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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Raccoglitore di pomodori, di Gianluca Ferrari 30/03/2021
 
Raccoglitore di pomodori

di Gianluca Ferrari



Strappa il bel pomo strappa

intanto il sole scava nella scura

pelle, matura inconsolabili semi

di rabbia. Il pungiglione blu

del mare esalta la monotonia

del gesto e quanto valgono cesti

su cesti se i giorni rotolio

di schiene e sangue, incesto con la luce

che nutre e massacra, nutre e massacra?

Qui la parola è polpa velenosa, pula

gramigna, insania:

il silenzio un altro basto

che ci mette a prova un’altra piaga

nel rosso fertile della giornata

rovente ceralacca, lava.

Non c’è la frusta, però il suo schiocco

diventato busta paga, assenza

di tutele elementari, di orizzonti.

Taci e raccogli, ché questi frutti

sono come i cuori nostri:

sospesi a un filo verde.



Da Acquerelli gotici (edito in proprio, 2020)





















 
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