza dannata, di Renzo Montagnoli 10/05/2018
 

Politici, vil razza dannata

di Renzo Montagnoli




Mi soccorre il Rigoletto di Verdi per questo articolo che non intende fare di ogni erba un fascio, anche se inevitabilmente qualche politico non si identificherà con quelli di cui parlerò, perché nel complesso onesto e dedito al bene pubblico, merce rara in verità, al punto da considerarlo la classica eccezione che conferma la regola.

Credo che ormai sia assodato che chi ci rappresenta fa, quasi sempre, i propri interessi, che opera male, senza coerenza e nella convinzione di essere superiore a tutti i cittadini. Purtroppo i fatti mi danno ragione e ci tocca vedere ministri della pubblica istruzione che non sanno l’italiano e ministri dei comparti economici che sembrano non conoscere le principali leggi di questa disciplina.

Il problema, ahimè, è vecchio e non è tipico di questo o di quel partito, ma è un male talmente comune da pensare che non vi sia rimedio. L’Italia da quando è nata è scossa da scandali politici (tanto per citarne uno famoso, in cui fu coinvolto anche il re Umberto I, quello della Banca Romana) e tutti, o quasi tutti a essere magnanimi, dei politici hanno avuto mani in pasta in affari che a definire poco leciti è un puro eufemismo. Fra l’altro si sono fatti leggi che li tutelano a dismisura, che rendono spesso impossibile una proficua azione della magistratura, leggi, a ben guardare, bipartisan, perché fatte nel loro comune interesse. E’ evidente un fenomeno e che cioè, con l’avvento della seconda repubblica, le cose, anziché migliorare, sono peggiorate, con il risultato che la corruzione è diventata pratica del tutto comune, tanto che l’onestà, poco a poco, viene sempre più vista come un difetto. Prima c’è stato il periodo berlusconiano, una tragedia per l’Italia checché i suoi sostenitori ne dicano, poiché sono sotto gli occhi di tutti i conti disastrati per i quali fu necessario l’intervento europeo, e poi, dopo un governo di tecnici le cui decisioni hanno finito per privilegiare i ricchi in danno dei poveri, c’è stata l’infelice parentesi di Renzi, assai bravo nella sua missione di distruggere il PD, del tutto incapace di gestire un paese, tronfio e convinto d’essere un genio, quando invece è meno di un mediocre, in tutto e per tutto un degno successore di Berlusconi. Al riguardo basti pensare che questi due pessimi soggetti hanno partorito una legge elettorale che ha reso ingovernabile il paese, oltre al fatto che ostacolano qualsiasi coalizione di governo, di modo le cose vadano di male in peggio. Eppure, non poca gente crede ancora in loro, il che mi fa pensare che, quando questo sostegno non sia interessato, dipenda esclusivamente da ridotte attitudini mentali. Sarebbe ingiusto tuttavia attribuire colpe solo a Berlusconi e a Renzi, perché ne hanno non poche anche tutti gli altri politici, in particolare quelli che, essendo veramente onesti, per non improbabili motivi di conservazione della poltrona non denunciano i reati commessi da altri, come sarebbe invece loro obbligo. E’ uno schifo talmente generalizzato che, parlando con altre persone, non pochi si esprimono in termini ben poco lusinghieri, che vanno dai “politici ladri” a “che schiattassero tutti i parlamentari”. C’è tuttavia qualcuno che ha fatto di meglio, senza dire e senza scrivere, ma con l’arte di cui è dotato; infatti, nel corso di un mio recente breve soggiorno a Riccione, nell’hotel in cui ero alloggiato faceva bella mostra di sé un quadro di tale Pastore, che mi è stato riferito essere figlio di artista più noto. L’ho fotografato e l’immagine, allegata a questo articolo, penso che non abbia bisogno di commenti.

 
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