Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
  Poesie  Racconti  Poesie in vernacolo  Racconti in vernacolo  I maestri della poesia 

  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Una partita a scacchi, di Danila Oppio 06/03/2017
 

Una partita a scacchi

di Danila Oppio




Dice la Regina:


Oh gentil e amato Sire

dal Caval disarcionato

or bloccato dall’Alfiere

per un pel ti sei salvato.


Col nemico tuo alleato

hai guadato altra sponda

la Regina hai trascurato

trascinata via dall’onda.


Ora è chiaro come il sole

che di lei non te ne curi

spezzi il cor sotto le suole

ne potrete esser sicuri.


Col simpatico tuo Alfiere

ti potresti ben divertire

ora tutto può accadere

devo forse applaudire?


Nella vita v’è una scelta

la menzogna o la verità

la risposta dona svelta

ti scongiuro Sua Maestà


Risponde il Re:


La risposta è presto detta

dell’Alfiere poco importa

o mia Regina prediletta

il tuo amore mi conforta


Sappi che a onor del vero

Se mi volessi divertire

basterebbe lo scudiero

dei servigi a convenire



Dice la Regina:


Ma che cosa dici mai?

or hai scelto altra sponda

ei nemico non è ormai

non par ver tu lo nasconda



Dell’Alfiere fui timorosa

ora pur dello scudiero

che notizia clamorosa

inquietante per davvero!


Risponde il Re:


Se davvero m’hai creduto

poco scaltra ti dimostri

di celiare mi è piaciuto

e scherzar sui fatti nostri


Son pur sempre il tuo Sire

e giammai mi abbasserei

e mostrare il mio sedere

a scudieri , alfieri e plebei.


Dice la la Regina


Il problema non è questo!

Dei potenti non mi fido

se nol sai, è detto presto

la mia vita a lor n‘affido.


Tutto è un compromesso

ruban soldi a mano bassa

senza chiedere permesso

col mio denaro nella tasca.


Resto qui dentro la Torre

e mi faccio i fatti miei

l’ideal tuo non m’imporre

Non è ciò che io vorrei.


Tra Alfiere e Torre stretto

Il bel gioco è presto fatto

or all’angolo sei costretto:

t’hanno dato Scaccomatto.



Ovvio, questa è allegoria

Come un lazzo per celiare

e concludere in allegria

Salve al Re e al suo Alfiere.







 
©2006 ArteInsieme, « 08409567 »