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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Il forestiero, di Michael Santhers 30/03/2021
 
Il forestiero

di Michael Santhers



Dopo l'ultima curva arrivò nella piazzetta

con la sua fontanella con tosse eterna,

i vecchi saldati alle panchine lo fotografarono

e si scambiarono le diapositive

subito stampate sui loro volti arcigni

ove le rughe trincee d'anni senza resa

e qualche dente appiglio di verricello a saliva


Un cane serpeggiò la coda

a simulare inafferrabilità del tempo,

il forestiero si tolse il cappello

parò una mosca,guardò il cielo

frustò l'afa,omaggiò un sorriso al nulla

che racchiudeva tutto e troppo


A effetto domino le tende a fessurarsi

e gli occhi a nascondino dietro nasi

e qualcuno schiacciato sul vetro

a deformare a scudo la figura


Solo Lei lo riconobbe

alò le ciglia al volo d'una lacrima

e un ricciolo innevato fece da binocolo

ingrandì il volto marmoreo

levigato dal dolore


La storia non va oltre

a Lui bastò il luogo e andarsene

a Lei averlo rivisto senza farsi notare


Due sogni mai spenti s'attizzarono

per riscaldare due malinconie

nel limbo freddo dell'anima


Da Quando Gli Alberi Si Rifiutano Di Ospitare Le Foglie


 
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