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  Il mondo dell'editoria  »  InEdition 25/04/2008
 

Risponde all’intervista Rino Tripodi, direttore editoriale della inEdition di Bologna.

Sito Internet:

http://www.inedition.it/

 

 

Cinquanta anni, alto, brizzolato, “creativo”, Rino Tripodi è il direttore editoriale delle collane letterarie della inEdition editrice di Bologna. Pubblicista ed egli stesso scrittore, negli ultimi mesi ha pubblicato un libro di calcio e società per Città del Sole Edizioni e un misterioso Decomposizione di Dio. Un racconto e cento apologhi gnostici tra Kafka e Cioran proprio per inEdition, opera – si affretta a specificare – tutt’altro che irreligiosa, anzi un viaggio quasi “mistico” alla ricerca delle radici primigenie del Male assoluto e del suo enigma. Ecco come ha risposto alle nostre domande.

 

 

Le origini della vostra casa editrice?

 

La inEdition editrice di Bologna (www.inedition.it) è nata nel 2002. La sua prima produzione è costituita da manuali tecnici e scolastici, soprattutto di arti grafiche, e da editoria varia.

Dal febbraio 2006 ha preso puntualmente a pubblicare on line la «rivista mensile di cultura ed etica civile» LucidaMente (www.lucidamente.com), da me stesso diretta. Il periodico telematico (28 numeri + 12 supplementi extra finora usciti), che ha inteso caratterizzarsi per la gradevolezza grafica e per l’impegno a favore della cultura di buon livello e di alcuni diritti civili, sta riscuotendo un buon riscontro in termini di contatti (circa 70 al giorno, per un totale ad aprile 2008 di 45.000 visite e 80.000 pagine viste).

Proprio LucidaMente, e la richiesta di tanti che vi gravitavano, ha dato impulso all’attività letteraria della casa editrice, con alcune collane di poesia (Le invetriate; Le costellazioni sonore) e di narrativa (La scacchiera di Babele), targate come inEdition editrice/Collane di LucidaMente, che hanno riscosso un immediato apprezzamento critico e un discreto successo di vendite. Nel 2008 ha preso l’avvio la nuova collana di letteratura, Nerissima.

 

 

Quali sono gli elementi di originalità del vostro progetto?

 

Le edizioni cercano di caratterizzarsi nel panorama editoriale bolognese per varie peculiarità, quali:

·   la cura e lo stile grafico delle pubblicazioni;

·   la ricerca di nuovi autori;

·   la valorizzazione degli scrittori emiliano-romagnoli;

·   “una certa visione” della letteratura incentrata sulla creatività, sulla trasfigurazione, sul simbolismo, piuttosto che sul realismo, e comunque sul valore estetico;

·   collane, come si è visto, edite direttamente dalla rivista telematica LucidaMente, la quale, col partnerariato con la inEdition, si fa anche casa editrice di letteratura, o, meglio, ricerca di talenti letterari (non pubblichiamo tutto e male, ma poco, bene, e se di buon livello).

In particolare tendo a sottolineare di nuovo il primo punto: nelle nostre pubblicazioni raramente si trovano refusi e scorretto editing e la grafica cerca di essere originale e gradevole al tempo stesso.

 

 

Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e della vostra casa editrice in particolare?

 

Difficile, molto difficile. Noi stessi facciamo fatica a far quadrare i conti e, tranne per particolari settori, non si scorgono spiragli positivi.

 

 

In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case editrici?

 

Non molto. Non voglio svolgere una difesa “d’ufficio” di noi e dei colleghi, ma la causa maggiore del fatto che in Italia si legga pochissimo risiede nell’incultura, nella volgarità e nella maleducazione, anche culturale, oggi dominante nel nostro Paese. Siamo schiacciati da mass media che tolgono ossigeno, quantitativamente e qualitativamente, alla vera cultura. La scuola, inoltre, ha perso ormai, e non tanto per proprie responsabilità, il suo carattere di stimolo al piacere di leggere, di incontro con la gioia della grande letteratura. I vari ministri della Scuola pubblica che si sono succeduti hanno pensato più a fare demagogiche campagne di “recupero” degli allievi in difficoltà e a caricare gli insegnanti di adempimenti burocratici, rendendoli nella sostanza degli impiegati, che a stimolare la cultura “alta” negli istituti scolastici. Se una colpa si può attribuire all’editoria, semmai, è quella di non andare più alla ricerca della grande opera letteraria e in qualche caso – e qui rientriamo nel discorso della diffusione della volgarità – di stampare autentiche porcherie e, grazie a un’adeguata promozione e pescando nel torbido di lettori sprovveduti o adolescenziali, farle divenire best seller.

 

 

Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?

 

Il lettore ideale dei nostri libri lo immaginiamo colto, curioso, non conformista, in grado di apprezzare la bellezza della letteratura e di quell’oggetto sempre affascinante che è il libro.

Per “conquistarlo”, basterebbe che vedesse le nostre pubblicazioni, la loro qualità. Il problema è... come farlo, sommersi come siamo da tutta la restante “produzione culturale” non libraria.

 

 

Quale dei vostri libri vi ha dato le maggiori soddisfazioni e perché?

 

All’interno della collana di narrativa La scacchiera di Babele, la punta di diamante, anche come vendite, è il romanzo Le felicità nascoste. Memorie involontarie di un bevitore di vino del torinese Paolo Bonesso. Il suo successo è legato proprio al fatto di essere un’opera di alto valore letterario e stilistico.

In ambito locale buon successo sta riscuotendo I delitti della terza via di Davide Piazzi: un “giallo” ambientato a Bologna, sulla scia della scuola di Loriano Macchiavelli e Carlo Lucarelli, romanzo ricchissimo di “bolognesità”.

Il punto di congiunzione più alto tra impegno civile, culturale ed editoriale è stato rappresentato dalla prima traduzione in esclusiva in italiano – in collaborazione con LiberaUscita, associazione per il testamento biologico e la depenalizzazione dell’eutanasia, e grazie all’acquisizione congiunta dall’editore francese Oh Éditions dei diritti per l’Italia – di Je ne suis pas un assassin del medico francese Frédéric Chaussoy (100.000 copie vendute in Francia): straordinario, drammatico, umanissimo libro sul caso di eutanasia del giovane Vincent Humbert, che ha sollevato la questione Oltralpe, permettendone il dibattito legislativo. Il volume, scritto con la collaborazione di Valerie Peronnet, è uscito in italiano – nella nostra collana di storie e testimonianze Le svolte della vita – col titolo Non sono un assassino. Il caso “Welby-Riccio” francese. La Prefazione è proprio di Mario Riccio, il medico specialista in Anestesiologia e Rianimazione che ha seguito la vicenda di Piergiorgio Welby.

La collana Le costellazioni sonore ha al proprio attivo Aperto di notte (Nattåpent) del norvegese Rolf Jacobsen: prima traduzione in lingua italiana della raccolta del celebre poeta scandinavo, con testo originale a fronte, a cura di Randi Langen Moen e Christer Arkefors. Ma siamo fieri anche del teatro in versi di Alfonso Benadduce (Agogno la gogna).

Ne Le invetriate abbiamo avuto l’onore di ospitare poeti tra i più noti oggi nel nostro Paese quali Daniela Monreale, Francesco Marotta e Massimo Sannelli.

 

 

 

 

 

 

 
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