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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Canzone di Assunta Brugioni, di Gianluca Ferrari 06/11/2019
 
Canzone di Assunta Brugioni

di Gianluca Ferrari



Assunta che l’assassino ti ridusse

a ceppo, a una radice come altre

là nella faggeta sopra Ca’ di Gallo;

fango e foglie nella bocca, foglie

e fango dopo l’orribile fandango

delle stilettate. Riversa in mezzo

al bosco: piume di struzzo i raggi

sulle tese del silenzio. Affianco

al seno scorre cupo rivolo

di botro, forse viene dall’occhio,

dall’orrendo opaco rimasto fisso

agl’incavi del cielo: opaco

orrido rubino nell’aurora!


Oh Assunta, se il bosco è mostro

d’infinite mani da cui balugina l’ignoto!


Ed ogni grido a nuovo sfregio

non riporta il tempo indietro,

si strozza in eco vana subito

rimarginata. Resta sul posto l’urlo,

finisce nell’ordito muto del tappeto

di foglie cadute sul sentiero.



Oh Assunta, se il bosco t’è vampiro

ed ogni tronco cimitero!


Schiarisce il verde sulle cime

l’oro del giorno ronza pigro

sulle tue ferite. Il cuore sasso,

l’occhio sbarrato sulla fine

d’efferato carosello; ci fu l’istante

in cui le malevoglie, pietre, muschio:

tutto ti si avventò contro. Fu morso

di tagliola che mozza fiato al cervo.


Oh Assunta, se il bosco è rostro

di rami vipere streghe!


Il bruto, come la serpe che striscia

tra la pietra inerte volle con te

postuma avventura e non importa

se la carne pallida già somigliava

a gambo velenoso d’amanita.

Sul collo brilla l’esile parure

ai lobi lucciole di perla;

sfolgora di più lo squarcio

rosso dell’irrimediabile paura.

La gerla coi funghi appena colti

e sparsi fa da cornice alla tortura.

Mentre aspetti impossibile cura

continuano a volare le farfalle

sopra i fruscii della ruvida

seta e la gola recisa.


Oh Assunta, se il bosco è mostro

d’infinite mani che ti strappano la vita!


Ma non sapeva l’omicida

che ogni radice è infinito sotterfugio;

così le chiome scompigliate

le già convulse dita

s’allungan nella terra

all’ultimo rifugio:

fu fiore ogni ferita, la smorfia

di dolore oscilla nell’ortica;

così fu fiore ogni ferita,

il vento e le farfalle carezzano l’ortica.*


Da Il posto del fragole (edito in proprio, 2018)



*Assunta Brugioni venne assassinata a stilettate un giorno di settembre del 1932; la storiaccia di sangue s’impresse molto nelle nostre menti infantili. Chi volesse approfondire può leggere Delitti e misteri sul crinale tosco-emiliano di Luigi Bonaldi, che contiene questo ed altri fatti di cronaca nera.



























































 
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