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  Il mondo dell'editoria  »  Gingko 05/01/2007
 

L’intervista è alla Gingko edizioni di San Lazzaro di Savena (BO)

http://www.gingkoedizioni.it/

 

 

Le origini della vostra casa editrice?

 

La nostra casa editrice è comparsa di recente nel panorama editoriale italiano. Il progetto ha preso piede nel corso dell’estate 2006, per opera di alcuni professionisti del settore che hanno deciso di collaborare ponendo al nostro servizio le proprie conoscenze riguardo all’editoria, al giornalismo e al mondo librario.

 

 

Quali sono gli elementi di originalità del vostro progetto?

 

La nostra dedizione si offre esclusivamente alla costante ricerca di autori italiani o stranieri che sappiano raccontare in maniera nuova, limpida, incisiva l'Italia. Il nostro scopo è creare un caleidoscopio di immagini, di forme, di linee, che intrecciandosi, plasmino l'Italia letteraria. Siamo dalla parte di tutti quegli artisti che con le loro parole siano in grado di farci gustare paradigmi innovativi, ci spiazzino, ci facciano sobbalzare. Ricerchiamo bussole, angolazioni di visuale, prospettive non plastificate. La nostra intenzione, pertanto, è semplicemente quella di pubblicare opere abili ad infondere una luce interpretativa nuova, uno sguardo profondo, illuminante, alla realtà e ai cambiamenti italiani. I nostri libri non devono far altro che avere qualcosa da dire. Essere energici, tesi, per niente rassicuranti.  Non sappiamo quanto sia originale questo proposito.

 

 

Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e della vostra casa editrice in particolare?

 

Dovremmo riempire molti fogli per rispondere a questa domanda. Crediamo tuttavia che il presente e il futuro dell’editoria italiana non sia così nero, come solitamente si racconta. I gruppi forti e i monopoli non incarnano una realtà soltanto italiana e soltanto del mondo editoriale e culturale in genere. La concentrazione di servizi da parte di oligarchie produttive è una tendenza del sistema capitalistico, dovunque esso domini. Crediamo che in Italia, nondimeno, ci sia posto in fondo per tutti coloro che vogliono stampare e pubblicare libri e far giungere le proprie idee al pubblico. Di là da ogni difficoltà inerente al lavoro della piccola e media editoria italiana, come sempre, nel mercato, è il consumatore finale che fa la differenza. Il lettore decide, alla lunga decreta il successo di un’iniziativa o il suo fallimento. Il lettore è sempre più lungimirante di quel che si pensa. La nostra esperienza, poi, ci dice che il lettore italiano, rispetto a molti altri lettori di altri Paesi, è piuttosto smaliziato e attento e riconosce la qualità quando la incontra.

Per quel che ci riguarda non abbiamo altra prospettiva che quella di pubblicare dei libri fatti di buone parole, di buone storie, che insegnino a chi li acquista qualcosa. Non vogliamo produrre libri di intrattenimento, non ci interessano le facezie, l’evasione fine a se stessa. Riteniamo che la lettura sia una faccenda tremendamente importante. Questo, speriamo si rifletta alla lunga sulle nostre pubblicazioni e noi lavoriamo affinché ci contraddistingua e ci faccia individuare dal lettore come un marchio sinonimo di qualità, per il quale valga la pena di spendere qualche soldo. Il nostro motto è incidere attraverso la scrittura, e dunque il nostro progetto è molto semplice e molto complicato.

 

 

In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case editrici?

 

Le cause della scarsa sensibilità alla lettura degli italiani è determinata da innumerevoli fattori. Anche in questo caso bisognerebbe riempire molte pagine. Si stampano in Italia circa 40.000 libri all’anno. Il problema è che di quasi tutti, dopo pochi mesi, e a merito, non resta alcuna traccia. La colpa è per buona parte certamente di noi editori.  Gli editori stampano troppo e stampano libri che non meriterebbero di giungere al lettore. Il lettore nel marasma delle pubblicazioni che affollano le librerie e le fanno tracimare è disorientato. Finisce per scegliere ciò che gli sembra di maggior pregio. Poiché spessissimo, giunto in casa, egli si rende conto di aver scelto un prodotto letterariamente deludente, conclude che alla seconda occasione si comporterà in maniera più attenta e meno fiduciosa. O addirittura opterà per autori consolidati ponendosi scetticamente sui tutti gli altri nomi che non conosce. Non offrirà la sua fiducia alla sperimentazione e da ciò discende tutta la filiera dei problemi. Viceversa se soprattutto i piccoli editori forgiassero opere meritevoli, contro le quali il lettore fosse costretto ad instaurare un rapporto di sfida e non di indifferenza…

 

 

Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?

 

Il nostro lettore lo immaginiamo come una persona che recandosi alla cassa di una libreria per pagare un nostro libro, pensi di ritornare di fretta a casa a stendersi per leggerlo. Il nostro libro lo ha incuriosito e provocato, non lo ha sedotto con immagini, fotografie di copertina, ma solo con le parole e alla fine gli ha fatto aggrottare la fronte ammantandolo di una sensazione di disturbo.

Giunto in casa il nostro lettore, iniziando il libro, ricama un pensiero scettico e si dice: “ma che vorrà dire questo libro, devo proprio vedere…..”

E’ il lettore con cui il libro ha creato un fluido emotivo, che vuole e si aspetta di leggere qualcosa di deciso, che dica delle cose. E noi speriamo di non deluderlo.

 

 

Quale dei vostri libri vi ha dato le maggiori soddisfazioni e perché?

 

Al momento il nostro catalogo si compone di un solo libro. Si intitola LE CENERI DI CANDORE e l’ha scritto il dott. Alessandro Pugliese. Invitiamo a leggerlo perché al momento ci pare la nostra giusta presentazione al pubblico. E’ un libro di poesie che racchiude la nostra ideologia letteraria.

 

 
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