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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Spigolando a Boccheggiano, di Salvatore Armando Santoro 06/01/2020
 
Spigolando a Boccheggiano

di Salvatore Armando Santoro



M’assorbi nel silenzio del tuo borgo
ma poi mi scuoti nel latrar d’un cane,
del verso spesso gravido e sgraziato
di vecchi decadenti e malandati.

Mi inebrio nel saettar dei voli
di rondoni ronzanti e calabroni
mi innalzo sopra i boschi di castagni
tra querce e lecci volo e dopo plano

nella Maremma sui campi verdeggianti
tra vecchi poderi senza più richiami
senza più acquitrini e voli di beccacce
persi tra vecchi monumenti e le marine.

Dal tuo balcone guardo e poi m’immergo
in questo verde che la vista allaga
che sul Tirreno m’abbraccia col suo mare
e l’Elba specchia e illumina di sera

E spesso resto pigro tra le mura
di questo appartamento che s’abbraccia
ai ruderi invecchiati d’un castello
che ancor tracce conserva d’un passato

ricco di storia e di letteratura
che andrebbe tutta quanta riscoperta
ma or riposa nella memoria stanca
di chi la mente sua ha ancora aperta.

 
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