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  Editoriali  »  Accadrà ciò che inevitabilmente non può che accadere, di Lorenzo Russo 02/10/2019
 
Accadrà ciò che inevitabilmente non può che accadere

di Lorenzo Russo





Che siamo già a cinque minuti prima o dopo le ore dodici, come si sente affermare comunemente dai sostenitori della difesa dell'ambiente, che cosa conta?

C'è qualcuno con la testa a posto che vorrebbe vivere ancora in questo mondo diventato arido di ideali buoni? Non credo.

La fine sarà l'inizio di un'altra vita, di una migliore s'intende, così credono i seguaci di una condotta di vita sana, perchè semplice, parsimoniosa, l'unica capace di incrementare la fantasia, senza la quale ognuno si perderebbe nel cerchio dei vizi senza fine.

Quando si nota che la natura si riposa d'inverno per poi rinascere in primavera, lo fa solo fino a quando non abbia perso il necessario equilibrio per essere come la conosciamo. E cosa fa l'uomo oggi? Instancabilmente deturpa i paesaggi nel voler arricchirsi sempre di più, come se dal suo arricchirsi dipendesse il suo valore d'essere.

D'altra parte, la schiera dei poveri aumenta proporzionalmente al suo arricchirsi, così che l'equilibrio svanisce e i conflitti daranno ragione a chi oggi propaga il ritorno all'austerità di vita.

Un qualcuno, chiamato Cristo, ha propagato due mille anni fa che l'amore è l'unica forza capace di salvare questo mondo.

Come dargli torto. Eppure non ha spiegato come divulgare questo amore tra gli uomini che, come si sa, non non sono affatto predisposti per questo tipo di amore.

Neanche il suo sacrificio ha mutato nel meglio il mondo, sebbene nel dopo e per secoli siano state costruite tantissime cattedrali, una più cara e grande dell'altra per documentare l'importanza delle sue rivelazioni.

Le cattedrali ci sono ancora e vengono, oggi, visitate dai turisti, ma non tanto più dai credenti, da quelli veri s'intende.

Il solitario Francesco di Assisi pregava nella piccolissima Porziuncola, si trovava a suo agio in essa, più vicino al suo Signore, lo comprendeva e fu capace di seguirlo fino alla fine della sua breve vita.

Un avvenimento storico di grandissima portata, ma non più.

Se osserviamo lo stato d'essere del nostro pianeta, non si può far meno di rilevare come esso venga sempre più strozzato nella sua linfa vitale unicamente per soddisfare le esorbitanti pretese dell'uomo.

Certo, non bisogna essere un veggente per comprendere che la fine dell'era umana sta arrivando. Era già scritta nel libro della sua storia nel momento in cui iniziò.

Pochi potranno salvarsi e raggiungere il Creatore, che qui sta per raggiunta veggenza, di certo non quella intellettuale ma dell'animo e conseguente stile di vita, mentre agli altri verrà richiesto penitenza severa e ultima.

Nn è necessario essere un ambientalista per capire dove va a finire il nostro mondo.

Basta ascoltare i moniti depositati nel nostro animo, ma come costringere la folta schiera di faccendieri, così tanto intenti ai loro affari che presentano come la soluzione ultima di salvataggio?

Come reagire, se non protestando all’unisono o lasciando fare, tanto nulla cambierà, perchè così è fatto l'uomo, che si comporta come un condannato che cerca di evadere da un ordine superiore con l'intento di renderlo proprio?

Il grande castello umano, visto da fuori meraviglioso e ingegnoso ma di paglia al suo interno, sparirà del tutto nel momento in cui quello divino seguirà il suo corso basato su continue trasformazioni nell'ambito del vasto Universo o altrove.

Il tutto mi sa di punizione divina per insoburdinazione avvenuta in un passato remoto, o di conflitti tra energie superiori per la conquista del potere assoluto.

Alla fine, vincerà chi avrà scoperto la formula superiore capace di tenere in scacco le inferiori.

Lo richiede il sistema universale, che non tollera insubordinazioni, se non quando il subordinato sia stato capace di creare una formula sistematica migliore e superiore.

Il gioco è aperto e ognuno può presentarsi alla sfida con le sue idee e creatività, qui nel nostro mondo, limitato e condizionante.

Al contrario, l'amore cristiano è simbolo del progresso trascendentale perchè mette scacco matto ogni altra azione anelante al potere temporale. È lui che contiene la formula che rompe il sigillo della prepotenza, presuntuosità e malvagità terrena.

Il sacrificio che impone è, simbolicamente parlando, un lasciare qui le spoglie fisiche per l'assunzione in una dimensione migliore.

Come sia difficile a praticarlo, lo si deduce dalle difficoltà a scoprire il sistema superiore che ci permetterebbe di comprendere il funzionamento dell'Universo e perchè l'uomo sia relegato in esso.


 
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