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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Il braciere, di Salvatore Armando Santoro 25/07/2019
 
Il braciere

di Salvatore Armando Santoro



Ed eran tempi duri con la guerra
l’ombra di quel lumino ancor ricordo
nel centro della stanza un bel braciere
che sfavillava in mezzo alle preghiere.
Mia madre sempre mistica e devota
pregava per mio padre in Albania
leggendo con mestizia una preghiera
su un libro dalla copertina nera.

A volte c’era poco da mangiare
un pugno di lupini e due castagne
e ci leggeva in quell’ambiente fosco
vita e storia di San Giovanni Bosco.

Perché rammento queste mie tristezze?
Spesso me lo domando, ma il ricordo
serve per non scordare i tempi duri,
per non dimenticare i giorni oscuri.

Storie che ai nostri dì vivono in tanti,
la povertà s’affaccia in occidente,
non si spreca, s’inizia a risparmiare,
dovrà chi non risparmia digiunare.

E allora quel braciere è un bel ricordo
dovrebbe servire a tanti da lezione
ma la lezione sembra non servire
ma quanta gente in mare va a morire?

Niente: non serve a nulla ricordare
nei giovani v’è solo indifferenza
non guardano che sale l’indigenza 
stanno a fissare solo il cellulare.

 
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