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  Editoriali  »  Un futuro a tinte fosche, di Renzo Montagnoli 25/07/2019
 
Un futuro a tinte fosche

di Renzo Montagnoli



C’è una tragedia immane che incombe sull’uomo moderno e non è il problema del surriscaldamento globale, che è solo una conseguenza inevitabile della nostra scelleratezza; purtroppo, e non ce ne accorgiamo, esiste ormai da tempo una sottile deriva che porta a una progressiva mutazione antropologica.

Quando qualcosa non accade di colpo quasi non ce ne accorgiamo, ma ormai è evidente che l’essere umano uscito dal secondo grande conflitto mondiale non è più lo stesso. Là c’era un desiderio di ricominciare, di rinascere a nuova vita sulle ceneri di ciò che era stato e per questo si aspirava a un lavoro, a una famiglia, ai figli, un nuovo mondo avrebbe dovuto nascere, conservando il meglio del precedente, in una continuità che avrebbe assicurato la consapevolezza di essere artefici di se stessi. Sogni, soltanto sogni, forse realizzati agli inizi, ma poi persi per strada, soffocati dalla bramosia di possedere, dalla fobia di emergere a danno degli altri. Il denaro è potere e tutto è permesso per averlo, i sentimenti sono debolezze da abolire, niente è meglio di una posizione di prestigio raggiunta anche con metodi non cristallini. La furbizia ha sostituito l’intelligenza, così che oggi gli ignoranti si atteggiano a geni, i disonesti a persone di successo, gli immorali a esempio da imitare.

Come abbiamo potuto ridurci così? Giorno dopo giorno abbiamo negato il nostro passato e abbiamo accettato per vero un futuro roseo, totalmente artefatto, prospettato dai politici di turno. Abbiamo lasciato che i nostri figli stessero prima davanti a un apparecchio TV, e dopo a un personal computer, come se questi fossero la bocca della verità. Non ci siamo mai opposti a riforme scolastiche chiaramente peggiorative, abbiamo voluto credere a promesse mai mantenute, ci siamo illusi che si potesse vivere senza faticare, non abbiamo insegnato ai nostri figli i veri valori, ma soprattutto non abbiamo spiegato loro che non si può avere, e quindi pretendere, tutto, che la rinuncia è il regalo più prezioso.

E così il passato è stato presto dimenticato, con la conseguenza che l’ignoranza delle proprie radici costringe la gente a non sapere come impostare la vita presente e futura, tanto che allora ci si affida all’uomo forte, a lui che ha una soluzione per ogni problema, rimedi che risultano peggiori dei mali che dovrebbero sanare. Non è un caso se a suo tempo ho scritto Canti celtici, richiamando la gente a rammentare un passato, un’origine indispensabile per restare esseri pensanti, ma questo mio modesto contributo, come prevedibile, è stato del tutto inutile. Ogni giorno che passa mi tocca di assistere a voci che si sovrastano, a comportamenti da tifoserie da stadio, a un trionfo dell’ignoranza e della disonestà che mortificano chi cerca di conservare un po’ di intelligenza e difende la propria onestà. Ovunque, ma soprattutto su Face book mi capita di leggere certi sragionamenti che fanno rabbrividire, mentre il virus dell’ignoranza si diffonde rapidamente e contagia ogni struttura. La cosa più incredibile è che la gente sembra contenta di essere ignorante, o meglio, non accorgendosi di esserlo, è convinta di essere decisamente superiore, con inevitabili perniciose ricadute in ogni campo.

Se poi volgo lo sguardo all’intorno mi accorgo che sono in aumento l’avidità, l’indifferenza, l’amoralità ed è sempre più difficile trovare l’altruismo, i buoni sentimenti, l’amore disinteressato. Inoltre, la gente non esprime più opinioni, ma urla verità, le verità proprie, adattate ai loro interessi, così che l’individuo, bombardato da tanti clamori, non è più in grado di sapere ciò che è vero e ciò che è falso; in questa confusione piano piano più la notizia è incredibile, più finisce con l’essere creduta, grazie a un progressivo asservimento mentale che conduce all’impossibilità che possa insorgere il dubbio, insomma una specie di lavaggio del cervello.

Si prospettano quindi tempi bui, un periodo oscuro di non prevedibile durata e che allo stato attuale appare estremamente difficile da contrastare.

Il futuro è a tinte fosche e non riesco a immaginare un mondo popolato da uomini sempre più antropologicamente modificati, l’unica cosa che so è che sarà un mondo senz’anima.

 
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