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  Il mondo dell'editoria  »  Edizioni Creativa 19/01/2008
 

L’intervista è alle Edizioni Creativa-ec, in persona del Direttore Editoriale Gianluca Ferrara.

Sito Internet: http://www.edizionicreativa.it/

 

 

La creatività è la chiave che ogni essere umano può usare per aprire la propria esistenza alla felicità.

La creatività è uno strumento straordinario che abbiamo per poter generare una nuova realtà.

La creatività è il più prezioso regalo che ci è stato fatto dall’essere di luce e amore che ci ha generati.

Spetta a noi usarla, la scrittura è un mezzo meraviglioso per essere creativi. 

 

 

Le origini della vostra casa editrice?

 

Siamo nati nel 2005 dall’esperienza di Agenzia Creativa, un’agenzia letteraria che essenzialmente aveva l’ obiettivo di valorizzare autori di talento non ancora famosi. Però, l’intermediazione con gli editori è stata deludente… allora, su impulso degli scrittori che ci contattavano abbiamo dato vita ad Edizioni Creativa.

 

 

Quali sono gli elementi di originalità del vostro progetto?

 

Credo che un elemento che contraddistingue la nostra casa editrice sia l’indipendenza. Oggi, come ieri e come temo anche domani, occorre essere schierati e schiavi di qualcuno. Non importa di chi o cosa, è sempre dipendenza. Queste logiche  non ci appartengono e preferiamo pubblicare qualche testo in meno ma essere veramente indipendenti. Non fare compromessi. Spesso il termine indipendenza si usa a sproposito. A me piace pensare che la nostra casa editrice sia degli autori (senza dei quali non avrebbe quella notorietà e forza positiva che in molti ci riconoscono) e dei lettori che sempre più aumentano.

Un’altra caratteristica peculiare della nostra realtà editoriale è che non ha una struttura verticistica, ma bensì orizzontale. Ognuno collabora a questo progetto. Basti pensare ai direttori di collana, al comitato di lettura. L’importante è seguire la linea guida che è quella che ci deve sempre ricordare l’importanza del rispetto delle idee e dell’impegno a creare sinergie positive.

Ma l’elemento più importante che mi piace sottolineare è che compito di un editore è quello di farsi strumento di denuncia delle ingiustizie e impulso al cambiamento. Noi, nel nostro piccolo, ci crediamo molto e lo spazio congliultimi.it (che mi auguro presto sarà pronto) ne è una testimonianza anche concreta. Un luogo virtuale però ove pragmaticamente si può essere d’ausilio, diventare il cambiamento.  

 

 

Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e della vostra casa editrice in particolare?

 

Temo che il futuro dell’editoria nel nostro Paese non possa peggiorare più della realtà attuale. Una realtà nella quale prevalgono pochi ma grandi marchi editoriali che controllano il mercato, marchi editoriali che sono espressione del potere economico e politico italiano. E’ difficile per un marchio indipendente inserirsi… Per fortuna ci sono diversi piccole case editrici che tra mille sacrifici pubblicano ottimi libri, poi ci sono quelle che in realtà sono dei  tipografi che si spacciano da editori usando e sfruttando l’autore.

Una speranza può venire da Internet che è sempre in fase di espansione. Internet è uno strumento più meritocratico e può essere sempre più un ausilio.

 

 

In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case editrici?

 

Il perché non si legge in Italia credo abbia radici profonde, a mio avviso dovute alla precisa scelta da parte della c.d. “classe dirigente” di lasciare che le persone nuotino nell’ignoranza. Se non fosse così, perché in TV si assiste a programmi che sono uno scempio, un’offesa all’essere umano progredito? Programmi che fanno emergere solo i lati istintuali. Non c’è la volontà di educare, ma solo drogare con il calcio (anche io in realtà la domenica divento un tossico) spacciato tutti i giorni a tutte le ore e con questi programmi ignobili che dovrebbero analizzare la politica, l’economia e la cultura del nostro Paese. Oggi più si è funzionali al sistema e più si fa carriera.

Quando si deciderà di far crescere il Paese allora gli italiani inizieranno a scoprire il potere della lettura, la grande potenzialità che cela la lettura di un buon libro. Io lo ripeto sempre l’editore è uno spacciatore di pensieri… e, i pensieri, è importante che siano di indipendenza e libertà perché essi sono alla base del nostro agire. Ecco perché quando si pubblica un testo occorre prendersi le proprie responsabilità, stare attenti perché ogni libro è come una mina che può esplodere!   

 

 

Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?

 

Mi piace pensare al nostro lettore ideale come una persona che non si faccia spingere all’acquisto perché gliel’ha detto Costanzo o Vespa che sono i camerieri della politica culturale italiana. Certo fa rabbia sapere che il libro di Costantino o della Clerici vende decine di migliaia di copie, che il libro “scritto” da Mike Buongiorno può godere di una distribuzione capillare (per non parlare della pubblicità) mentre tanti ottimi libri, scritti da autori esordienti, devono lottare per essere accettati da librai che ormai vendono libri come se fossero lattine di Coca cola, per loro i libri sono tutti uguali, l’importante è che vendano. 

Un passo per “catturare” l’attenzione dei lettori di sicuro è il bookcrossing. Inoltre ci piace regalare i nostri testi ad associazioni benefiche (oratori, comunità per tossicodipendenti) in modo da cercare noi i lettori.

 

 

Quale dei vostri libri vi ha dato le maggiori soddisfazioni e perché?

 

Ogni libro che abbiamo pubblicato ci ha regalato soddisfazioni ed emozioni positive. Ogni testo ha la sua grande dignità perché “dietro” al libro c’è la sensibilità dell’autore, le sue emozioni, la sua capacità di raccontare, creare quel magico mondo che solo uno scrittore sa fare.

Ogni libro pubblicato ci ha regalato tante soddisfazioni ed ha un posto preciso nel mio cuore.

 

 

 

 

 
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