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  Editoriali  »  Un nuovo disastro, a cui provvedere in un'Italia da rifare, di Lorenzo Russo 03/09/2018
 

Un nuovo disastro, a cui provvedere in un’ Italia da rifare

di Lorenzo Russo





Le vittime non contano. Vengono commemorate solennemente dalle autorità, per dimostrare di essere colpite, ma poi dimenticate negli intricati intrecci della politica e giustizia, mentre il popolo si strazia momentaneamente nel dolore, per poi rassegnarsi perchè abituato al loro ripetersi.

Questa situazione di stallo resiste allo scorrere del tempo da dare l'impressione che appartenga alla normalità.

Il sorgere di uno strano stato di apatia ne è la conseguenza, capace di creare sollievo fino a risorgere a nuova vita.

Quello che manca è la partecipazione decisiva e attiva del dopo, con manifestazioni popolari di protesta contro la consuetudine delle autorità di guadagnare tempo e così affievolire le reazioni popolari della disgrazia, fino a farle svanire la sua tragicità e diventare notizia di cronaca.

Di questo passo, però, difficilmente cambierà qualcosa nel meglio.

Pur coscienti che le disgrazie sono parte della vita, le si affronta ancor oggi come dovute, invece che come stimolo di reazione cognitiva e di coscienza.



Tutto si sapeva in anticipo, ma la fama di far soldi, proprio quando se ne ha più che abbastanza da essere diventato un modo di vivere per diritto e capacità dei potenti, ha portato a questa ennesima catastrofe.

Ed ora cosa fare? Punire tutti i colpevoli sarebbe la logica conseguenza, ma non è possibile se non attraverso lunghe procedure giuridiche, dalle quali ne trarrà i maggiori vantaggi quella schiera di avvocati abili a escogitare discolpe per i loro onorati e potenti clienti, così che alla fine questi se la caveranno con la prescrizione o con verdetti fasulli.

Non capisco perché esista questa norma della prescrizione, se non per offrire alla poco concludente giustizia, fin troppo presa dagli interessi di fazione, la facoltà di non dover decidere a scapito di un imputato amico o amico di un amico.

A mio parere, e dato che il vero o i veri colpevoli sono più che noti, si dovrebbe procedere d'urgenza, con condanne severe e l'impiego limitato di difensori, sempre accondiscendenti quando il cliente è straricco e importante nella gerarchia imprenditoriale e politica del paese, e quindi per loro anche moralmente non accusabile, seguendo il motto che errare è umano quando le responsabilità sono troppo pesanti.

Un difensore onesto non si assumerebbe mai un tale incarico, ma così è il mondo da quando il denaro vale di più dell'onestà.

Ai parenti e agli amici delle vittime non resta che il pianto per lenire l'immenso dolore.

Eppure un qualcosa potrebbe mutare nella coscienza del popolo, quel qualcosa che lo farebbe protagonista di un risveglio collettivo, come un torrente in piena, capace di spazzare via tutto il male che blocca fin da troppo tempo lo sviluppo sociale del paese.

Oggi giorno è un'impresa difficilissima da intraprendere, perchè di fatto ci ha già pensato la piccola cerchia di finanziatori e dirigenti della grande industria a globalizzare l'economia, e non solo per arricchirsi ancora di più ma e soprattutto per tenere meglio sotto controllo i popoli sottostanti con promesse che mai vorranno mantenere.

Una nuova forma di schiavitù del lavoro è in atto e si nutre della scarsità delle offerte e remunerazioni del lavoro a fronte di una sempre più folta schiera di richiedenti.

La politica nazionale viene tenuta in scacco con la manovra sullo spread e la conseguente declassificazione della sua economia.

La piramide, quale espressione dei rapporti umani, si sta elevando verso la cima ed allargando verso la base, dove vengono raccolti sempre più popoli imprigionati da un insieme di dipendenze e necessità per sopravvivere.

L'aumento della distanza dalla cima alla base caratterizza la tendenza dell'elite di allontanarsi dal popolo.

Ma anche questa tendenza ha un limite, perchè prima o poi si ripeteranno le rivolte del passato che capovolsero la piramide facendo dei servi i nuovi padroni.

Mentre all'inizio i nuovi padroni si daranno da fare per essere migliori, dopo, e perchè presi dal vizio del potere, cominceranno a spadroneggiare sulla scia dei vecchi padroni.



Attualmente non si percepisce alcun segnale di un nuovo risveglio del vero socialismo mondiale, ancora troppo preso con le sue dimostrate incapacità di gestire l'economia e la politica per il bene dei popoli e con l'aggiunta dell'alto grado di corruzione dei suoi membri e accoliti.

Capitalismo e socialismo si susseguono, quindi, quale dimostrazione dell'incapacità dell'uomo a progredire nell'ambito sociale, ma senza controlli severi e punizioni adeguate non si riuscirà mai a restaurare un minimo equilibrio tra le classi sociali.

Le conseguenze ce le mostra la storia, così ricca di grandi successi come anche di tragedie che fanno della vita un'altalena pre-programmata da un qualcosa che vale la pena di scoprire.

Sarà questa scoperta a liberare l'uomo dalla sua inettitudine e ignoranza finora dimostrate?

Di certo l'uomo del futuro sarà quello capace di elevarsi dalla mediocrità egocentrica attuale in quanto vivrà in una società diventata istruita e operante per il bene comune.

Sarà il momento nel quale lo spirito umano avrà il meglio sul suo essere corpo e si eleverà verso confini inimmaginabili, forse verso la meta finale finora negatagli.

Bisogna finirla con le battaglie economiche e politiche. È tempo di sostenere in tutto il mondo un sistema educativo ed istruttivo che faccia dell'uomo un essere responsabile delle sue azioni in una società aperta e unita.

Le ricerche nel campo biologico-molecolare devono orientarsi a modulare l'uomo verso questa meta perchè è l'unica che garantisca la sua sopravvivenza.

Il loro sviluppo definisce e chiarisce tra l'altro il comportamento dell'uomo con il suo prossimo, quale origine del suo trasformarsi nel meglio o nel peggio.

Ritengo che sia proprio da qui che si possa migliorare la formazione genetica dell'uomo creandogli una identità nuova e progredita.

Questo dovrebbe essere lo scopo di ogni ricerca umana, e qui aggiungo gli esercizi introspettivi, per evitare le calamità che finora sono accadute e rompere con il credo che tutto cambi per non mutare.

E qui viene in campo il senso vero della religione, da intendere quale analisi introspettiva da praticare giornalmente alla ricerca degli stimoli profondi capaci di mutare la propria vita sulla scia del vero cristianesimo, cioè diventare un essere presente con i suoi sensi e idee in un mondo migliore per capire e riformare questo in quanto retrogrado, primitivo.

Questo è ciò che manca all'uomo nei paesi imprigionati dalla corsa al consumo.

Non è che all'uomo manchi l'intelligenza, ma la coscienza che è arrivato il tempo di allargare i suoi confini di pensiero e azione per il suo bene e non per la sua distruzione.

I pericoli di autodistruzione sono attualmente gravissimi e questo dovrebbe spingerlo definitivamente a rivedere il suo modo di essere.

Di questa speranza dobbiamo nutrirci, per non soccombere al disgusto che le continue malefatte dell'uomo recano ai rimasti ancora sinceri e onesti.


 
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