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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Pulizie di primavera, di Danila Oppio 10/04/2017
 

Pulizie di primavera

di Danila Oppio



Quando credi d’essere giunto

Nella più alta sfera dell’empireo

T’accorgi di aver viaggiato capovolto

Sprofondando nella melma dello Stige.

L’Ade si presenta d’improvviso

Nelle sembianze del pavimento

E ti domandi se è sufficientemente lustro

O se ripassarlo fosse ancor più giusto


Il pensiero viaggia rapido e leggero

A fasi alterne, e non sempre è fiero

Così il cuore, che batte privo di comando

Chiede: “Ma tu, stai veramente amando?”

O stai viaggiando verso mete oscure

Aggirando l’altra faccia della luna

Che nascosta quanto lei non v’è nessuna?


Pensi che la scrittura in prosa o in versi

Possa esser la sola espressione essenziale

Perché tutto il resto fa male, molto male

E ti getti nel comporre a capofitto

Poco importa se viaggi storto o diritto

Ciò che conta è buttar fuori il rospo

Quello che ingoi a colazione o a cena

Perché davvero non sei in vena

Di costruire la chiave di volta

Su quel soffitto dell’universo

Nel quale ti pare d’esser perso.


Così ti comporti come un pellegrino

Che, con leggero passo viaggia in tondo

Cercando di non calpestare il mondo

Ch’è già pesto di suo, ché nulla puoi mutare

In questa Storia umana di cicli e ricicli

Poco resta ormai da riciclare,

Poiché quasi tutto è stato detto e ribadito

Dagli antichi saggi e dai Profeti

O da qualche filosofo erudito.

Ma il mondo non ha orecchi, è sordo

E non ha mai voluto ascoltare, o udito.


Allora mediti e scrivi lasciando fuggire

Pensieri sulla carta, come svolazzi

Di una falena impazzita, senza posa

Intorno ad una lampada fumosa

Alla fin ti chiedi: E’ questa la vita?

E passando pian piano le dita

Sulla polvere della scrivania, pensi

Dovrei toglierla, ma poi ritorna

A che serve pulire, se poi ogni cosa

Diventa ancora e sempre disadorna?


Dall’ordinaria consuetudine vorresti

Poter fuggire verso altri lidi

Laddove l’insolito ti possa attirare

Mostrandoti quella faccia della luna

Che mai avresti immaginato d’ammirare


Invece con la borsa fai la spesa

E portarla a braccia assai ti pesa

In cucina passi la ramazza

Mentre la mente insegue un’idea pazza.

Se non puoi fuggir da una vita grama

Immagina tutto quel che il cuore brama

Se credi che il sogno possa esser vero

Nulla più ti apparirà poi tanto nero


Scrivere è sinonimo di sogno

E ti offre ciò di cui hai bisogno

Uscire di casa senza aprir la porta

Basta solo crederlo, il resto poco importa

Ma non abbandonare il gusto alla scrittura

Mentre porti le patate a bollitura!


Infila un paio d’ali e prendi il largo

Le poesie nei bauli poni e sali su quel cargo

Diretto verso paesi alquanto esotici

Evitando però con cura i tropici

Poiché la gran calura tende a stemperarti

Sciogliendo quel poco che di te resta

Ivi compreso quel che crei con la tua testa.


Consolati pensando che Quasimodo

Non ebbe tema di sostener che:

Ognuno sta solo sul cuor della terra

Trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera”.


E le pulizie di primavera?

Le faremo un’altra volta e in altro modo.






 
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