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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Il punteggiar assente, di Piero Colonna Romano 11/10/2020
 
Il punteggiar assente
(
dedicata a chi proprio lo ignora)

di Piero Colonna Romano



Se chiara poesia si vuol fare,
gli accenti al posto giusto devon stare.
Ma ciò non basta a fare melodia
di quel che scrivi, né a donar malia.

Il ritmo, carme e musica accomuna,
se manca quello non avrai fortuna
e devi un altro inghippo ricordare:
le pause bisogna adoperare.

Ci aiuta la grammatica italiana;
là ci troviamo una faccenda strana,
di segni arcani è fatta, e a pochi noti;
è obbligatorio, a quelli, esser devoti:

il punto è un accidente che il dir blocca:
è conclusione, inver, di quel ch'hai detto.
La virgola non è mica un dispetto,
ti obbliga a fermata ch'è pitocca.

Virgola e punto sposi, lui di sopra,
dicono di discorso non compiuto;
per completarlo poi ci vuol l'aiuto
d'un altro verso che il sentiero scopra.

Ci son due punti, e stanno un sopra l'altro;
come maestri sono lì a spiegare,
a ribadir concetto e ad illustrare
il vero senso, e di sicur nient'altro.

La suspense danno al verso quei tre punti,
di sospension chiamati, a giusto dire,
ma dopo c'è qualcosa da scoprire…
di certo troverem degli altri spunti

Tant'altri ve ne sono veramente,
grafici segni, pieni di valore,
ma ve n'è un che mi colpisce il cuore,
per il suo effetto, certo sconvolgente.

M'intrigan molto i puntini a cavallo
d'un "i" quand'è seguita da vocale,
che per divino effetto, eccezionale!
Dittongo in iato muta, ed è uno sballo.

E' vero, c'è l'ermetico poetare,
che non si cura d'essere capito
e spesso appaga solo il nostro udito
e più di questo non riesce a fare,

ma quando poesia è destinata
ad appagare e menti e cuor bramosi,
amici cari, via, siate pietosi
e fatela coi segni, la cantata!

 
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