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  Editoriali  »  Qualcuno da odiare, di Renzo Montagnoli 21/09/2019
 
Qualcuno da odiare

di Renzo Montagnoli



E’ trascorso poco tempo da quando ho scritto un articolo intestato Un futuro a tinte fosche (credo che non siano neppure due mesi) e la storia ovviamente non si è fermata, perché per sua natura è sempre in movimento. Non è che sperassi in un’inversione di tendenza perché la mutazione antropologica degli esseri umani è del tutto impossibile che possa arrestarsi, o addirittura che venga meno in un così breve periodo temporale. Purtroppo, giorno dopo giorno, i miei timori, fondati su una ipotesi che trova sempre più conferma, sono aumentati, alla luce di quanto vedo che accade nel nostro paese. Non intendo fare una discussione politica, perché la politica è frutto di quel che sono gli italiani adesso, ma desidero soffermarmi su caratteristiche e fenomeni che devono necessariamente preoccupare. Senza per forza frequentare quella grande piazza che è facebook, ma basandomi su osservazioni del mondo reale, e quindi non virtuale, devo dire che è palpabile, che è chiaramente avvertibile l’odio che serpeggia. Sembra quasi che molta la gente ormai viva solo per odiare e che non sia possibile un confronto culturale basato sul reciproco rispetto, insomma la società italiana, e probabilmente anche l’intera umanità, sono gravemente ammalati, orfani di ideali che non sono i suggerimenti spacciati ogni giorno dai media come metodi di vita. In questo contesto di astiosità, permeata anche da un’ignoranza sempre più diffusa, va prendendo piede, dopo che per anni pareva sopito, il razzismo. Le vittime solo le solite, e cioè gli ebrei, i neri e i diversi, peraltro tutte persone che non portano benzina al fuoco della discriminazione, perché i loro comportamenti sono normalmente da persone più che civili. Non mi si venga a dire che gli scalmanati che si crogiolano nell’odio sono una minoranza, perché non è così e proprio per questo è tanto più grave il comportamento di chi accende micce qua e là, di chi, magari per fini elettorali, vuole portare un intero paese al rischio di una guerra fratricida. Sono più che convinto che se si fermano gli incendiari il fuoco che divampa perde forza, senza comunque spegnersi del tutto, perché questo malanimo è talmente radicato che occorrerà più di una generazione per tornare a una vita serena.

Si dice che chi odia è scontento, e può anche essere, ma voler male agli altri non risolve i problemi, anzi li acuisce; si dice che questi fanatici si comportino così perché si sentono traditi, perché sono convinti di essere stati turlupinati, ma in tal caso si dovrebbero fermare un momento a ragionare per chiedersi come mai ci siano persone che stimolano i loro istinti più bassi, quali interessi esse abbiano, quali fini si propongano. Se in loro sono rimaste briciole di intelligenza e di coscienza non potranno che convenire di aver riposto la loro fiducia in chi invece li inganna ancora di più. Nel caso che ciò si dovesse verificare, non vorrei essere nei panni degli incendiari, perché con ogni probabilità il fuoco che hanno volutamente appiccato si rivolgerebbe contro di loro.

 
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