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  Editoriali  »  Il Messia del terzo Millennio, di Lorenzo Russo 03/05/2020
 
Il Messia del terzo Millennio

di Lorenzo Russo



Una più che criticabile interpretazione del cristianesimo induce a salvare la vita di chiunque si trovi in condizioni di salute più che precarie, sottoponendolo a operazioni complicatissime, seguite da cure lunghe e raramente promettenti pur di trattenerlo in vita, quando invece sarebbe consigliabile accompagnarlo serenamente verso la fine dei suoi giorni e chiudere una vita condotta nel segno della sua transitorietà.

Da qui è necessario considerare la vita una missione da portare a termine e infine lasciarla nella condizione che sia degna del compiuto.

Il contrario accade oggi, dove l'economia ha bisogno di consumatori accaniti e sani, di malati da mettere in cura senza fine grazie allo sviluppo delle ricerche mediche scientifiche, per l'economia del profitto in vita.

L'economia del profitto sta al primo posto nella classifica delle necessità, mentre l'uomo viene dopo nel ruolo di manovrabile probante.

Lo scambio generazionale è stato conseguentemente interrotto, in una realtà dove i vecchi vengono mantenuti in vita, i giovani considerati come vacche da mungere per mantenere in vita un sistema economico del profitto a oltranza per i pochi privilegiati.

Di conseguenza la vita ha perso il valore morale ed etico senza il quale l'uomo perde il controllo del suo vivere.

Mentre il consumo brucia ogni valore trascendentale, i principi etici e morali lo salvano, dando alla morte il senso di non fine, di nuovo inizio proficuo.

È tempo che le sia ridato il senso che si merita: quello di fine dell'alternanza tra i periodi di gioia e fortuna e quelli delle disgrazie, disavventure, inganni, falsa interpretazione dei principi buoni per fini irrazionali e irrealizzabili anche nel loro senso migliore, e di ritornare al concetto di inizio di una nuova esistenza.

Con questo non voglio affermare che non si debba cercare di migliorare la vita dell'uomo, ma che su questo percorso non si dimentichi, o anche solo sottovaluti, l'importanza fondamentale della transitorietà della vita terrena.

Attenzione, quindi, che queste capacità non ci mettano al servizio delle energie diaboliche, il che comporterebbe la caduta definitiva dell'uomo.

Il confronto delle energie del bene e del male ci permettono di vivere, sono la linfa della vita terrena, per cui sta all'uomo valutarle e infine scegliere tra una vita nella elevazione o dannazione.

Così come un atleta deve allenarsi per raggiungere la forma migliore, uno scienziato deve impegnarsi a scoprire le formule delle scoperte superiori, altrettanto deve impegnarsi chi vuole meritarsi l'accesso agognato alle dimensioni superiori, sia qui come altrove.

Ognuno di noi porta in sè il seme delle rivelazioni superiori.

Chiamiamolo pure nostalgia dell'origine dalla quale l'uomo è stato separato con la venuta in terra, chiamiamolo pure stimolo di coscienza che va ascoltato per non perdersi nei vizi terreni dai quali non c'è più uscita, esso è presente e aspetta di essere preso in considerazione.

La vita dell'uomo contiene in sè lo stimolo della salvezza e della dannazione.

Ad ognuno la scelta personale.

Il mondo, oggi, è cambiato. La società è mutata in meglio nel mondo cristianizzato, segno che le annunciazioni cristiane, pur dopo lunghi e disumani conflitti avvenuti nel corso dei tanti secoli addietro, hanno incominciato a portare frutti buoni.

Ma se nel nostro mondo si vive meglio, così non è nel resto del mondo.

Aggiungo che il nostro vivere meglio è un vivere vuoto, leggero che sazia solo il corpo, mentre lo spirito pretende di più e in fretta.

Da qui il sorgere di gravi problemi che non possono essere rimandati a un domani senza data.

La loro risoluzione richiede l'impegno di tutti gli stati del mondo, perchè si tratta di creare un sistema economico fondato sul risparmio delle risorse naturali, sulla rinuncia del superfluo, affinchè nessuno rimanga escluso e sia costretto a vivere una vita nella povertà assoluta.

E proprio per questo, il mondo ha oggi bisogno di un nuovo Messia, di uno che proponga il superamento dei fini economici del profitto, un Messia quindi illuminato, carismatico, istruito, capace di condurre l'Umanità nel terzo millennio.

Un Messia che dia sì maggiore valore razionale alla vita, ma senza trascurare il rapporto con il trascendente, perchè è da lui che infine verremo salvati, ma questa volta senza sacrificio personale per raggiungere il Padre nell'Aldilà, come fu duemila anni fa.

Quindi un Messia che non finisca crocifisso sulla Croce, ma che sappia trattare e convincere i poteri forti del loro compito primario, che è quello di impegnarsi per l'Umanità, che sappia parlare al popolo minuto e convincerlo a impegnarsi di più per migliorare le proprie condizioni di vita, perchè questo dipende anche da lui.

Noto qui, per esempio, la responsablità di ognuno nel controllo delle nascite e nella tutela dell'ambiente.

Il controllo delle nascite è diventato oggi un dovere esistenziale al confronto di un incremento della popolazione in crescendo che mette in pericolo il diritto di ogni nato di poter vivere.

Un Messia che sappia, quindi, trasmettere in maniera convincente i vantaggi e i pericoli di questa nuova Era, perchè è più complicata e pericolosa sotto ogni punto di vista, affinchè l'uomo si senta responsabile delle sue azioni, delle sue pretese e desideri quando fossero contrari al convivere in serenità.

Infine, un Messia che convinca i popoli all'unione universale fondante sulla differenza delle culture, perchè è la differenza delle culture a rigenerare le energie della vita e la voglia per ognuno di vivere.

Le scoperte tecniche scientifiche hanno fatto un passo enorme in avanti, ma dobbiamo stare attenti a interpretarle giustamente, perchè ciò che era inderogabile duemila anni fa, non lo è più oggi, in quanto le condizioni esistenziali sono cambiate.

Mi è chiaro che tutto questo si riferisce tuttoggi a una sola parte dell'Umanità, ma è già un passo in avanti al confronto con il mondo di due mila anni fa.

Per sopravvivere, l'Umanità ha bisogno di sapienti esploratori dell'Universo, sapienti studiosi della medicina, sapienti maestri nell'istruzione e nel campo sociale, sapienti propagatori dei principi morali ed etici.

Il futuro è il risultato della capacità dell'uomo a scegliere uno stile di vita che conservi e non distrugga.

Attualmente non mi sembra roseo, quando noto gli assillanti ed esplosivi problemi economici e sociali che richiedono pronte ed eque soluzioni.

Se questo non è abbastanza per convincere l'uomo a fare un passo in avanti per la sua salvezza, allora vuol dire che è destinato a scomparire nella massa amorfa dell'Universo.




 
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