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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Tele, di Aurelio Zucchi 07/02/2019
 
Tele

di Aurelio Zucchi



Balsami, profumi e balocchi
devono avere adesso nuovi siti
per celebrare al meglio i fasti
d’una bellezza che non va dispersa.

La città dove tutto si confonde
dia spazio ai metri quadri dell’amore,
al fascino dei suoi miglior segreti,
ai prati incolti dei bambini d’oggi.

In questo tempo che massacra le ore
e malandrino sfiora i seducenti cuori,
in questo tempo di presuntuoso millennio
rischiamo di morire vivi, di dimenticarci.

I colori, ammuffiti nell’indifferenza.
Le beatitudini, cancellate dalle agende.
Scolorano, le macchie dei pittori preferiti,
eppure continuano a mostrarmi visi di Vergini.

Il mare, il cielo e l’albero di ciliegio
sono ancora splendidi, immobili primati.
I veli di infinite Madonne vorrebbero aliti
e non gli occhi della morte o dei gettoni d’oro.

 
©2006 ArteInsieme, « 09152184 »