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  Editoriali  »  Messaggi subliminali, di Renzo Montagnoli 19/11/2019
 
Messaggi subliminali

di Renzo Montagnoli



E’ indubbio che la pubblicità, rendendo noto un prodotto o esaltandone le caratteristiche, sia di notevole aiuto per la sua commercializzazione. Però, un conto è esagerare nel descriverne gli aspetti positivi, un altro è proporre come utilissimi oggetti invece del tutto inutili, o peggio ancora. Internet è diventando un grande mercato e in questo ambito penso che quasi tutti voi riceviate messaggi con cui vengono proposti grandi affari, grandi per i mittenti, fregature per i destinatari. Io ne ricevo una decina al giorno e alcuni sono ripetitivi, nonostante li segnali come spam, ma essendo l’indirizzo del mittente sempre diverso, e fermo restando l’oggetto proposto, è impossibile liberarsene. Piuttosto c’è da chiedersi come questa gente - e spesso sono dei truffatori - abbiano i nostri indirizzi mail, e la stessa cosa dicasi per i numeri telefonici del mobile. Pare che esista una sorta di mafia che li vende ai migliori offerenti, in barba alla normativa sulla privacy che, da quando è stata introdotta, sembra aver favorito questi continui disturbi. Per quanto ovvio i contenuti sono diversi, accompagnati però tutti dalla caratteristica di essere, in maggiore o minor misura, delle truffe. Così mi tocca leggere messaggi di giovani e belle ragazze che spasimano per me, nonostante la mia non fresca età, oppure c’è chi propone, senza precisare come, la possibilità di guadagnare somme ingenti; c’è chi si annuncia con un oggetto roboante (4200 € sul tuo conto in banca oggi), restando sul vago sulla concreta possibilità di mettere le mani su questa somma; non manca quello del pagamento confermato e che generosamente mette a disposizione mille euro; non manca anche chi ci vuole sottrarre i risparmi, con inviti, a volte veramente ingannevoli, con i quali viene richiesta la pass di accesso a un conto allo scopo di proteggere il conto stesso; non parliamo poi di quelli dei rimedi alle micosi delle unghie, con fotografie racappriccianti e da ultimo la mail che più detesto e che ha all’oggetto Dovresti vergognarti di te stesso!”, un annuncio che ti fa quasi sentire in colpa e che mi infastidisce al punto tale che non mi dispiacerebbe mettere le mani sul mittente per un adeguato trattamento punitivo. Il bello è che, se questa gente che invia i messaggi – truffa avesse un po’ di cervello, cambierebbe anche i testi, mentre invece da Tizio o da Caio i messaggi che pervengono in un mese sono sempre uguali.

Non bastasse Internet, vieni assediato anche per telefono e in questo caso si deve stare estremamenti attenti alle risposte, poi abimente manipolate e tali da strapparti un nuovo rapporto, o con una società telefonica, o con un produttore di energia elettrica. Il mio consiglio è di andare con i piedi di piombo, di diffidare delle straordinarie offerte, se non si desidera patire non solo delle cocenti delusioni, ma anche un danno economico.

Eppure la gente che ci casca non è poca, tutta presa dall’assurda convinzione di fare un grande affare e l’affare in effetti c’è, ma a vantaggio solo da chi l’ha proposto.

Quindi è meglio essere cauti e fare propria una massina di Giulio Andreotti, che del concetto di fiducia era un grande intenditore, tanto che la sua massima era:” Fidarsi è male, non fidarsi è meglio. “.

 
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